Twitter: #Lovvotica e #Gilda35, quando il gioco si fa realtà

Dalla rubrica Let’s Social per il quotidiano sulla comunicazione Spot & Web

Ultimamente si parla molto di Twitter, il social network di microblogging che permette di scrivere messaggi di 140 caratteri a chi ti segue e di riceverne altrettanti sulla propria timeline. Detto in soldoni: opera come Facebook, ma è tutto molto più diretto, interessante e pratico. Se ne parla molto perché sta acquisendo più utenti, perché si sta innovando (anche se questo ha già comportato una spaccatura tra tradizionalisti e ottimisti) e perché anche le aziende hanno cominciato a investirci sopra. Ma se ne parla soprattutto perché funziona bene.

Proprio domani a Riva del Garda (Trento), inserito nel panorama della Blogfest – l’evento che riunisce tutto ciò che in Italia gravita attorno alle community della rete, si terranno i Tweet Awards, il primo raduno nazionale del popolo di Twitter e che prevede di eleggere i migliori “twitterer” della stagione sulla base di alcune categorie prestabilite. Alla vigilia di tale evento ho deciso di andare alla scoperta di due “star” della piattaforma, due professionisti che hanno saputo “giocare” tra serio e faceto con Twitter e i suoi utenti. Ecco per tutti l’intervista doppia a Rudy Bandiera e Giovanni Scrofani, in arte Jovanz74. Il primo ha promosso la Lovvotica, il secondo Gilda35… e se non sapete di che si tratta, basta chiederlo a Google: il primo risultato è il loro.

Chi sei? Cosa fai? Cosa vuoi fare da grande? Rudy: Sono un ex operaio di fonderia che ha sempre avuto la passione per la comunicazione, anche fine a se stessa. Insomma, mi piacere fare delle chiacchiere ecco. Adesso sono un giornalista che si sollazza sui social media, che si occupa di SEO e che scrive amenità “umanistiche” sulla tecnologia. Jovanz: Faccio l’ossimoro. Sono un avvocato che lavora come advisor/controller per progetti d’investimento di opere pubbliche: in pratica giorno e notte con una mano scrivo atti, con l’altra smanetto allegramente con SAP, excel, visual basic e database. E con l’altra ancora twitter. Da grande farò il pompiere, come Grisù! Oppure mi dedicherò alla mia prima passione, la cyber couture.

Come sei finito su Twitter? Ma soprattutto… Perché Twitter? Rudy: Su Twitter ci sono finito per scopi lavorativi, nel senso che uno che fa il mio mestiere deve sapere che certe cose esistono, e se le reputa funzionali le deve anche sfruttare ai fini del business per i clienti. Ma in verità mi sono innamorato dell’uccelletto blu, non scherzo mica. Il mio browser non si apre nemmeno più se manca Gmail e HootSuite. Giuro. Jovanz: Sono finito su Twitter perché le interazioni che avevo su Facebook mi nauseavano. Ho seguito il marketing virale che generavano gli altri media: da quello che leggevo in rete mi sembrava un media interessante. Twitter è Zen: costringendoti ad utilizzare 140 caratteri, pone uno di quei limiti che stimolano la creatività. È un “genera haiku”. E pertanto, per scriverci bene, devi arrivare al paradosso filosofico: il koan, devi far intuire più che descrivere.

Com’è nato il tuo progetto? Perché, per come, per quando? Rudy: In breve è successo questo: parlando come i bimbominkia che @Jovanz conosce molto meglio di me, si tira fuori spesso la parola “Lov”, parola che a me personalmente fa molto ridere. Da questo stupido pensiero mi è nata l’idea di fondare una religione, la Lovvotica appunto, una religione basta sul Lov… in pratica, una cazzata. Un incrocio tra la religione cristiana e Scientology, ma tutto su base assurda e autoironica: ho scritto un post sul mio blog, ho creato una parola che non esisteva e ad oggi Google per Lovvotica conta 827 risultati. Non male per una cazzata. Jovanz: Osservando l’homepage di Twitter, notai che tramite il Cavallo di Troia dei toptweets, si stavano generando anche da noi i prodromi di una virata alla Facebook. Bisognava correre ai ripari, c’era bisogno di una supereroina creata ad hoc: #Gilda35. Gilda come la Haywort, come la prima bomba atomica, come le associazioni medioevali di autotutela dal basso, 35 perché nella smorfia napoletana è l’uccellino. Così ho inventato #Gilda35, un ibrido tra Luther Blissett, Valis e Catwoman. Con un gruppo di ormai 125 Ricercatori/Sabotatori, facendo la guerra al marketing con il marketing, all’intrattenimento con l’intrattenimento, abbiamo spazzato via le pubblicità occulte della Disney dalla homepage. Lo strumento è stato quello di un’ilare campagna di “sabotaggi” leciti e coccolosi, che ha fatto collassare l’algoritmo dei toptweet. #Gilda35 ha dimostrato che un manipolo di utenti molto consapevoli può intervenire in modo significativo nelle dinamiche di un social network.

