Dalla rubrica “Let’s Social” di Matteo Bianconi per Spot & Web del 9 maggio 2011
In comune hanno Roma, città che li ha visti nascere e crescere: Claudio Di Biagio, 22 anni; Matteo Bruno, 20 anni; Guglielmo Scilla, 23 anni; Giampaolo Speziale, 24 anni. Be’, forse così è riduttivo. Dovrei parlare della grande creatività e della voglia di fare, senza trascurare l’amicizia che li lega e la passione per cinema, musica e web. E sì, sono ragazzi straordinari, in tutti sensi: Claudio, Matteo, Guglielmo e Giampaolo sono gli ideatori di “Freaks!”, la prima web series italiana professionale scritta, diretta e interpretata da giovani con ridotti finanziamenti e tanto, tantissimo talento.
Due parole sulla serie: visibile gratuitamente su www.freakstheseries.com, “Freaks!” racconta la storia di Giulia, Marco, Andrea, Viola e Silvio, ragazzi normali catapultati in una realtà fatta di superpoteri e uomini senza volto, impegnati nella ri-scoperta dei 4 mesi di blackout che li hanno colpiti. Il cast è formato da (in ordine) Ilaria Giachi, Guglielmo Scilla, Andrea Poggioli, Claudia Genolini e Claudio di Biagio, promesse del cinema e della tv, ma allo stesso tempo studenti e professionisti di Youtube (Guglielmo e Claudio stanno quindi davanti e dietro le telecamere). Solo nelle prime 72 ore sono state registrate 100.000 visualizzazioni su YouTube, senza parlare di fan club e blog dedicati sorti spontaneamente.
Ognuno dei creratori ha un background diverso, ma lo stesso pallino per lo spettacolo, musica o cinema che sia. Sono web stars, sì, ma anche ventenni che dimostrano le potenzialità di una nuova generazione tutta italiana, capace di sfruttare la Rete e carica di passioni. Non sono più “bamboccioni”, ma gente che sa il fatto suo. E se la crisi alza il livello di disoccupazione, inventano un nuovo lavoro, si specializzano e danno vita a prodotti di entertainment unici in Italia. Sono andato a trovarli: quella che segue è un’intervista corale, ma le ultime quattro domande sono dirette a ognuno di loro, alla scoperta di “Freaks!”, di questi straordinari ragazzi e di un mondo (social) in continua evoluzione.
Qual è il vostro percorso formativo/professionale?
Guglielmo ha studiato al Giulio Cesare e studia per diventare interprete; Giampaolo è attualmente iscritto al 5° anno di medicina, studiando chitarra classica ed elettrica e canto privatamente. Claudio ha studiato al Torricelli (liceo scientifico di Roma) e successivamente ha seguito un master di Grafica 3d presso una scuola specializzata. Matteo ha studiato al Liceo Scientifico Torricelli (Roma) e ha imparato sin da piccolo a usare telecamere e sistemi di montaggio, la passione poi si è trasformata in un lavoro.
Com’è iniziata la vostra collaborazione?
La collaborazione tra di noi nasce dalla necessità di unire dei ragazzi dagli interessi diversi (chi per la ripresa, chi per la scrittura, chi per la regia, chi per la musica e chi per la recitazione) per ottenere un gruppo nel quale ognuno possa sfruttare pienamente il proprio “talento”. Sapendo che ogni aspetto è curato solo da persone che nutrono passione per quel determinato frangente.
Com’è nata l’idea di Freaks? E che budget avete a disposizione?
L’idea iniziale di Freaks! è stata partorita da Claudio. Lui, infatti, aveva sempre avuto il sogno di realizzare una serie tutta sua essendo un appassionato di serie tv d’oltreoceano. Il budget è molto basso. Dire “0″ sarebbe un eufemismo. Diciamo che tutti i ragazzi che ci affiancano lavorano per passione e perché credono molto nel progetto. Se si paga, si paga in “fantasoldi”. Il nostro è un esperimento fatto in casa (se fossimo una band sarebbe una demo fatta con i nostri “risparmi”).
Esperimento realizzato con il supporto della Show Reel che, ad occhi chiusi, ci ha fornito alcuni strumenti necessari a realizzare quello che state vedendo e vedrete.
Come mai avete utilizzato YouTube come canale distributivo?
Youtube permette a chiunque di creare qualsiasi tipo di materiale. Materiale fruibile a chiunque in maniera totalmente libera e gratuita. Una serie italiana che parla di superpoteri non avrebbe riscosso approvazione dalle produzioni che si fanno intimorire facilmente. In questo modo non abbiamo dovuto convincere nessuno nel credere a questo progetto se non noi stessi. E siamo stati spinti da un solo obiettivo: intrattenere le persone gratuitamente e con qualità.
L’ambizione è quella di arrivare in tv?
