Categoria: news social

Fidanzarsi su Facebook costa 5 dollari…

Sarò la tua ragazza su Facebook per i prossimi 10 giorni: non è la trama di un libro o di un film, ma un vero business che una ragazza americana ha deciso di lanciare attraverso la piattaforma affaristica di fiverr, dove gli utenti possono vendere e acquistare servizi per un massimo di 5 dollari. E qui la pensata di Cathy, 23 anni, studentessa di New York: fare la fidanzata virtuale, magari per far ingelosire una donna, al costo di 5 dollari per 10 giorni. Mettendosi d’accordo, l’acquirente avrà 3 affettuosi messaggi al giorno in bacheca, prova del “fidanzamento”. Sì, forse un’idea assurda, ma di certo vincente a giudicare dai primi commenti e ordini d’acquisto. Ora non si può sapere con certezza, ma potrebbe essere anche il La di un nuovo mercato. Quello delle ragazze virtuali a pagamento. Non sappiamo se c’è da ridere o da piangere… e intanto c’è chi pensa al vero business: dalle ultime indiscrezioni, pare che Facebook sia pronto per essere quotato in borsa nelle prime settimane di maggio!

Seno in affitto per la pubblicità in Cina: #WIN or #FAIL?

Ragazze che si fotografano con il seno in bella vista? No, non è porno o prostituzione, ma solo un’altra forma di comunicazione: sarà discutibile, ma “Lonely Little Fox“ – della provincia Jiangsu della Cina è solo un altro modo per fare soldi. Classe 1991, la ragazza si sta guadagnando gli allori della cronaca di mezzo mondo mettendo letteralmente in affitto il suo seno, chiamato da molti utenti cinesi di Weibo come “il seno più bello e costoso” della Rete. Tette come piattaforma pubblicitaria, detta in soldoni. Così la “piccola volpe solitaria” ha scritto sul popolare social network cinese l’8 luglio: “Non ho niente da fare durante le vacanze, non voglio neanche andare fuori perchè fa troppo caldo. Ma penso a un modo per guadagnare. C’è qualche manager disposto a pagarmi l’affitto del mio seno per una pubblicità? 2000 yuan per ogni scatto, se siete interessati commentate o scrivetemi”. Per poco più di 200 euro a foto, l’affare è fatto.

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LifeKraze, il social network che ti fa muovere: fai, condividi e vinci

Essere attivi (fare sport o imparare uno strumento), twittare e guadagnare punti: un’idea semplice per un nuovo social network che si fonde con la propria app per smartphones (in costruzione). Si chiama LifeKraze: puoi postare messaggi alla Twitter-style aggiornando i tuoi contatti sulle tue attività. A questo punto gli amici o i followers possono premiarti dandoti punti, fino ad arrivare a una certa somma che ti fa vincere un premio fisico, che sia un adesivo o abbigliamento sportivo. LifeKraze è supportato dalle pubblicità, ma totalmente gratuito per gli utenti, che tra l’altro ricevono punti aggiuntivi quando visualizzano gli annunci sponsorizzati.

L’azienda, con sede a Chattanooga e fondata da Ben Wagner, David Nielson, e Michael Brooks Jr., è già in trattative con Nike e Coca-Cola. LifeKraze è davvero un buon compromesso tra social e vita partecipativa. Le connessioni si basano sul comune interesse di avere una vita attiva, punto. Semplice registrazione (che ti consiglia già diverse connessioni), con una user experience molto intuitiva, LifeKraze ricorda Facebook per la possibilità di interazione, ma non include un sistema di messaggistica privata. Ma c’è un particolare in più che rende questo social diverso dagli altri: LifeKraze spinge la gente a spegnere il computer e a uscire di casa. Leggi il resto di questo articolo »

Altly, la rivoluzione anti-Facebook e il Manifesto

Dalla comparsa dei social network, Facebook è diventato il vero gigante della Rete. Nel giro di sette anni ha decimato la concorrenza e ha praticamente conquistato il monopolio del settore. Sono cose che capitano e in fondo si tratta pur sempre di business. Se si pensa a un’alternativa, può venire in mente Diaspora, un progetto che ha alzato 200 mila dollari dai supporter e partner e che stenta a decollare. All’orizzonte si leva oggi una nuova iniziativa: Altly è un nuovo social network che fonda la sua base in un manifesto anti-Facebook pubblicato pochi giorni fa dal fondatore, già conosciuto alla cronaca del settore: Dimitry Shapiro è infatti il fondatore di Veoh e membro dell’esecutivo di Myspace Music. Perchè Altly? “Perché le impostazioni di privacy su Facebook sono così complicate che anche un utente esperto potrebbe avere difficoltà a configurarle”, ha risposto in prima istanza il team, ma di perchè ce ne sono davvero tanti e sono elencati nella lettera di presentazione.

