La verità su “Il Testamento di Salvatore Siciliano”

Facebook, 01 Marzo 2010

Mi chiamo Salvatore Siciliano e dal momento in cui leggerete questo testamento avrò una sola certezza: quella di non chiamarmi più Salvatore Siciliano.

In pieno possesso delle mie facoltà mentali decido di lasciare tutti i miei beni materiali alla persona che più ho amato, Simona Manto. Le consegno la casa di proprietà di Siracusa e la villa di Noto, dove abbiamo trascorso molte piacevoli estati. Le lascio gli appartamenti di Roma, Milano e Torino, sette in tutto, di cui lei ignora l’esistenza e dei quali avrà notizie dal mio legale di fiducia. Con una parte dei 98 milioni di euro da me depositati, in certificati al portatore presso la Banca Intesa, Banca Unicredit e il conto Fineco, chiedo che venga registrata una fondazione a nome di SALVATORE SICILIANO. In difesa di una libertà che ho sempre cercato, oscurato, difeso e perduto.

Così inizia il Testamento di Salvatore Siciliano, il caso che sta imperversando sulla Rete dal primo di marzo. Facebook, Youtube, Twitter e poi ancora forum, blog e chat, fino ad arrivare alla cartellonistica e agli adesivi sparsi per Milano. Non si parla d’altro, tutti si chiedono cosa sia e a cosa si riferisca. Non è altro che una ben fatta – e a tratti geniale – operazione marketing, forse la prima campagna di guerrilla italiana degna di nota. Procediamo con calma. Salvatore siciliano.com è un sito che dopo una breve presentazione arriva sulla pagina centrale del testamento. Ambiguo,accattivante, cinico, disperato, in cerca di una redenzione, ricco di dettagli che non fanno altro che incuriosire il lettore.

Facendo una rapida ricerca sulla rete si trovano diversi riferimenti, ma tutti ripetono la stessa cosa: le parole del testamento e qualche domanda. Chi sa qualcosa?

Su Facebook appare anche un gruppo, $$$ SALVATORE SICILIANO $$$, dove viene preso in questione un articolo apparso il Il tesoretto della mafia: i 98 miliardi di euro citati nel testamento sarebbero l’ammontare delle multe non riscosse dallo Stato Italiano nei confronti dei gestori dei Monopoli (Atlantis, Cogetech, Snai, Lottomatica, ecc…) e delle società concessionarie delle slot machine. “Se credi, anzi se SEI CONVINTO che possiamo dimostrare che lo spirito di FRATELLANZA DEGLI ITALIANI ci può portare ovunque ISCRIVITI A QUESTO GRUPPO!”, così recitano gli amministratori, mentre invitano gli utenti a firmare una petizione contro un abuso di potere che sembra passare inosservato agli occhi dell’Italia intera. Piccolo appunto: il gruppo è nato molto prima del fenomeno “salvatore”.

Cercando ancora ci si imbatte in numerosi video: su Youtube ne possiamo scegliere a bizzeffe. Ragazzi e ragazze che parlano di quando hanno conosciuto Salvatore, che chiedono che fine abbia fatto, perché e per come, tutti con le mani di fronte al viso. Uscendo dal virtuale ed entrando nel reale di una città, a Milano ci si imbatte in persone che girano per la metro con cartelli affissi al corpo e biglietti adesivi sparsi nei luoghi di passaggio.

Ma ancora non si sa niente. Quindi?

Quindi, torniamo al punto di partenza: il sito del testamento.

Tasto destro del mouse sullo schermo: “powered by Matematici”. Andiamo a cercare. Matematici è un sito in costruzione con una presentazione che dice “stiamo lavorando per Voi” mentre una malinconica musica si ripete in continuazione (James Blunt?). Anche qui non ci sono molte informazioni, ma è facile trovare qualche indizio. Innanzitutto l’indirizzo referente è proprio quello di Salvatore Siciliano, ma niente di anormale, in fondo proveniamo da lì. Interessante è scoprire però che vengono installati dei cookie sul nostro computer mentre siamo sulla pagina e, guardando il codice sorgente, troviamo la funzione di Google Analytics per monitorare il traffico. Così, su due piedi, si può già ipotizzare una web agency, che dite?

Facciamo lo stesso gioco su salvatoresiciliano.com: spulciando il codice sorgente si trovano delle parole chiave di ricerca molto interessanti. Ma soprattutto un nome: Salvatore sì, ma Cobuzio di cognome. Il resto è ancora meglio: libri. Narrativa.

Andiamo a trovare dunque questo Salvatore Cobuzio. Il suo sito è un biglietto da visita. Salvatore Cobuzio è un web marketing manager, un uomo che sta dietro soluzioni web come kicko e zoomarine e ora Salvatore Siciliano. Come si evince dalla sua bacheca: “qualcosa di strano sta per succedere… manca pochissimo…”, datato 26 febbraio alle ore 10.16. E poi…

Sfogliando la sua bacheca, si trova anche un’anticipazione, nonché il commento di un amico che dice già “Bravissimo Salvatore, il tuo racconto vale più di mille conferenze…. continua!”.

Insomma, il mistero è svelato. Ora non resta che aspettare il libro, che sia finzione o denuncia lo scopriremo presto. E, ovviamente, fare i complimenti a una delle migliori azione di guerrilla marketing dei nostri giorni.

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12 Commenti a “La verità su “Il Testamento di Salvatore Siciliano””

  1. ombra scrive:

    complimenti…! non aggiungo altro…credo tu mi abbia gia capito…!!

  2. Matteo Bianconi scrive:

    Forse sì.
    Complimenti reciproci. :)

  3. Marco scrive:

    non mi resta che unirmi ai complimenti per la splendida operazione di marketing e aspettare che esca il libro.

  4. Matteo Bianconi scrive:

    Ti ringrazio Andrea, avevo notato anch’io il fatto.
    Sinceramente avrei voglia di comprarlo, eh… :)

  5. merlina scrive:

    Optimus…da meditare…

  6. mirko scrive:

    ecco fatto, si è svelato il mistero: è un libro edito da Fazi Editore che uscirà il 23 aprile in tutte le librerie con il titolo “il testamento di salvatore siciliano” – ormai è scritto ovunque.
    io lo comprerò sperando che sia all’altezza del buzz creato.
    grazie vi farò sapere

  7. Matteo Bianconi scrive:

    Mirko, se il libro non sarà all’altezza, tutta l’iniziativa preparata si ritorcerà contro all’autore… il popolo è spesso vendicativo. Anch’io lo comprerò, ma voglio sperare per lui che sia davvero un best seller! :)

  8. luigi scrive:

    Interessante notare che il tizio su Repubblica si vanta anche di avere “abbattuto” dei siti solo “sfruttando programmazione informatica” niente di illegale dice lui…
    Poi spiega che ha dirottato centinaia di migliaia di visite sui server bersaglio per farli cadere. Quest’attività è un reato internazionale! Niente di illegale dice lui…

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