Categoria: Internet trends

Timeline Movie Maker: il vostro profilo Facebook diventa un film!

Creare un video della vostra Facebook Timeline: è l’idea creativa partorita dalla collaborazione tra Facebook e l’agenzia di comunicazione statunitense Definition 6. Il risultato è “Timeline Movie Maker“, un sito che permette di collegarsi al proprio profilo, creare e modificare il video, per poi condividerlo sulla nostra bacheca o su quella degli amici. Vi ricordate lo spot di presentazione del “nuovo diario”? Quello con la Timeline che si animava? Ecco, ora è possibile crearne uno simile con noi come protagonisti, il tutto attraverso una semplice applicazione che si interfaccia con i permessi del nostro account. L’unica “pecca” è che funziona con un minimo di 75 foto e 5 video pubblicati su Facebook, cosa che potrebbe bloccare gli utenti più “spartani”. Noi l’abbiamo provato ed è assolutamente divertente, sebbene le modifiche che si possono effettuare siano molto limitate. Ottimo tentativo di rendere emozionale l’esperienza su questo social network. Fateci sapere com’è la vostra vita social in film!

Lavorare a Twitter: “The future is You” tra ironia e semplicità

Lavorare in Twitter ti offre l’occasione di pensare a sfide affascinanti, complesse ed importanti ogni giorno. In Twitter il tuo lavoro verrà avvertito immediatamente da svariati milioni di persone in tutto il mondo”. Così recita la nuova campagna di Twitter, il popolare social di microblogging che punta su un divertente video per cercare nuovi talenti sul web. La piattaforma conta oltre 400 milioni di visitatori al mese, in continua crescita, ed è forse il reale competitor di Facebook. Il video prende esplicitamente in giro tutte quelle pubblicità che cercano lavoro interinale, dalla metà degli anni ‘80 in poi, ironizzando su tutto e tutti, anche sullo stesso CEO Costolo che interpreta se stesso alle prese con due dipendenti folli che bypassano le sue decisioni. Semplice, diretto, scanzonato: Twitter approfitta di Youtube e ricomincia a cercare posizioni in tutto il Mondo. Se volete provarci, andate su twitter.com/jobs/.

Bacardi e Rafa Nadal per la nuova campagna di responsabilità sociale

Champions Drink Responsibly“: questo il nome dell’interessante campagna di Bacardi Limited, che offre la possibilità di battere Rafa Nadal – il suo Global Social Responsibility Ambassador – servendo un ace contro di lui in un gioco online: ACE RAFA. Si tratta di un progetto di sensibilizzazione sui temi della responsabilità sociale che letteralmente gioca tra online e offline:  tra i fan che riusciranno a battere il dieci volte vincitore del Gran Slam, saranno  sorteggiati i fortunati finalisti che lo incontreranno dal vivo, a Maiorca (Spagna), e avranno la possibilità di provare e servire un ace al campione spagnolo in persona. Bacardi ha lanciato così un sito personalizzato per il contest, www.acerafa.com, curando ogni singolo dettaglio: le clip del gioco, per esempio, sono state girate nella città natale di Rafa , Manacor (Maiorca, Spagna), mentre l’arcade game presenta una versione reale di Rafael Nadal e non una versione del giocatore generata al computer, in modo che Rafa reagisca ad ogni servizio come in una vera partita di tennis contro un’altro giocatore.

“Spero che i miei fan possano apprezzare questa opportunità unica di giocare contro di me. Bere responsabilmente è un messaggio serio e credo che raggiungeremo e influenzeremo molte persone con questo importante messaggio, facendolo poi in un modo più allegro e interattivo. ‘Sapere dov’è il limite‘ è di vitale importanza nel tennis e nella vita “, ha dichiarato Rafa Nadal, in qualità di Bacardi Limited Global Social Responsibility Ambassador. La Società lanciò la sua prima campagna pubblicitaria di responsabilità sociale in Messico nel 1930, quando aprì la strada all’idea di consumo responsabile con lo slogan “Bacardi wishes to sell, but it does not want the money you should use to buy bread“. Da allora l’azienda ha realizzato iniziative di responsabilità sociale di vasta scala. Un buon progetto insomma, sia dal punto di vista del marketing puro che da quello della comunicazione sociale.

