Dalla rubrica “Let’s Social” di Matteo Bianconi per Spot & Web, settimanale sulla comunicazione
Hanno rinnovato il concetto di rivista sul web, sono il sito più seguito nella categoria “letteratura” secondo la classifica italiana di Wikio, sono finiti anche su “Wired”. Non sto parlando di maghi del computer o guru del social media marketing, ma di “Finzioni”, un team di giovani appassionati dediti ai libri in qualsiasi salsa, capitanati da Jacopo Cirillo e Carlo Zuffa, under 30 che hanno riportato con ironia e intelligenza il gusto della letteratura, partendo da Internet. Non è un caso che sia venuto in contatto con loro per la prima volta attraverso Twitter, piattaforma di microblogging che ogni giorno in Italia accorcia le distanze e aumenta le utenze.
Da un profilo alla lettura, al dialogo, fino ad arrivare a un confronto diretto e una sana dose di ironia che è il segreto per vivere bene una lunga e sana vita. Internet, social network e letteratura: la rivista “Finzioni” è un piccolo grande progetto frutto di giovani menti italiane che hanno puntato, rischiato e – passando al gerundio – vincendo una sfida che a raccontarla servirebbe un libro. E loro, ci tengono a dire, rimangono lettori. “Crediamo che la lettura sia un atto creativo e, semplicemente, la trascriviamo”. E allora ecco un’intervista a una colonna portante, Jacopo Donati, caporedattore della sezione libri per “Finzioni”.
Ah, un consiglio spassionato: finita l’intervista, andate su www.finzionimagazine.it, non ve ne pentirete.
1) Descriviti in 140 caratteri.
Studente di filosofia, studioso di tutto il resto. Lettore, scrittore, giardiniere: ho troppo tempo libero da riempire con troppi interessi.
2) E in termini “finzioniani”?
Esperto di tutto, maestro di niente.
3) Com’è iniziata l’avventura chiamata Finzioni?
Finzioni è nato a Faenza, in un bar che ora non esiste più, a fine 2008. Jacopo Cirillo e Carlo Zuffa alternavano gli scotch alle birre, e il risultato è il Finzioni che avete oggi sotto gli occhi: leggero da un lato, graffiante dall’altro. Per quanto mi riguarda, invece, tutto è iniziato i primi giorni del 2009 su aNobii. Una ragazza – Viviana, anch’essa nella redazione attuale – voleva creare una rivista letteraria e aveva aperto un gruppo; Jacopo Cirillo partecipò alla discussione e poco tempo dopo ricevemmo l’invito a far parte di Finzioni.
4) Finzioni è il primo sito segnalato da Wikio per la Letteratura: segreto del successo?
Non ci riempiamo la bocca di paroloni e la nostra leggerezza viene giustamente intesa come chiarezza, non come superficialità. In questo modo siamo riusciti a raggiungere lettori che – per formazione – sono sempre stati abituati a parlare di letteratura in maniera pesante. Non c’è molta differenza tra il lettore che sceglie Sartre in biblioteca e quello che compra Wilbur Smith nell’edicola del lungomare: entrambi amano leggere, entrambi pensano che il tempo dedicato alla lettura sia tempo ben speso. Pochi sanno che quando ci si lamenta che in Italia leggono in pochi, si parla di lettori deboli, non di quelli forti. L’Italia ha una percentuale di lettori forti paragonabile a quella di paesi come Germania o Inghilterra, ma tra i lettori deboli (quelli che leggono una manciata di libri all’anno) le cose cambiano radicalmente. Fino a quando la Scuola obbligherà i ragazzi a sorbirsi I promessi sposi o altri – importanti – mattoni, in Italia la lettura sarà vista come un lavoro e non come un piacere. Ed è proprio per questo che Finzioni ha successo: la lettura è tornata a essere un piacere.
5) Come opera la redazione?
La redazione di Finzioni è composta al vertice da Jacopo Cirillo e Carlo Zuffa; sotto di loro c’è un caporedattore per ogni sezione del sito (Libri, Extra e News) che coordina il resto della redazione. Ogni progetto interno a Finzioni (come Indie per cui, per esempio), ha un suo responsabile che si occupa di tutto.
Le comunicazioni avvengono direttamente via mail o, se è necessario contattare la redazione al completo, attraverso un gruppo su Google Groups. Usiamo Google Docs per i progetti che riguardano più redattori e Google Calendar per organizzare la pubblicazione delle rubriche. I contrattempi capitano sempre, ma se siamo abbastanza organizzati riusciamo a risolvere tutto in breve tempo.
6) Finzioni è un normale “posto di lavoro”?
È come dovrebbe essere un normale posto di lavoro. Ogni redattore è parte di un progetto in cui crede e parla di cose che ama. All’interno di Finzioni c’è un brainstorming continuo a cui ogni redattore prende parte e dà il suo contributo, e molti progetti sono proprio nati così, da un’idea abbozzata prima da qualcuno e poi rifinita dagli altri. Quasi ogni rubrica è pensata dalla persona che la curerà di volta in volta: ciò porta tutti i redattori a lavorare con passione e costanza.
7) L’editoria digitale è un fatto social(e)?
Credo lo sia la lettura, ma lasciando riposare in pace il povero Durkheim e guardando solo al “social”, è fantastico osservare cosa sta accadendo in questi anni ai lettori. aNobii e Goodreads hanno utenti che non sanno neppure qual è il colore dominante di Facebook, ma sui social network specializzati sono in brodo di giuggiole: partecipano attivamente, creano gruppi che spesso escono dal virtuale e si appropriano del reale. Grazie a internet e grazie ai social networks la lettura è diventata qualcosa di meno introverso e, per molti, qualcosa di ancora più piacevole.
8 ) La visione del web da parte della redazione?
Parlare di piazza virtuale è banale perché il web è diventato molto di più, basti pensare che in Finlandia l’accesso a Internet è stato dichiarato un diritto umano. E poi, da un punto di vista più pratico, il web dà la possibilità a tantissime persone di reinventarsi e di creare qualcosa di concreto.
9) Saluti speciali?
Due: al mio libraio e al mio oculista, entrambi ricchi da quando mi conoscono.
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