Donne, upskirt e Watta: un vero buco nell’acqua

Metti una minigonna e uno scatto osè, un claim stantio e un’immagine scontornata… e avrai la nuova pubblicità (di dubbio gusto) di Watta, azienda che imbottiglia acqua. Le foto parlano da sè: trattasi di donne più o meno famose, ritratte probabilmente senza slip o in gergo upskirt, dove bottiglia e payoff ricoprono parti private quali viso e… be’, avrete già notato. Come potrebbe dire Marzullo, la domanda sorge spontanea: ma che senso ha? Anzi, più domande: siamo di fronte all’ennesimo sfruttamento del corpo femminile o al solito livello di finta provocazione? Che c’entra la “cool water” con una ragazza ripresa a questo modo? A livello semantico c’è il nulla, a quello visivo qualcosa a cui siamo – purtroppo – abituati a vedere e sul concept stendiamo un velo pietoso. Sono davvero tanto da chiedersi e se questo era l’obiettivo ovviamente è stato colto. In realtà una qualunque pubblicità dovrebbe incuriosire e fare in modo che il consumatore acquisti il prodotto o si avvicini al brand… ma questa cartellonistica non fa niente di tutto ciò. Vi è venuta sete? A noi per niente. Ma non vogliamo porci altre domande. Quelle le lasciamo ai vertici di Watta: pensateci di più, la prossima volta.

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Un Commento a “Donne, upskirt e Watta: un vero buco nell’acqua”

  1. jeanluc scrive:

    troppa bella queste ragazzi

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