#2eurox10leggi: partecipazione politica e donne in Rete

Da una provocazione su Twitter a un blog, a una vera iniziativa che ha dato vita a un movimento: è il caso di #2eurox10leggi, una proposta che invita le donne a comprarsi una pagina del Corriere, per scrivere 10 leggi inderogabili che le donne chiedono alla politica. “Le questioni e la politica di genere non sono questioni di parte, non sono una politica a metà. Sono, se mai, l’occasione di fare una politica per tutti, ma da un altro punto di vista“, ha spiegato Manuela Mimosa Ravasio nel suo blog, in prima linea per questa lucida analisi. Dalle prime riflessioni si arriva direttamente ai conti: due euro a testa se si arriva a 50mila adesioni.

Ecco quanto costa far sentire la propria voce“, scrivono sul blog ufficiale, proseguendo “#2eurox10leggi nasce su Twitter, e per questo ha l’hashtag, e da un calcolo matematico approssimativo. Ciascuna di noi infatti donando 2 euro potrà comprarsi una pagina su un grande quotidiano come Repubblica o Corriere e scrivere che cosa vogliono le donne attraverso l’enunciazione di 10 richieste di legge“. Finora le leggi proposte e condivise sono:

  1. Legge per il congedo obbligatorio condiviso. Introduzione del concetto di paternità obbligatoria.
  2. Legge per la maternità universale. Ovvero ogni donna che sceglie di diventare madre, sia essa single, sposata, lavoratrice dipendente o precaria, deve aver diritto al sussidio di maternità.
  3. Legge per la realizzazione di una reale democrazia paritaria. Una legge elettorale che, come quella campana, preveda la doppia preferenza di genere e una presenza al 50 per cento nelle liste.
  4. Legge contro le dimissioni in bianco e incentivi per una maggiore partecipazione delle donne nel mondo del lavoro e delle professioni. Obiettivo: la parità ovunque, anche nei salari.
  5. Educazione sessuale e di identità di genere fin dalla scuola primaria su modello di quelle danesi. Istituzione di una Commissione che vigili sull’uso dell’immagine femminile nel mondo dei media.
  6. Legge contro la violenza sessuale sul modello spagnolo. Si parte dall’educazione fino alla tutela dei e nei centri di accoglienza delle vittime, all’assistenza legale, alla punizione e recupero di chi opera violenza.
  7. Leggi per il finanziamento della costruzione di asili nido di piccole dimensioni ma diffusi sul territorio, e per i tempi pieni di qualità nelle scuole primaria e secondaria di primo grado.
  8. Legge che deliberi reali sostegni a tutte le tipologie di nuclei familiari con figli o con anziani a carico. Rivedere anche la legge sulle pensioni di reversibilità che ha danneggiato soprattutto le donne.
  9. Una legge sul futuro. Provvedimenti per dare maggiore autonomia, anche economica ai giovani e alle giovani. Sulla proposta di Martine Aubry, finanziare il merito e la realizzazione in tutti i campi: dalla cultura all’industria.
  10. Promuovere a tutti i livelli istituzionali, dai Comuni allo Stato Centrale, il Bilancio di Genere, che consente di ripartire in modo equo e più controllato le risorse a disposizione.

Per domani è già stato organizzato il primo “blogging day“: “Senza partecipazione, senza interazione e collaborazione, non si può mettere in (buona) pratica quello che 2×10 sta sperimentando: la Rete la chiama we-democracy o we-governement, o ancora, dalle nostre parti, democrazia partecipata“.

Dall’idea principale ora c’è un nucleo ben strutturato. Tutto nato sul web e condiviso attraverso fiumi di input: è questo quello che impressiona ancora una volta, in senso positivo. La Rete come amplificatore di voci, come trait d’union di volontà unitarie, come stimolo a migliorare – in questo caso – la condizione femminile in Italia. Non possiamo fare altro che appoggiare l’iniziativa, che ne dite?


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