Chi sono i “bimbominkia”? Rudy: Sono noi quando eravamo sbarbati, solo che loro hanno Internet. Di fatto non è cambiato niente, il mondo consumistico è sempre stato plasmato sulle nuove generazioni, sempre più viziate e ricche, ed oggi questi non solo esistono come sono sempre esistiti, ma fanno anche un casino da manicomio! Jovanz: Parafrasando l’agente Smith di Matrix si potrebbe dire quanto segue: “Improvvisamente ho capito che i bimbiminkia non sono dei veri utenti. Si insediano su un social network si moltiplicano, spammano e l’unico modo in cui sanno sopravvivere è quello di spostarsi in un’altro social network ancora vergine. C’è un altro organismo nel web che adotta lo stesso comportamento: il virus. I bimbiminkia sono un’infezione estesa, una piaga. E forse non c’è cura”. Comunque a me i bimbiminkia stanno simpatici, odio chi li sfrutta per trarne profitto.

Cosa pensi di #Gilda35? (@Rudy) / Cosa pensi della #lovvotica (@Jovanz)? Rudy: #Gilda35 è nata per un motivo e si prefigge un obiettivo, tra l’altro interessante anche dal punto di vista tecnico/lavorativo, mentre la Lovvotica è nata per scherzo e uno scherzo rimane. #Gilda35 è una buona idea, ironica se vogliamo, ma tecnicamente ottima, che rischia di diventare qualcosa di più di un hashtag. Jovanz: La #lovvotica mi ricorda molto la religione del bokonismo del libro “Ghiaccio 9” di Kurt Vonnegut. La #lovvotica è un credo basato espressamente sulla menzogna. Tuttavia poiché le loro bugie sono innocue, permettono ai credenti di avere una vita felice. Un’amante del surreale come il sottoscritto non può che adorare la #lovvotica.

Cosa c’è di perverso nel mondo dei social network? E i lati positivi? Rudy: Di perverso non c’è nulla di più di quanto non ci sia stato di perverso nel mondo negli ultimi 5000 anni e lo stesso discorso vale per i lati positivi. I social sono i figli sociali di Internet ed essendo sociali appunto, non sono nulla di più della nostra proiezione, solo con nuove sfumature. A quelli che dicono che Internet ed i social alimentano la mania di mettersi in mostra e di guardare dal buco della serratura, dico che Internet è il mezzo, ma che la pulsione è sempre stata dentro di noi. Jovanz: I social network sono uno strumento neutro: puoi usarli per scatenare interazioni positive o distruttive, vendere prodotti, veicolare idee… Le applicazioni dei social network sono infinite, ma un atteggiamento passivo può diventare negativo: i media si possono trasformare in strumento di monitoraggio e controllo o di mero sfogo o banalità per gli utenti. Utilizzati nel modo giusto possono invece creare delle interazioni letteralmente magiche tra chi ne fa parte e ampliare le prospettive di chi li usa.

Una parola per descrivere Twitter. Rudy: Pronto. Jovanz: Dada.

Una parola per descrivere Facebook. Rudy: Lento. Jovanz: Marketing.

Una parola per descrivere l’attuale panorama italiano… Rudy: Mesckinoh (in bimbominkiese). Jovanz: Flat.

… e riguardo la diffusione dei social media? Rudy: Concetto breve: il mondo del business non è pronto per i social network, perché manca la mentalità della condivisione che viene vista dagli uomini d’affari di oggi come pericolosa. Le cose stanno cambiando ma ci vuole tempo e ci vuole, perdonate l’arroganza di termini, più “etica hacker” in senso umano, e non tecnico. Jovanz: Virale.

