Questo post è la versione integrale dell’articolo pubblicato su L’Informazione di Bologna del 28 aprile 2011 e oggi sul settimanale nazionale Spot & Web, [Matteo Bianconi in collaborazione con BolognaIn]
Trecentosessantacinque giorni di pensieri, parole e azioni. E poi Wwworkers.it, una “nuova generazione tutta italiana che lascia il posto fisso e si trova un lavoro in rete” e infine un libro. Dietro a tutto questo c’è un nome, Giampaolo Colletti, giovane sognatore di trent’anni con il pallino delle nuove tecnologie. Questa è solo una parte di una storia che raccoglie Internet, business, passioni, vita e anche Bologna. A raccontarla è proprio Giampaolo, che abbiamo incontrato per questa intervista.
Giampaolo Colletti in 140 caratteri!
Ho trent’anni, sono un giornalista e ho un amore viscerale per Bologna. Mi interrogo su ciò che sta avvenendo in rete. Anche in Italia.
Che cos’è www.wwworkers.it? Come può essere definito? E com’è nata l’idea?
Wwworkers è una piattaforma che raccoglie le storie di chi ha lasciato il posto fisso e si è messo in proprio sul web. E’ un progetto che ho inventato e messo in rete nel gennaio 2010. Poi pochi giorni fa è uscito il mio libro “Wwworkers: i nuovi lavoratori della rete” per Gruppo24Ore. Nel sito e nel libro racconto le storie dei lavoratori che si sono autoimprenditorializzati, grazie alle nuove tecnologie. La parola, difficilissima da pronunciare, è una sintesi tra rete (www) e lavoratori (workers). Quando ho coniato questo termine non credevo di intercettare una comunità così numerosa e trasversale. In un anno ho ricevuto quasi duemila segnalazioni e ho censito 212 professioni.
Parafrasando Bauman, possiamo dire di essere di fronte a una sorta di network glocale?
Certamente sì. Anche in Italia esistono movimenti tellurici ancora lievi in quella parte del web autogenerata dagli utenti e definita user generated content. Iniziano a lavorare in una logica glocale tanti lavoratori che vendono prodotti e servizi sul web. E che, soprattutto, dialogano in rete. L’anima glocal emerge anche da ciò che si commercializza: prodotti artigianali, della terra, manufatti attenti al verde.
Internet: nel 2011 può essere visto come una specie di partner commerciale?
Per i wwworkers sì. Ma anche per chi decide di acquistare con costi contenuti online. Su Internet ad esempio hanno trovato successo tanti wwworkers. Franco Zullo a Milano ha lasciato il posto fisso per aprire una lavanderia online basata su servizio a domicilio e vicinanza al cliente. O la famiglia Bertolucci commercializza cuscini e guanciali in pula di farro bio. O ancora Marta Arona è diventata stilista sul web, dopo un passato da top-manager in grandi aziende.
Hai scritto che la scommessa più grande è quella su se stessi. Quali sono i fattori x da non perdere mai di vista per riuscire a vincere?
Occorre considerare sempre che in rete il lavoro si caratterizza per un’attenzione alle nicchie di pubblici, a quelle che ho definito “micro-community”. In questo senso è imprescindibile che tra il lavoratore sul web e il cliente ci sia un confronto continuo, un dialogo che in rete diventa conversazione. Nei dieci consigli per diventare wwworker segnalo anche che è essenziale chiedere scusa se si sbaglia, dinamica molto lontana dalla cultura mass market.
Come si può sfruttare l’online nel tessuto professionale bolognese? Hai qualche storia da raccontarci?
Bologna è una terra dove nidificano i wwworkers. Nel libro racconto la storia di Filippo Rubini, prima impiegato nel settore estero per una piccola ditta, oggi imprenditore: commercializza le shops-bag, buste ecologiche che vende in tutto il mondo. O ancora Valentina Zini: da quando è diventata mamma si è messa in proprio online ed è diventata wedding planner. Più a sud in Romagna c’è Tim O’Connell: prima top manager in una multinazionale del fitness, oggi a capo di Desing Wine, un’azienda che commercializza su Internet vini doc.
Qual è il futuro di wwworkers.it?
La mia sensazione è che si moltiplicheranno. Ma attenzione ai facili entusiasmi del lavoro fai-da-te: chi diventa wwworker lavora molte più ore di chi timbra un cartellino, il guadagno arriva dopo una fase di start-up e la disponibilità all’ascolto del cliente deve essere costante. Anche durante il week-end.
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[...] vera opportunità per chi sa gestire al meglio le proprie persone. Ne abbiamo parlato ieri con wwworkers.it e l’intervista a Giampaolo Colletti, ma vedere premiata la genuinità di Scilla in questo modo fa subito pensare che i giovani [...]