La nostra ambizione adesso è di intrattenere ed eventualmente far appassionare i ragazzi a questa storia. C’è tanta voglia di trattare temi che all’estero si tratta da sempre e tanta voglia di divertirci. Chiaramente avere soddisfazione economica derivante dalle proprie passioni è il massimo per qualunque persona. Non ci stiamo comunque prefissando paletti ora come ora. Sarebbe chiaramente il massimo poter avvalersi di una buona produzione pur rimanendo su internet e offrendo al pubblico un prodotto totalmente gratuito. È ovvio che questo, un domani, potrebbe diventare un lavoro.
L’influenza di serial americani come Heroes o Flashforward è evidente fin dal primo episodio. Dobbiamo aspettarci omaggi o parodie?
Assolutamente entrambi. Ed essendo fan di queste serie sappiamo anche che potrete aspettarvi novità. Essendo coscienti della possibilità di poter ricordare delle serie che si conoscono molto bene si ha pure l’arma di evitare “scopiazzature”. Ma questo si scoprirà solo andando avanti. Prima ancora di queste serie, siamo fan dei fumetti che leggevamo a 8 anni, nei quali il supereroe di turno è un ragazzo normale. Primo fra tutti Peter Parker! Sì, siamo decisamente fan dei superpoteri!
La serie è diventata immediatamente popolare. Come vi spiegate questo successo?
In parte perché ad averla creata sono stati ragazzi seguiti già singolarmente dal web. Guglielmo in quanto willwoosh, Matteo in quanto canesecco e Claudio in quanto nonapritequestotubo (su youtube); Giampaolo, invece, è il cantante degli About Wayne, il gruppo che ha curato anche la sigla di Freaks! In secondo luogo vogliamo sperare che sia perché si aveva bisogno di questo inizio di cambiamento nel panorama produttivo italiano. Per il resto non ne abbiamo idea. Di base tutti e quattro (e sicuramente anche il cast tecnico e artistico) ci saremmo appassionati a questa serie qualora l’avessimo trovata improvvisamente su youtube. Speriamo che l’interesse continui!
Claudio Di Biagio: Che differenza c’è tra sceneggiare e interpretare la parte? Riesci a giudicarti in questi due lavori? E quale preferisci?
La scrittura di questa serie è stata da subito la cosa che più mi ha emozionato. Mi piaceva immaginare le voci e i volti dei personaggi e quindi il processo creativo dietro alla storia è stata la cosa fondamentale da sviluppare fin da subito. Per quanto riguarda la recitazione io la prendo come un gioco, niente di più. Mi sto divertendo ad interpretare un personaggio che mi assomiglia molto in alcuni aspetti, e che quindi è nelle mie corde. Ovviamente lascio giudicare gli altri miei collaboratori sul mio operato anche se ho un grande difetto: credo anche troppo, a volte, nelle mie idee e quindi farmi cambiare opinione non è facilissimo!
Guglielmo Scilla: E’ un caso che sia capitato sul tuo personaggio quel curioso potere? Come avete scelto i poteri da affidare a tutti i protagonisti?
I poteri sono stati scelti da Claudio prima ancora che entrassi a far parte del progetto! E non mi sono sentito di cambiarli. Aveva creato Marco pensando a me e regalandomi (dall’alto della sua bontà di ideatore della serie) questo potere che, personalmente, adoro.
Matteo Bruno: Vent’anni da poco compiuti e già tanta esperienza: questione di audacia, fortuna o consapevolezza?
Diciamo che è un mix tra tutti i fattori elencati, sono nato con la telecamera in mano dato che mio padre fa questo lavoro, si occupa di produzioni video. Da quando ero piccolo ho sempre amato il comunicare le emozioni con delle immagini e passando il tempo ho imparato ad usare questo magico mezzo. La magia dei video continua ad affascinarmi ogni giorno e mi piace tantissimo sperimentare sempre nuovi metodi per crearli.
Giampaolo Speziale: Come integrare una laurea così impegnativa come la tua con questa passione tra cinema e internet? Insomma, come fai a conciliare lavoro e studio?
Non è assolutamente facile conciliare non due, ma tre passioni parallele, dato che la mia prima in assoluto sono gli About Wayne, che mi impegnano soprattutto in fase di scrittura e di tour, moltissimo tempo. Per quanto riguarda l’esperienza di “Freaks!” ho cercato di ottimizzare il tempo ed i mezzi che avevo, e ho collaborato alla stesura delle colonne sonore con tre ottimi musicisti, che sono Daniele Giuili, Jacopo Antonini e Francesco Catitti: senza di loro mi sarebbe stato impossibile. Ho invece selezionato personalmente tutte le band che abbiamo sincronizzato, e quello vuol dire ascoltare molta musica e scegliere a seconda del proprio gusto. Chiaramente tra questo, le giornate di set, le prove ed il tour con la band, in quest’ultimo periodo non nascondo che l’equilibrio delle priorità si sia un po’ spostato a discapito dello studio, ma se si hanno le idee chiare in testa e si sceglie di fare solamente cose che ci appassionano, si trova il tempo per tutto.
Ora non mi resta altro che augurare tutto il meglio a questi ragazzi e una buona visione a tutti noi.
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