Qual è il futuro dell’informazione online? Rudy: Il citizen journalism è la prova che l’informazione, anche di qualità, può partire dal basso (guardate ad esempio http://citycool.it/) e quindi i grandi gruppi per stare in piedi e per continuare a fornirci servizi, si faranno pagare anche online, visto che il cartaceo è destinato a morire. Questo è quello che penso accadrà, quello che invece spero è che le testate smettano di prendere sovvenzioni dallo stato. Testate senza padroni e giornalismo partecipativo sono un ottimo orizzonte da guardare. Jovanz: L’informazione online è a un bivio. Da un lato ci sono realtà nuove e stimolanti che partono dal basso e ormai sono in grado di mettere in ginocchio governi, ogni riferimento a Wikileaks è casuale. Dall’altro, purtroppo, noto come spesso prevalga la tendenza ad approcciare l’informazione online con il trito rapporto leader/massa: questo è il mio comunicato stampa, leggete, se volete commentate, se scrivete qualcosa che disapprovo modero/cancello. Il modello Cinese incombe dietro l’angolo.

E di twitter? Rudy: Twitter ha dimostrato più volte di essere un media incredibilmente versatile ed incisivo, e questa caratteristica è dovuta alla sua straordinaria semplicità. Twitter è secco, agile, veloce, semplice e fruibile. È una di quelle cose nate non migliorabili, come la penna Bic, la Settimana Enigmistica o la Nutella. Jovanz: Anche Twitter è a un bivio importante: diventare una macchina di marketing virale alla Facebook, o mantenere alta la fiaccola dello strumento di espressione libera, sincera e essenziale di contenuti veri.

Uno slogan imbattibile per essere sabato ai tweet awards? Rudy: Il primo, più grande e più importante raduno di Twitter della storia dell’unità d’Italia. È possibile non esserci? [grazie a Davide Licordari e Claudio Gagliardini con i quali ho camminato nel lungo percorso dell’organizzazione dell’evento, due persone per le quali non finirò mai di ringraziare la Rete senza la quale non ci saremmo mai conosciuti] Jovanz: Gilda35 wants you at Twitterawards, love spreads.

Cosa vorresti dire all’altro? Rudy: Lovvoti fratello! Jovanz: #Gilda35 lov Rudy!

Saluta. Rudy: Aloha e Lov per tutti! Jovanz: Hasta la Vida Loca Siempre!

Articoli correlati:

  1. Twitter AdSense: pesce d’aprile o realtà?
  2. Twitter assorbe TweetDeck, Ubermedia a bocca asciutta…
  3. Facebook e Twitter calzano Adidas… letteralmente.
  4. La Nike in gioco tra cartellonistica, social e scarpe personalizzate
  5. Social Case History: quando il virtuale si fa reale. Ed è meraviglia.

7 Commenti a “Twitter: #Lovvotica e #Gilda35, quando il gioco si fa realtà”

  1. [...] This post was Twitted by palermomarco [...]

  2. [...] detto e ripetuto mille volte (per i più disattenti invito a leggere questa intervista “Twitter: #Lovvotica e #Gilda35 quando il gioco si fa realtà” fatta dall’amico Matteo Bianconi e il nostro Manifesto) #Gilda35 non è altro che una [...]

  3. [...] detto e ripetuto mille volte (per i più disattenti invito a leggere questa intervista “Twitter: #Lovvotica e #Gilda35 quando il gioco si fa realtà” fatta dall’amico Matteo Bianconi e il nostro Manifesto) #Gilda35 non è altro che una [...]

  4. [...] Il Fight Club delle Twitstar 30 novembre 2010 / In : Guest Star Nell’ottica dello sharing contents, ospitiamo il divertente e acuto post di Jovanz sul nonBLOG ufficiale del Progetto #Gilda35 [...]

  5. [...] dell'intervista doppia ("Twitter: #Lovvotica e #Gilda35, quando il gioco si fa realtà") che il mitico @MatteoBianx rivolse al vostro sempre caro dr. Jovanz74 e al Primate [...]

  6. [...] detto e ripetuto mille volte (per i più disattenti invito a leggere questa intervista "Twitter: #Lovvotica e #Gilda35 quando il gioco si fa realtà" fatta dall’amico Matteo Bianconi e il nostro Manifesto) #Gilda35 non è altro che [...]

Lascia un Commento

Pragmatika Srl 2010 - P.IVA 02088551201

Realizzato da kifulab