Uno delle ultime campagne di guerrilla marketing arriva da un brand storico italiano: Eridania ha infatti lanciato diversi mesi fa Urbanamente Vitale, il cui manifesto spiega che si tratta di “un progetto di vitalità della cultura urbana, è uno spazio di espressione, una factory creativa che coinvolge la scena urbana in movimento in tutte le sue forme”. Quest’anno Urbanamente Vitale dedica il suo debutto al tema del Parkour, coniugando quindi il recupero della vitalità degli spazi urbani con la celebrazione del movimento del corpo. E sul parkour è basato il video virale prodotto in collaborazione con i ragazzi di Eden Parkour di Bologna: in Allarme Guerrilla la città delle Due Torri diventa il palcoscenico dei giovani traceurs che hann0 trascorso la giornata arrampicandosi e correndo, lasciando ogni tanto qualche bustina di zucchero Eridania. Interessante iniziativa, bel video, ottimo concept.
Categoria: Guerrilla
Guerrilla Marketing: 10 campagne internazionali [video]
Per chi non lo sapesse, il guerrilla marketing è un tipo di “marketing aggressivo” che “colpisce” i consumatori nelle attività quotidiane, stimolando l’acquisto e suscitando un passaparola per aumentare la visibilità di un brand o di un prodotto. Non sempre finisce bene, a volte le società sbagliano il modo di comunicare ottenendo il risultato opposto, altre che la finzione lascia spazio a conseguenze ben più reali, come il falso agente della CIA che pochi giorni fa è stato arrestato dalla Digos nella metro di Milano: stava promuovendo l’anteprima della nuova serie “The Event” per il canale di Mediaset Premium Joy, distribuendo falso materiale “top secret”. Di seguito abbiamo raccolto dieci campagne di guerrilla marketing per tutto il mondo, decidete voi quale sia la migliore e divertitevi!
Gazzetta dello Sport: Milano, Italia
Romtelecom: Bucarest, Romania
Red Bull Racing: London, UK
Zanzare VS Modelle: è guerrilla per le strade di Madrid
Le zanzare attaccano la perfezione: è questa la “piaga” che il Collettivo Artistico Luzinterruptus ha lanciato in puro stile guerrilla nelle strade della capitale spagnola (Trampa para mosquito). Lo scopo di questi artisti “sovversivi” è quello di avvertire il consumatore medio contro la “pubblicità sirena”, con i suoi tratti perfetti, le luci e i colori ingannevoli. Durante la notte del 29 giugno, in tre ore i ragazzi di Luz interruptus hanno “contagiato” diversi pannelli pubblicitari sparsi per Madrid, senza danneggiare alcuna affissione o negozio. Le zanzare sono state tolte solamente la mattina seguente, quando i cittadini – e i pubblicitari – si sono accorti dell’invasione. Dal sito commentano così:
En estas noches de calor sofocante, de los mosquitos no se libran ni los guapos y perfectos modelos, de cutis impecable, que se exhiben omnipresentes en los espacios publicitarios de la ciudad. Y es que la belleza y la intensa luz, les atrae y hace que se precipiten cegados hacia ella, sin intuir que van a una muerte segura. [...] En este caso acabó con cientos de mosquitos autóctonos, pero en otras circunstancias podría atraer, con sus cantos de sirena que hablan de lujo, consumo, marca y belleza irreal e inalcanzable, a otros animales más evolucionados, incluso a algún conductor despistado o espíritus fácilmente influenciable…
In queste notti di caldo soffocante, delle zanzare non si liberano neanche i modelli belli e perfetti, dalla pelle impeccabile, che si esibiscono onnipresenti negli spazi pubblicitari della città. E sono la bellezza e l’intensa luce che le attraggono, rendendole cieche senza intuire di star andando verso una morte sicura. [...] In questo caso, la pubblicità ha attratto centinaia di zanzare autoctone, ma in altre circostanze potrebbe affascinare – con il suo canto di sirena che parla di lusso, consumo, marca, bellezza irreale e irraggiungibile – altri animali più evoluti, inclusi alcuni guidatori sbadati o spiriti facilmente influenzabili…
V per… Vuvuzela (e Viral Marketing?)
