File hosting, porte aperte: Kim Dotcom è pronto a lanciare Mega, una versione innovativa del famoso Megaupload. Il lancio è previsto per le 18:48 di sabato 19 gennaio 2013, esattamente un anno dopo (minuto spaccato) l’arresto del fondatore. Ma cos’è Mega? Si tratta di un nuovo servizio online che permetterà di caricare, conservare e condividere file. Mega è stato progettato per non incappare nella violazione dei copyright: basti pensare che il dominio sarà mega.co.nz, giusto per proteggersi da una buona dose di legislazione USA. Una versione migliorata di Megaupload, insomma. E nel frattempo Kim Dotcom twitta all’impazzata, dagli screenshot ad affermazioni davvero interessanti, come una delle ultime: ogni utente avrà addirittura 50GB di storage gratuito! Chi vuole si può già pre-registrare a Mega, visto che la piattaforma è online con il modulo di iscrizione (basta un indirizzo email). Ma come funziona esattamente Mega?
Semplice: come il vecchio Megaupload. Dopo l’iscrizione si potrà scegliere se mantenere un account free con 50 GB di spazio gratuito oppure se pagare e avere l’account premium – secondo voci – illimitato. A tal proposito Kim Dotcom si è già espresso che gli utenti premium di Megaupload potranno tornare ad avere l’accesso ai vecchi files, rimasti sotto chiave dopo l’entrata in scena dell’FBI. Pare infatti che i premium accounts di Megaupload potranno trasferire i files direttamente su Mega, ma su questo ci stanno lavorando gli avvocati. Leggi il resto di questo articolo »
Twitter apre… gli archivi! Secondo le recenti dichiarazioni di Dick Costolo, CEO di Twitter, pare che entro la fine dell’anno gli utenti potranno scaricare tutti i tweets del proprio account. Non è la prima volta che se ne parla, ma nella sua ultima apparizione presso l’Università del Michigan – dove si laureò nel 1985 – Dick ha fatto il punto della situazione, paragonando Twitter alla nuova Agorà della società moderna. Ogni secondo vengono pubblicati circa 15.000 tweets: sembra ovvio che la soluzione di archiviare – e scaricare – tutti i messaggi richieda un grande lavoro da parte degli ingegneri della società, tanto che già a settembre scorso se ne discuteva sul web. Avendo a disposizione un archivio storico, tutti gli utenti potranno sempre tracciare le conversazioni, ricostruire cronache e avere più controllo sulla privacy (sarà probabilmente possibile cancellare vecchi messaggi). Qualcuno ne approfitterà sicuramente anche per “scrivere” un ebook, ne siamo convinti.
E se Tumblr fosse un musical? Presto detto. La piattaforma a metà tra blogging e social network in continua espansione – ora incalzata dal progetto Overblog – è diventata una vera e propria sceneggiatura musicale grazie al lavoro di vlogbrothers, che su Youtube sta facendo già record di visualizzazioni. Strofe, citazioni e ironia svelano il ritmo di Tumblr attraverso Sirenette, hipster, memes e gattini. “Tumbling down tumblr there is so much to see”, si canta nel ritornello… mai più vero!
Donare 500 dollari per la mancia come ultime volontà: è così che Aaron Collins ha lasciato la sua famiglia ed è così che il fratello, appena trentenne, ha aperto un sito spiegandone la storia. “Aaron era quel tipo di persona che provava grande gioia nei gesti di inaspettata gentilezza”, spiega. E nel testamento ecco che spunta: “Terzo, lasciate una bella mancia (e non dico il 25%. Intendo 500 dollari per una fo***ta pizza) a un cameriere o cameriera”. Ecco che il primo video raccoglie su youtube oltre mezzo milione di visualizzazioni in meno di 24 ore: una cameriera qualsiasi di una qualsiasi pizzeria che si ritrova una famiglia al tavolo, sorride e loro le danno 500 dollari sonanti in mano. La reazione, prima sorpresa, poi commossa. Sul sito assicurano che le donazioni saranno tutte a favore di quei ragazzi e ragazze che servono in pub e ristoranti: ogni 500 dollari raccolti, una mancia a caso per una persona a caso. Già oggi il fratello di Aaron ringrazia tutto il supporto: tramite Paypal sono arrivati 10.000 dollari, somma che sarà naturalmente devoluta secondo le ultime volontà. Una bella storia da cui trarre spunto. Anche solo per essere più generosi, sempre.
