Il Curriculum diventa Personal Branding. E Claudio Nader trasforma Facebook

Dalla rubrica “Let’s Social” di Matteo Bianconi per il quotidiano sulla comunicazione Spot & Web del 24 febbraio

Ogni giorno mi dedico per almeno 30 minuti alla rassegna stampa: sbircio tutte le news, mi faccio un’idea sui nuovi trend e mi segno piste interessanti. Un’attività ricreativa che consiglio sempre. Sono però mesi che in mezzo alla valanga di notizie ce n’è sempre una ricorrente: la disoccupazione. Sono anni difficili, lo sa chi lavora, chi cerca, chi si è trovato tagliato fuori, ma soprattutto lo sanno i giovani, coloro che si affacciano per la prima volta sul mondo del business. Che non è proprio il Paese delle Favole, eh.

Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) lo scorso dicembre è salito al 29%, un vero proprio record al negativo dal 2004. Il Ministro del Lavoro Sacconi ha incoraggiato a investire nelle competenze, i sindacati parlano di gap generazionale in tutte le forme di lavoro e terapie d’urto, il Governo cerca di trovare soluzioni nell’apprendistato (che ahimè, lascia il tempo che trova) e l’opposizione mira a nuove proposte di legge. Ok, ma in tutto questo guazzabuglio, cosa si può fare per proporsi nel mercato del lavoro? Ecco quindi che nell’era dei social network il curriculum vitae diventa totalmente 2.0 e si trasforma in personal branding, cioè “vendere se stessi” come fossimo un prodotto o una marca.

Quando Youtube è stato attivato nel 2005, subito poco dopo sono arrivati i primi video-curriculum: all’inizio erano ben pochi, mentre ora sulla piattaforma dei video online si aggirano più o meno 300 mila spot di giovani che si candidano presso le aziende. Pochi in confronto ai 2 milioni di video visti ogni giorno – e in media ne vengono caricati 24 al minuto –, ma pur sempre validi se fatti bene. L’importante è sapersi vendere, dagli effetti speciali ai contenuti, passando per un sorriso che non deve mancare. Insieme a Youtube, un’altra forma è quella di utilizzare SlideShare, la piattaforma di condivisione presentazioni: in questo modo il cv diventa un powerpoint interattivo e colorato, qualcosa in più del solito documento a carattere Times 12. C’è anche about.me, un servizio che permette di gestire in autonomia una pagina web come se fosse un biglietto da visita digitale.

In realtà sono tanti i modi originali attraverso i quali possiamo metterci sul mercato, tralasciando la vecchia dinamica del curriculum via mail o posta. Strano a dirsi è che fino ad ora nessuno ha pensato di utilizzare Facebook. Fino ad ora, appunto! L’idea arriva da Londra, ma l’ideatore è totalmente italiano e viene da Bologna: si chiama Claudio Nader, classe 1982, promosso (social) media assistant. Nel suo blog spiega: “Questo è il primo CV adattato al profilo di Facebook. Ti piacerebbe avere il tuo, senza particolari restrizioni di privacy su Facebook? Bene, io ho avuto l’idea, ma anche tu puoi farlo. Ti spiego come”.

Sì, quello che stai pensando è comune a tutti: “Perché non ci sono arrivato prima?”. Su Facebook ci sono 600 milioni di iscritti circa, 19 dei quali sono italiani, mentre sempre più aziende si affacciano e intrattengono relazioni con gli utenti. Non è così fantascientifico pensare che un responsabile sia sul sito in blu, senza contare il fatto che ormai le nostre identità sono digitali: ci sono aziende che addirittura non ti prendono in considerazione se non trovano tue informazioni attraverso Google! L’idea di Claudio diventa quindi brillante e utile, perché sfrutta il meccanismo puro del social, gestendo al meglio le impostazioni della privacy.

