TV e Social Media: quando il Web fa il Report alla Gabanelli

Quando la televisione tenta di analizzare Internet o strapparne notizie, spesso si creano discussioni virali che continuano per giorni e addirittura settimane. Qualche tempo fa l’abbiamo visto con il servizio delle Iene sul mondo degli Emo, prendendo in considerazione alcuni giovani del web. E così è successo ieri con la puntata di Report, la celebre trasmissione della brava giornalista Milena Gabanelli. Un servizio di oltre un’ora che ha “smembrato” i social media, la privacy, le applicazioni del web, suscitando oggi una forte reazione del Web, tra addetti ai lavori, utenti dei social network e telespettatori che sono tornati sul web per dire la propria. C’è chi ha trovato la puntata illuminante, chi una pagliacciata e chi un punto di vista come tanti. Sono andato alla ricerca delle reazioni, scoprendo pro e contro e cercando così di dare voce alla Rete.

I primi commenti vengono da Twitter dopo un mio messaggio lanciato in mattinata. Diciamo che qui le critiche più o meno costruttive – o distruttive – sono state più acute degli altri media, si voglia per i 140 caratteri che lasciano poco spazio a disposizione della diplomazia.

  • @webcopywriter: solito terrorismo psicologico e sensazionalismo eccitato. Mi aspettavo un passo avanti dalla Gabanelli.
  • @lopinsjk: Meglio esporsi come raccomandano i californiani o vivere nascosti come raccomandava Epicuro 2300 anni fa e oggi Wikileaks?
  • @ArMyZ: Target diverso dalle aspettative di chi quell’ambiente lo conosce realmente e lo vive quotidianamente. That’s it
  • @AndreaGirvasi: La Verità? Qualcosa che non esiste. In realtà ci piace solo sentire ciò che vogliamo sentire.
  • @vins82: una delusione vera per un programma serio: una sequenza di luoghi comuni, approssimazione, ironia e complottismo.
  • @MSAllAroundYou: Banale analisi di Internet, su #Google e #Facebook; si sono poi ripresi parlando dell’editoria liberale come il #IlFatto
  • @LaKarlo: #Report non interessante, niente di nuovo per chi li usa, info non complete per chi non ne sa.
  • @mai_gret: internet=diavolo. per ignoranze della giornalista il servizio è risultato superficiale nonostante le persone contattate
  • @capotestuggine: La solita cattiva abitudine di parlare di cose che non si conoscono. La demonizzazione non passa mai di moda
  • @Jovanz74: La TV è la patria del sensazionalismo. Mi tengo stretto il web con tutti i suoi difetti
  • @thomazmagnum: Bello quando non vedi Report sulla rete e poi la rete ti fa il #report di Report

E come questi ogni minuti si aggiungono nuovi commenti a 140 caratteri sotto l’hashtag di #Report. Anche la Blogosfera sembra essere impazzita, tutti i maggiori protagonisti ne parlano, insieme a quotidiani, giornalisti e semplici blogger. Michele Ficara Manganelli, Fondatore e Presidente di Assodigitale – Associazione Italiana Industria Digitale, ci va giù duro nel suo post dedicato a una Gabanelli evaporata dalla Rete, Maddalena Loy sull’Unità scrive di uno scivolone della prode giornalista, Fabio Lalli, fondatore del gruppo Indigeni Digitali ne parla come fosse stata una strana puntata che a sua volta diventa un’occasione sprecata per Francesco Russo, celebre social blogger e così per Rudy Bandiera che riflette quasi in backstage sul problema Internet e Tv.

Sulle bacheche di amici e colleghi di Facebook ho intavolato anche alcune discussioni, dove il mood vigente è quello della delusione di un programma come Report, sempre stato in prima linea per l’informazione obiettiva, premiato soprattutto dalla Rete che ha spesso visto nelle puntate condotte dalla Gabanelli un’informazione libera, come libero è e dev’essere il Web. La delusione di aver detto cose a metà, di un sensazionalismo tipico più da Studio Aperto che di altro, di un voler parlare di un po’ di tutto senza una solida info di base. Una voce fuori dal coro, Luca Perugini, propone altro: “Partiamo dal proporre informazione utile, riprendendo quanto detto da Report e ampliandolo”.