Ecco la classifica italiana delle 20 principali aziende più presenti sui social media: si tratta del quinto report di “Brands & Social Media. Osservatorio su 100 aziende e la comunicazione sui social media in Italia” relativo al settore “Servizi Energetici e Telecomunicazioni”. Frutto della collaborazione traOssCom, Centro di ricerca sui media e la comunicazione dell’Università Cattolica, e Digital PR, agenzia di consulenza e strategie di comunicazione online, la ricerca ha permesso di stilare una classifica delle aziende selezionate che hanno attivato forme di comunicazione sui social media. Si tratta del settore, fra quelli analizzati, complessivamente più attivo: il 90% delle aziende ha almeno un profilo sui social media. Rispetto all’uso dei social network, al primo posto si colloca YouTube seguito da Twitter e Facebook. Sulle 18 aziende che hanno almeno un profilo sui social network, infatti, 15 aziende hanno un profilo su YouTube, 13 su Twitter e 11 su Facebook. I blog confermano la loro presenza ridotta ma costante con 3 corporate blog analizzati. Si tratta di un settore molto vitale anche per la presenza su altri social network: diverse aziende hanno presenza ufficiali su LinkedIn, Flickr, Foursquare ma anche Google+ e Pinterest.
Leader della classifica è Vodafone Italia i cui profili sono caratterizzati da continuità nelle gestione e differenziazione: Facebook è il luogo della presentazione di prodotti, notizie, eventi; Twitter divulga le notizie provenienti dagli altri canali ma è soprattutto il luogo del customer care; YouTube raccoglie i video, non solo spot pubblicitari ma anche quelli realizzati durante eventi sponsorizzati e manifestazioni. Seguono poi nei primi cinque gradini della classifica TIM, 3Italia, Enel e Wind. Anche queste aziende attuano una strategia multipiattaforma intensiva puntando su un’elevata frequenza di aggiornamento dei profili a cui si accompagna una notevole interazione da parte degli utenti. Per ulteriori dettagli, ecco una bella infografica a proposito… (clicca per ingrandire)
Poco tempo fa abbiamo parlato di 10 modi per utilizzare Instagram e oggi abbiamo deciso di aggiungerne 3 che avevamo perso di vista. Oltre a Instamap, che abbiamo già visto il mese scorso, ci sono stati segnalati Streetgram e gli italianissimi Pingram.me ed Esportgram. Streetgram ricorda molto Instamap, ossia un’applicazione che unisce la geolocalizzazione alla fotografia, ma abbiamo avuto come l’impressione che questa app sia più intuitiva e di semplice utilizzo: visualizzabile direttamente da un qualunque browser, permette di vedere in tempo reale le foto scattate nelle varie località, che sia luogo o tag. Basta un doppio click sulla mappa per aggiornare e sfogliare le immagini, scoprendo così sia luoghi che nuovi utenti. È inoltre possibile condividere le foto attraverso Tumblr, Facebook, Twitter e addirittura Pinterest. Insomma, un’ottima app online con cui interagire e condividere.Per quanto riguarda Esportgram, si tratta di una nuova app che riporta le funzionalità della celebre Followgram: a differenza di questo, oltre a una diversa interfaccia che può essere più o meno gradevole, Esportgram permette di scaricare le foto sul computer e creare propri album da stampare in un secondo momento.
Ci soffermiamo invece qualche secondo in più su Pingram.me, in quanto anche noi siamo stati colpevoli di una piccola svista: come riporta Fanpage.it, “Pingram è un servizio ideato dal napoletano Gennaro Varriale (alias @ironico su Twitter) che unisce due popolari piattaforme, Instagram e Pinterest. Uno dei primi utilizzatori del servizio ne ha realizzato una versione simile che ha trovato ampia risonanza sui media internazionali ed italiani come “idea innovativa” mentre Varriale ha potuto godere solo del supporto della rete, quasi ignorato dalla stampa nostrana”. La “versione simile” di cui si parla è Pintagram che, presentato come idea originale, riceve la pubblicità e la notorietà che a Pingram sono stati negati. Una delle tante ingiustizie del web che tendiamo a dimenticare. Pingram è stato creato in un week end e per ulteriori informazioni basta che vi leggiate l’articolo citato e quello di Pinterest Italy che ha rilanciato l’hashtag #supportpingram.