Il primo passo è quello di scegliere 5 sezioni principali. La decisione è personale e riguarda sempre il proprio curriculum: Contatti, Esperienze di lavoro, Istruzione, Competenze, Lingue, Interessi, Portfolio, Pubblicazioni e così via. Il secondo è quello di scrivere una buona e concisa lettera di presentazione, che apparirà poi come testo nella prima foto del profilo. Nel suo blog (ClaudioNader.com) Claudio spiega dettaglio per dettaglio la procedura, in modo semplice anche per chi di grafica non se ne intende. Infine basta caricare le immagini, etichettarle e darne una descrizione: chi arriverà sul nostro profilo avrà dunque accesso a un vero e proprio Curriculum Vitae dettagliato. La privacy rimane la stessa o può essere facilmente cambiata in modo che gli amici possano vedere tutto il profilo e gli sconosciuti solo la parte “professionale”.

Dopo aver letto (e imparato) questo nuovo personal branding targato Facebook, sono andato a parlare direttamente con Claudio, iniziando dalla più banale delle domande: com’è nata l’idea. “È una risposta alla domanda ‘come faccio a uscire dal mucchio e ottenere ciò che voglio?’”, mi risponde Claudio, “Voglio lavorare come Media Assitant (che banalmente vuol dire fare comunicazione), di che vantaggio ho bisogno? Be’, ho bisogno di dimostrare di saperlo fare. Il resto é ovvio: “comunicazione” adesso significa soprattutto social media e web, che significa soprattutto Facebook, il cui punto più caldo è il nuovo profilo. Che cosa devo far vedere ai miei potenziali datori di lavoro? Il curriculum. Ecco fatto! Avevo anche pensato a Twitter, a YouTube e ad altro, ma alla fine questo é il momento di Facebook, le telecamere sono lì, quindi é il momento di usare Facebook, per fare comunicazione efficace”.

Di cosa ti occupi adesso a Londra? Hai ricevuto proposte dopo la pubblicazione di questo “personal branding” via Facebook? “Sono partito pensando prima di ambientarmi e poi di cercare le mie cose. Adesso lavoro in un bar nella City: conosco persone, miglioro l’inglese nel modo più naturale possibile e mi faccio un’idea dei posti che possono interessarmi, senza fare le cose di fretta. Per quanto riguarda le proposte, l’idea sta cominciando a girare sul web, ma soprattutto in India e in America (in particolar modo su Twitter). Stanno per uscire altri articoli e sono stato invitato ad un MeetUp sui social media a Piccadilly. Ancora, però, deve girare per le vie di Londra, quindi é presto per le proposte”.

Da Bologna a Londra… Perché? Pensi di tornare? “Ero stanco dell’Italia. Londra mi é sembrata la tappa più naturale, perché é un centro della comunicazione e perché é ‘vicino’ a casa e agli amici. Per adesso tutto sta funzionando bene, alterno la vita londinese con weekend bolognesi abbastanza spesso, ma dal punto di vista lavorativo tornare non sarebbe salutare. A meno che non salti fuori qualche interessante proposta italiana a cui potermi dedicare!”.

Lascio Claudio con la promessa di un caffè nella “nostra” Bologna, pensando che sentirò parlare ancora di lui. Se state cercando un lavoro, se volete cambiare, ma anche solo essere aggiornati ed avere qualcosa in più allora non resta che fare una cosa: entrare in Rete e comunicare il vostro personal branding. Magari cominciando da Facebook, questa volta.


4 Commenti a “Il Curriculum diventa Personal Branding. E Claudio Nader trasforma Facebook”

  1. [...] This post was mentioned on Twitter by Eleonora Lollini, Matteo Bianx. Matteo Bianx said: Il #Curriculum diventa Personal Branding. E Claudio Nader trasforma #Facebook http://yoc.to/1dH #social #media #web [...]

  2. [...] Pubblicato da Matteo Bianconi in Persone, StoryTelling Dalla rubrica “Let’s Social” di Matteo Bianconi per Spot & Web [Re-blog by Pragmatiko] [...]

  3. [...] io l’ho scoperto solo perché è uno dei miei contatti e la foto mi aveva incuriosito, ma qui potete trovare il primo articolo in italiano dove approfondire un po’ di più la [...]

  4. [...] presentarsi ad aziende e responsabili del personale, di personal branding ne abbiamo già parlato (come l’esempio di Claudio Nader). Un modo estremamente creativo per farlo è quello di sfruttare il codice QR su un curriculum: [...]

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