Non ha torto Luca. La sensazione finale è quella che sì, la Gabanelli questa volta non ha reso quel servizio per cui è diventata un piccolo punto di riferimento nell’analisi quotidiana di fatti italiani o internazionali. Ma forse è esagerato ora crocifiggere Report per una puntata andata male. Insomma, non è giusto perdere la stima di un giocatore che ha regalato assist e goal per anni solo per una partita giocata senza voglia e passione, passatemi l’analogia calcistica. In Rete continuano a moltiplicarsi i commenti e c’è anche chi invita la stessa trasmissione a riprendere il filo da dove è stato perso, ricreando il format e andando più nel profondo degli argomenti trattati, questa volta con maggiore cognizione di causa. E, perchè no?, coinvolgendo maggiormente la Rete in primis. [Qui trovate la puntata intera e qui la trascrizione in pdf]

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6 Commenti a “TV e Social Media: quando il Web fa il Report alla Gabanelli”

  1. Ciao,
    la reazione della rete, giustificata dal tono allarmistico della trasmissione, mi fa ripensare a quanto ho scritto qui http://internetmanagerblog.com/2010/04/19/social-media-marketing-e-la-cultura-aziedale-alcune-considerazioni/ a proposito del rapporto tra esperti di social media e aziende.

    La Gabanelli ha cercato di superare la stessa incomunicabilità, ma questo volta con il pubblico televisivo.

    Purtroppo la realtà è che c’è una profonda frattura fra chi la rete la vive tutti i giorni consapevolmente e il resto delle persone.

    L’occasione mancata da Report è stata dunque quella di non accennare nemmeno all’educazione all’uso della rete, a favore del puro allarmismo. E invece non era un argomento troppo difficile da spiegare alla gente.

  2. Enrico Bisetto scrive:

    Ciao Matteo,
    mi spiace non essere riuscito a partecipare alla discussione stamattina, ma ho preferito rivedermi la puntata per capire meglio cosa mi avesse infastidito della trattazione del servizio e ne è uscita una nota appena pubblicata su Facebook (ironico no? ;) )
    https://www.facebook.com/notes/enrico-bisetto/alcune-riflessioni-sulla-puntata-di-report-del-100411-il-prodotto-sei-tu/215600035122763
    In ogni caso concordo con quanto detto da Gianluigi, l’occasione sprecata è stata quella di fare del facile allarmismo invece di promuovere l’educazione ad un uso respomsabile del web.

  3. Matteo Bianconi scrive:

    Gianluigi, Enrico, sono d’accordo con voi. Tra l’altro sembra che la Gabanelli si sia discolpata oggi dicendo che ha dovuto rendere “semplice” questi argomenti per farli capire a chi guarda la tv generalista. Mah, rimango scettico.
    Il risultato infatti è stato inefficace e deludente, un’occasione sprecata come dite voi e altri. E se si perdono certi momenti di dialogo allora il digital divide non verrà mai colmato. Che dire? Spero si possa tornare sui propri passi e rivedere certi errori, senza per questo perseverare su strade che non portano a niente o al facile “terrorismo mediatico”…

  4. Sono assolutamente d’accordo con quanto scrivete, e qui vi riporto la nota con i miei ulteriori commenti al riguardo:

    https://www.facebook.com/notes/damiano-bordignon/puntata-di-report-il-prodotto-sei-tu/10150151046536254

  5. [...] Matteo Bianconi: TV e Social Media: quando il Web fa il Report alla Gabanelli [...]

  6. [...] Matteo Bianconi: TV e Social Media: quando il Web fa il Report alla Gabanelli [...]

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