Le entrate di Google nel 2011: INFOGRAFICA

Le entrate di Google nel 2011 sono state circa 35 miliardi di euro, totalizzate per il 96% dalla pubblicità di 10 principali settori merceologici e di servizi: è quanto riportato da questa infografica prodotta da WorldStream e NowSourcing.com, società che hanno passato al setaccio le tavole finanziarie pubbliche del colosso di Mountain View. Al primo posto degli investitori ci sono le società di Finanza e Assicurazioni, capitanate dalla State Farm che nel 2011 ha totalizzato quasi 42 milioni di euro in advertising, mentre al secondo posto i Retailers, con Amazon.com e i suoi addirittura 53 milioni di euro di pubblicità online. Il terzo posto è riservato al settore del Turismo e dei Viaggi, dove Booking.com “prevale” con un investimento di circa 38 milioni di euro. Guardate l’infografica per scoprire tutti i budget riservati all’advertising di Google, incluse le parole chiave e cost-per-click [clicca l'immagine per ingrandire].

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The seducer by Colmar: la seduzione è tutta un gioco… virale!

Il gioco della seduzione è online. Non è uno scherzo, si chiama The Seducer e si tratta proprio di un gioco interattivo realizzato attraverso la piattaforma Youtube dall’azienda di abbigliamento Colmar. L’idea è semplice, ma ben realizzata nella meccanica dei giochi di ruolo: potrai “conquistare” un uomo o una donna facendo compiere al tuo “avatar” videoludico determinate scelte che lo porteranno al successo o al fallimento. Detta così sembra quasi banale, ma il risultato è una sorta di miniserie interattiva, per la quantità di possibili decisioni e filmati a disposizione, tutti conditi da una buona dose di ironia e con attori decisamente bravi. Anche regia e montaggio sono curati in maniera da avere un prodotto facile e diretto, che coinvolge subito lo spettatore/utente. Insomma, un’ottima campagna di comunicazione in puro stile virale. Non vi resta che provare!

SOPA Vs Web: la rivolta della Rete nel primo storico sciopero online

#StopSOPA: è questa la parola d’ordine che sta facendo il giro del Web, tra social network, aggregatori di notizie, magazine e blog. Per chi ancora non lo sapesse, il Post lo spiega molto bene: “SOPA sta per Stop Online Piracy Act, una proposta di legge in discussione alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti per contrastare la pirateria informatica e difendere i diritti d’autore su Internet“. Si tratta di un’iniziativa che aveva già visto la luce a maggio 2011, sugli stessi temi e con contenuti simili, con il nome di Protect IP Act (PIPA). Una legge contro la pirateria, insomma, ma formulata in una chiave molto controversa: stando a quanto emanato, “il nucleo del provvedimento sta nella possibilità, da parte delle autorità federali, di bloccare l’accesso, la pubblicità e i canali di finanziamento per i siti che vendono o semplicemente pubblicano illegalmente materiale protetto”. Tutto ciò potrebbe obbligare i gestori dei siti a controllare preventivamente tutto il materiale che viene pubblicato dagli utenti, colpendo molto duramente i siti (come Twitter, Facebook o Youtube) che si basano in primo luogo su di esso, pena il carcere e multe salatissime.

