L’8 marzo era nata per dare voce agli italiani, ma soprattutto per permettere a tutti di scrivere una dedica all’Italia per i suoi 150 anni, allo scoccare del 17 marzo. Parliamo di RisorgItalia.it, “un progetto nato dai social media non solo per celebrare l’Unità, ma anche per riscoprire il nostro patrimonio culturale e il nostro amore verso la nazione“. Abbiamo supportato l’iniziativa, abbiamo scritto e ci siamo confrontati. E a distanza di qualche mese ne torniamo a parlare. Anzi, a farlo è direttamente Massimo Melica, padre ideologico del progetto che, ospite di Senza Fili su La3, ha potuto raccontare l’esperienza e la storia di tante persone che attraverso il web e RisorgItalia hanno lavorato insieme, si sono conosciute e confrontate. Il progetto è ancora attivo e pulsante, le dediche non verranno mai chiuse.
Categoria: Intervista
RisorgItalia.it: Massimo Melica racconta il progetto su La3
Dall’ufficio stampa alle media relations: intervista a Rossella Lucangelo
Il comunicato stampa non morirà e resta uno degli elementi fondamentali del processo di relazione tra comunicatori e giornalisti. Ne è convinta Rossella Lucangelo, CEO dell’agenzia Pragmatika di Bologna, nell’intervista del magazine di FERPI, Federazione Relazioni Pubbliche Italiana, in uscita il prossimo mese. Pragmatika è una delle prime realtà nel settore ad acquisire l’attestazione di Qualità nelle attività di relazioni pubbliche, media relations e progetti editoriali con la Certificazione ISO 9001, Pragmatika, nel decimo anno di attività, con il passaggio all’edizione 2008 della Norma, ha esteso il campo della certificazione anche alle attività di consulenza strategica in comunicazione. Coerentemente con questa evoluzione, Pragmatika ha recentemente rinnovato anche la sua presenza sul web con un nuovo portale (www.pragmatika.it) che integra Facebook, Youtube e Twitter. Qui di seguito un breve passaggio dell’intervista, scaricabile in formato pdf: Intervista Ross – Ferpi 2010
In Italia è ancora molto diffuso il termine ufficio stampa in luogo di Relazioni con i media. Solo una differenza semantica? Fare in modo che la notizia esca su tutti i giornali e dare il massimo di notorietà all’azienda o al personaggio che si rappresenta, è l’obiettivo dell’ufficio stampa, ma per ottenere ciò è necessaria una attività di Media Relations. Non si ottiene nulla o ben poco attraverso una attività che si limita generalmente alla diffusione a pioggia di comunicati stampa, mentre invece le Media Relations significano appunto relazionarsi e capire, confrontarsi con una realtà editoriale (online o cartacea) e seguire il cliente da un lato e il giornalista dall’altro fino all’obiettivo prefissato. È evidente che i termini utilizzati sono condizionati dalla storia. Quando personalmente iniziai ad occuparmi di Media Relations, più di dieci anni fa, il comunicato stampa veniva inviato via fax e le immagini, che al tempo erano diapositive, venivano spedite per posta. L’iter “burocratico” della veicolazione dell’informazione era quasi prevalente. Naturalmente era poi necessario chiamare il giornalista, cercare di capire se aveva ricevuto e letto il tuo comunicato, se le diapositive erano arrivate, se aveva necessità di ulteriori approfondimenti… la relazione era essenziale per rendersi conto se la filiera fosse stata efficace. L’evoluzioni delle tecnologie e la digitalizzazione delle informazioni ha enormemente snellito le attività tipicamente da “ufficio” e ha permesso una maggiore focalizzazione e una crescita qualitativa della relazione con i media, aprendo un confronto costruttivo con il mondo della Stampa e approfondendo esigenze e specificità dei differenti canali. Da più parti è annunciata la morte del comunicato stampa, considerato obsoleto. Come si comunica con i giornalisti 2.0? Che le cosiddette digital PR siano in forte crescita è un dato di fatto, una realtà che le organizzazioni accettano sfruttando ogni giorno di più. Il rischio che si corre e che deve essere scongiurato è gestire le informazioni come fossero messaggi marketing. Considerando la natura “virale” dei Social Media e la co-costruzione dei messaggi che avviene sul web con il contributo di blogs, forum e media sociali, gli strumenti 2.0 rischiano di trasfigurare i contenuti e renderli parecchio differenti dal messaggio che l’organizzazione ha inteso trasferire alla pubblica opinione. Ritengo che comunicatori e giornalisti rimangano gli attori protagonisti delle media relations e che gli strumenti “obsoleti” come i comunicati stampa restino un elemento importante del processo. Certo poi bisogna essere pronti a seguire l’iter della comunicazione nelle sue varie evoluzioni sui social media. Tutto ciò, però, partendo da un “atto formale” dell’organizzazione. Cosa chiedono i giornalisti a chi rappresenta le organizzazioni nel rapporto con i media? È semplice: trasparenza, correttezza e verità. Comportamenti esattamente speculari a quelli che dovrebbero essere adottati dal giornalismo. Di esempi negativi ve ne sono fin troppi da entrambi i lati. Per restare al mondo della comunicazione è recente un caso sollevato da un giornalista di un’autorevole testata economica che ora è all’attenzione dei Probiviri della nostra associazione, Assorel l’Associazione italiana delle agenzie di relazioni pubbliche a servizio completo. Se le accuse mosse risultassero vere è ineludibile una domanda: chi ci ha rimesso? Le agenzie serie e professionali che diffondono notizie vere, il pubblico che ha letto credendo vera una notizia falsa e i giornalisti che sono cascati nella trappola. Mi pare un prezzo troppo alto.