Un tweet contro il cancro: si chiama #TweetSolidale e rappresenta la versione social del più tradizionale SMS solidale, facendo dello sharing e del passaparola online la sua forza. La Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, che realizza e sviluppa l’Istituto per la Ricerca e la Cura del Cancro di Candiolo, ha scelto un modo innovativo di utilizzare i social media: non più soltanto come luoghi di comunicazione e condivisione delle proprie attività ma come sistema integrato per condividere e promuovere il valore più importante: la solidarietà. Con il #TweetSolidale doni 2 euro in favore della ricerca e della cura dell’Istituto di Candiolo attraverso Paypal o carta di credito, con un semplice tweet sui social network e il microblogging. Oltre a sostenere la ricerca sul cancro con una donazione, l’obiettivo è trasformare ogni utente in fundraiser, coinvolgendo nella causa la propria rete di contatti donando e rilanciando il Tweet Solidale della Fondazione. Questo nuovo Hashtag è una novità assoluta per il web e si inserisce nell’ambito del recente sbarco della Fondazione sul mondo dei social. Da alcune settimane, infatti, al tradizionale sito web si sono affiancati altri media ufficiali: un blog (blogfprconlus.it), il profilo di Facebook, il canale di YouTube oltre, ovviamente, al canale di Twitter @FPRConlus.
Abusi sulle donne: il 65% delle vittime di violenza domestica lo tiene nascosto. Su questo allarmante dato, la popolare blogger e make up artist Lauren Luke ha recentemente caricato un video di denuncia sul suo canale Youtube: nella clip, come ogni tutorial che settimanalmente la youtuber aggiorna, insegna a coprire i lividi e le ferite di un’aggressione in casa. Lauren fa finta di niente e come se fosse la normalità racconta ai fan come truccarsi secondo piccole e facili regole… ed è proprio questo il dramma che viene denunciato: la violenza non è un evento normale e #dontcoveritup diventa l’hashtag della campagna, ossia “Non nasconderti”. Il messaggio che viene trasmesso è infatti quello di denunciare i maltrattamenti subiti, seguendo la politica dell’associazione che in primis è attiva in questo tipo di lotta e che ospita la comunicazione di Lauren, refuge.org.uk.
Unire Storify, Pinterest e un’interfaccia che combina testo, video e foto in maniera semplice e cronologica: ecco Stolif, un nuovo social network che permette di creare storie ed esperienze multimediali, impostando ogni “narrazione” come pubblica o privata. Attraverso la piattaforma è possibile condividere una qualsiasi cronaca con gli utenti, iscritti o meno, dando loro accesso a un pannello di controllo con tutti i file che abbiamo caricato per dare forma al progetto: ognuno potrà inoltre commentare o invitare ulteriori utenti alla visione, sempre in dipendenza dalla configurazione iniziale che abbiamo impostato. La “bacheca” è invece navigabile in puro stile Pinterest, una sorta di registro pubblico che può essere personalizzato a sua volta attraverso la scelta delle categorie. Stolif è online in fase beta e sulla home page è possibile inviare la propria email per richiedere l’invito.
Riceviamo e pubblichiamo direttamente questa bella notizia. Internet può essere di aiuto anche durante i momenti difficili come quelli provocati dal terremoto in Emilia-Romagna.
Al fine di aiutare i residenti nelle aree colpite dal terremoto Longwave, Telecom Italia e Cisco stanno procedendo all’attivazione del servizio di connessione wi-fi gratuita mediante l’installazione e la configurazione di Hot Spot in una trentina di campi attrezzati per l’accoglienza degli sfollati nelle zone colpite dal terremoto (provincie di Modena, Bologna e Reggio Emilia). L’attività delle tre Società è prestata gratuitamente e senza fini di lucro. Telecom sta fornendo gli accessi xDSL, Cisco gli apparati sia in campo (access point, router) che in remoto (macchine che gestiscono la parte Hot Spot), la Protezione Civile (spesso con il supporto di Longwave) si occupa dell’installazione fisica (palificazioni) degli hot spot mentre Longwave si sta facendo carico della configurazione, attivazione e assistenza dei sistemi Cisco, della localizzazione del punto esatto di installazione degli Access Point e della “certificazione” della copertura wireless sul campo. Oltre alla Protezione Civile nell’operazione sono coinvolti anche Carabinieri ed Esercito. Ad oggi sono già stati attivati sei campi.