Molti affermano che questa legge potrebbe causare la morte di Internet come noi la intendiamo fino ad ora: il Web 2.0 potrebbe involvere e ritornare ad essere una sorta di vetrina, come nei primi anni ‘90. La rivolta contro questa discutibilissima legge è già scattata e ora sono scesci in campo anche i giganti come Google, che ha attivato addirittura una petizione online proprio sulle proprie pagine. Tra le parole del colosso di Mountain View si legge che “il governo Usa potrebbe ordinare il blocco dei siti con metodi simili a quelli impiegati dalla Cina. Tra le altre cose, i motori di ricerca potrebbero essere costretti a cancellare interi siti web dai loro risultati di ricerca. È per questo che 41 organizzazioni per i diritti umani e 110 professori di diritto hanno espresso gravi preoccupazioni”.

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Fidanzarsi su Facebook costa 5 dollari…

Sarò la tua ragazza su Facebook per i prossimi 10 giorni: non è la trama di un libro o di un film, ma un vero business che una ragazza americana ha deciso di lanciare attraverso la piattaforma affaristica di fiverr, dove gli utenti possono vendere e acquistare servizi per un massimo di 5 dollari. E qui la pensata di Cathy, 23 anni, studentessa di New York: fare la fidanzata virtuale, magari per far ingelosire una donna, al costo di 5 dollari per 10 giorni. Mettendosi d’accordo, l’acquirente avrà 3 affettuosi messaggi al giorno in bacheca, prova del “fidanzamento”. Sì, forse un’idea assurda, ma di certo vincente a giudicare dai primi commenti e ordini d’acquisto. Ora non si può sapere con certezza, ma potrebbe essere anche il La di un nuovo mercato. Quello delle ragazze virtuali a pagamento. Non sappiamo se c’è da ridere o da piangere… e intanto c’è chi pensa al vero business: dalle ultime indiscrezioni, pare che Facebook sia pronto per essere quotato in borsa nelle prime settimane di maggio!

Iospedisco.it, l’idea di giovani italiani per risparmiare nelle spedizioni

Iospedisco.it: è nato il primo comparatore di prezzi italiano per spedizioni nazionali e internazionali. Un’idea semplice e vincente, a dirla tutta, soprattutto in tempi di Crisi, quando contribuenti, cittadini e utenti cercano il risparmio più contenuto in ogni ambito. “Confronta, scegli, risparmia“: il pay off del portale illustra in maniera semplice e diretta la mission di IoSpedisco.it, non uno spedizioniere, ma uno strumento utile, il primo in Italia, a confrontare qualsiasi spedizione in termini di costo, tempo e qualità. L’idea è quella di Rachele Fichera e Marco Puma, rispettivamente sorella e fratello di 33 e 27 anni, quel tipo di giovani imprenditori di cui l’Italia ha un bisogno disperato, prima che vadano tutti all’estero a cercare fortuna. “IoSpedisco.it nasce dall’esigenza di colmare un vuoto nel settore delle spedizioni“, ha dichiarato Marco, “Un portale web dove domanda e offerta si incontrano. Da un lato l’utente che vuole spedire un pacco, una busta etc., e dall’altro gli spedizionieri con i loro prezzi e le loro caratteristiche. In maniera facile e veloce l’utente può ottenere le informazioni che cerca paragonando i vari spedizionieri e scegliere quello che più fa al caso suo”. Aggiunge in seguito Rachele: ““Il portale offre ai corrieri espressi l’opportunità di proporsi sul mercato attraverso un approccio innovativo, consono ad una nuova realtà in cui i processi di vendita sono ribaltati: è il consumatore a cercare la proposta più indicata per le proprie esigenze e non chi vende il servizio a proporre un’offerta”.

Il funzionamento è davvero semplice: dopo aver analizzato le informazioni inserite dall’utente, il sistema elabora i dati inerenti ai corriere attualmente presenti nella piattaforma fornendo la comparazioni relative alla ricerca effettuata. Allo scopo di evitare il verificarsi di gap temporali tra i prezzi proposti sul portale e le offerte dei differenti corrieri al momento della ricerca, le informazioni sono aggiornate in tempo reale a ogni richiesta dell’utente. I dati sono classificati in un’unica matrice in cui oltre a porre in primo piano le principali variabili di scelta, ovvero il nome del corriere, la tempistica e il costo del servizio, sono evidenziate le caratteristiche aggiuntive del servizio: consegna ad orario, consegna con ritiro e tracking.