Dalla prima partita del Mondiale 2010 del Sud Africa si è subito capito che il sottofondo sonoro non sarebbe stato quello a cui siamo abituati da sempre – grida e incitamenti da stadio – bensì il sibemolle fastidioso delle Vuvuzelas, le trombette che hanno fatto furore sugli spalti. Brevettata da Neil Van Schalkwyk – che da 500 pezzi al mese ha cominciato a venderne migliaia – la Vuvuzela è diventata il simbolo del Mondiale 2010. Per attirare l’attenzione nella semifinale di ieri tra Spagna e Germania (1-0), un italiano di Pescare è entrato in campo armato della trombetta: lo stesso “invasore” a ottobre dell’anno scorso era entrato in campo a Pescara, durante l’amichevole Italia-Olanda, per chiedere la convocazione in azzurro di Cassano. E con la stessa maglietta e “suonando” ha sfilato davanti alle telecamere di tutto il Mondo.
Non contento, c’è chi ha anche inventato l’applicazione per iPhone, qualcosa di cui nessuno sentiva il bisogno, ma che in poche ore dalla pubblicazione ha registrato oltre 800 mila download. Il tutto per ottenere sul melafonino il suono originale delle Vuvuzelas e che quindi correremo il rischio di sentirlo ovunque, nelle strade, in treno, negli uffici.
Potrebbe essere un’idea quella di usare le Vuvuzelas come arma di viral marketing: l’attenzione, volente o nolente, si alza appena sentiamo il caratteristico suono. C’è chi l’ha già pensato, a suo modo: proprio oggi ho ascoltato una pubblicità alla radio di una nota azienda che si occupa dell’eliminazione di zanzare. Lo spot iniziava con le Vuvuzelas suonate all’impazzata, mentre poco dopo una voce fa presente che “c’è un solo rumore più fastidioso: quello delle zanzare”. L’accordo quindi passa al classico ronzio di questi insetti e la stessa voce ti induce a “spegnere il fastidio”. L’associazione mentale Vuvuzela-zanzara e la soluzione al problema del fastidio può essere un’arma vincente: sinceramente, chi non ha ancora desiderato distruggere tutte le Vuvuzelas del pianeta?
The Hole in 3D: ora la guerrilla si fa horror
Uscirà in Italia l’11 giugno l’ultimo film di Joe Dante, ovvero The Hole in 3D, il nuovo horror in 3D che promette forti emozioni, già a partire dalla campagna pubblicitaria. The Hole narra le vicende di Susan e dei suoi due figli adolescenti, Dane e Lucas, che si trasferiscono in una casa di campagna. Qui scopriranno un buco nel pavimento: assieme alla nuova vicina di casa, Julie, il gruppo dovrà scoprire cosa si trova al di là di esso, affrontando le proprie paure soggettive…e il pubblico vivrà queste paure in tre dimensioni.
Come già annunciato da Cineblog.it, in occasione dell’uscita nei cinema, le città saranno disseminate di botole fotografate su adesivi che sorprenderanno i passanti nei centri commerciali e nei cinema. Sempre per richiamare l’effetto 3D del film, nelle principali stazioni della metropolitana su questi ‘buchi neri’ verranno posizionati dei manichini per simulare delle gambe che spuntano dal vuoto.
Nel week end appena concluso i milanesi hanno invece trovato in via Alzaia Naviglio Grande 4 un oscuro container galleggiante che invitava i passanti ad entrare per sfidare la proprie paure. Le reazioni sono state tutte registrate e presto verranno pubblicate online qui. Tra l’altro il film, presentato fuori concorso all’ultima Mostra di Venezia, ha vinto il Premio Persol 3-D per il miglior film stereoscopico, battendo pellicole come Up e Coraline e la porta magica.Aspettando le prime recensioni e le reazioni dell’audienc, non si può dire che la pubblicità non sia stata preparata bene…