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Nokia, “The Little Amazing Show”: la comunicazione emozionale del brand

Nokia Lumia 800 è il nuovo modello dell’azienda finlandese che cerca di ritagliarsi uno spazio importante nel mercato mobile, tra i big come Apple, Samsung e le nuove frontiere degli smartphone tra Google e Windows. Per fare tutto questo la Nokia sta puntando molto sulla comunicazione e sul fattore emozionale delle proprie iniziative. A novembre è infatti partito “The Little Amazing Show“, il progetto che vede coinvole diverse capitali del Mondo, partendo dall’Europa con Berlino, Parigi, Londra, Madrid e fino ad arrivare all’India. L’idea è semplice quanto di successo: partire dalle piccole cose che ogni giorno possono dare la felicità per arrivare a coinvolgere ogni persona, ogni consumatore. Proprio per questo è stato scelto Youtube e diversi video sono stati montati per l’occasione, diversi video che a loro volta sono la summa di diverse iniziative proposte o realizzate da Nokia e condivise poi su ogni social network, spingendo soprattutto Facebook. Della campagna di comunicazione di Nokia ne avevamo parlato poco tempo fa, ma sembra che ora sia in ballo un budget veramente importante: che le aziende stiano ricominciando a investire sulla comunicazione per uscire finalmente dalla Crisi, invece che deprezzare ogni campagna a scapito della visibilità e dei profitti? Qui sotto abbiamo inserito tutti i video fino ad ora pubblicati, ne consigliamo la visione.

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Spot Trenitalia tra le polemiche del Web: quando il Marketing scivola

Il Meteo dice che il vero freddo sta per coprire l’Italia, ma è Trenitalia quella che ha iniziato l’anno nella bufera: con l’ultima campagna di comunicazione l’azienda italiana dei trasporti è caduta infatti nelle polemiche, soprattutto sul Web. L’oggetto della discussione è la nuova differenza tra le classi per chi desidera mettersi in viaggio con le FrecciaRossa. Tutto è iniziato con qualche commento tra blog, Twitter e Facebook, come ha riassunto il Corriere della Sera, dove il celebre “Piovono Rane” di Giglioli si è reso il primo portavoce di quanto è apparso subito strano e – ammettiamolo – scandaloso. Le nuovi classi fotografate: “Manager al lavoro nella sala riunioni della «executive»; uno scompartimento vuoto per la «business»; due ragazze che chiacchierano in «premium»; una famiglia di immigrati in «standard», la meno costosa”. Fra tutte le immagini scelte per descrivere le classi di viaggio, quella di quarta era rappresentata da una famiglia di colore, come fossero immigrati, foto poi fatta scomparire in seguito al focolaio di parole che nei primi giorni dell’anno ha colpito l’azienda. La replica di Trenitalia non si è fatta comunque aspettare, attraverso le parole di Federico Fabretti, Direttore Centrale Media di FS Italiane, una risposta lucida e abbastanza stizzita. Non vogliamo sbilanciarci troppo su questa polemica, piuttosto preferiamo guardare a una campagna partita decisamente male, gestita non in maniera impeccabile su qualcosa che lascia parecchio perplessi molti italiani: in questo momento di Crisi, c’era il vero bisogno di portare quattro classi in treni di 11 carrozze di media? Qui trovate una buona analisi di un telegiornale regionale, mentre qui sotto abbiamo scelto di pubblicare la riflessione ironica dell’attore comico Natalino Balasso che attraverso la satira ha reso l’idea delle 4 differenze: “Poveracci, Poveracci che fan finta di non esserlo, Gente che vorrebbe essere ricca e Gente ricca davvero“. Il business è business, si sa, ma a volte il marketing commette qualche scivolone incredibile e ci si domanda quanto queste scelte porteranno i risultati previsti dall’azienda…

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