Facebook sta modificando radicalmente il modo di comunicare con i nostri amici, familiari, colleghi di lavoro e gli altri gruppi di persone nella nostra vita. Siamo spinti a diventare “amici” con persone che non avremmo voluto neanche conoscere prima di Facebook. Siamo inoltre spinti a condividere informazioni personali e altro ancora non solo con gli “amici” ma anche con “amici degli amici”. Così si legge nelle parole di Shapiro, che sembra davvero stufo del social in blu e spinge su una rivoluzione in fuxia e nero. Prosegue senza andare per il sottile, accusando Facebook di rivendere le nostre identità digitali ai pubblicitari, senza nessuno scrupolo per i nostri diritti. Leggi il resto di questo articolo »

Present.Me: ovvero come unire il meglio di SlideShare e Youtube

SlideShare e Youtube insieme? Perchè no? Present.Me è una nuova piattaforma che permette di caricare presentazioni di PowerPoint insieme a un video in sincronia. Poco più in basso si apre il manuale delle diapositive, che così possono essere scelte passo passo. L’idea non sarà del tutto originale, ma l’impiego può apparire davvero utile: in fondo possiamo apparire mentre spieghiamo nel dettaglio ogni tipo di presentazione, da una strategia per un cliente a un approfondimento per gli studenti, fino a creare un nuovo curriculum e profilarsi in un innovativo personal branding.

Mentre l’interfaccia ricorda Vimeo, il servizio ha diverse opzioni di prezzo, a partire dall’utilizzo gratuito che permette fino a 10 registrazioni al mese, per circa 15 minuti, e un limite di 50 MB per l’upload. Tutte le clip sono poi classificabili secondo le preferenze degli utenti e connesse ai principali social network. Inoltre sono presenti i codici embedded da inserire in siti o blog e l’importante possibilità di scaricare infine le presentazioni ritenute interessanti. Insomma, tanto vale mettersi all’opera…

Scherzo in metro, aggrediscono l’attore: scatta caccia su Youtube

Improv Everywhere la conosciamo come collettivo che organizza flashmob e azioni metropolitane a New York e zone limitrofi. Ne abbiamo parlato anche poco tempo fa con il No Pants Subway Ride 2011, riportando video e gallery, una manifestazione esportata poi nel resto del Mondo, tra cui anche Milano e Firenze. E ne parliamo ancora oggi, ma purtroppo senza poter condividere una nuova esperienza di successo: l’ultima “improvvisazione” è infatti finita molto male. Questa missione era stata organizzata con il nome di Star Wars Subway Car, messa in scena con i personaggi del Episodio 1: La Minaccia Fantasma: il pedante alieno Jar Jar doveva entrare in un convoglio della metro a caso inscenare un inseguimento da parte di Darth Maul, uno dei cattivi peggiori dell’intera Saga. Se le cose fossero andate come previsto, la gente avrebbe riso e sarabbe stata sopresa all’arrivo di Darth Maul alla fermata successiva. Se…

Purtroppo tre uomini a bordo del treno hanno deciso di rovinare il divertimento per tutti e hanno aggredito l’attore che interpretava Jar Jar. Al principio Improv Everywhere non aveva intenzione di pubblicare nulla di tutto questo, ma l’attore picchiato ha deciso di sporgere denuncia… e questo video da “fallimento” diventa una prova per tutti i cittadini di New York. I tre uomini che sono passati alle maniere pesanti sono infatti scappati subito dopo, facendo perdere le loro tracce. Improv Everywhere spera così che qualcuno veda e riconosca i protagonisti della violenza, in modo da procedere in via giudiziaria. Aspettiamo i risultati e intanto appoggiamo i ragazzi di Improv Everywhere, con solidarietà e un abbraccio dall’Italia. Leggi il resto di questo articolo »

Angry Birds: e se il film fosse diretto da Michael Bay?

Di Angry Birds ne abbiamo già parlato, sia per il successo che ha avuto come app per tablet e smartphone, sia come vera e propria moda che sta dilagando nel mondo consumer tra oggetti per la casa, peluche e quant’altro. Come ogni successo, le imitazioni e le parodie si sprecano: tra lungometraggi e cartoni animati la Rete sta celebrando gli uccelli della Rovio attraverso gli spoof, ossia trailer inventati dagli utenti, diretti e interpretati come se fossero reali film. A volte si tratta anche di montaggi, ma il risultato è sempre unico: divertire facendo leva sulla realtà dell’oggetto e della situazione. L’ultimo in ordine di tempo è quello segnalato oggi da Mashable: cosa accadrebbe se Angry Birds fosse un film diretto da Michael Bay? Il risultato lo vedete qui in basso, insieme ad altre curiosità. [Più sotto altre parodie... quella di Tron è meravigliosa!]

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Donne: i social media sono solo una vetrina?

Alcune recenti statistiche americane hanno delineato una popolazione femminile molto più attiva di quella maschile sui social media: le donne costitiscono infatti il 55% delle utenze su Facebook! Di questi giorni è inoltre la notizia – riportata da TMNewsle ragazze in questione sono vanitose, esibizioniste, chiacchierone, attente all’estetica, ed hanno mediamente una rete di amici più estesa di quella degli uomini, sono più attive nell’aggiornare la propria bacheca e pubblicano molte più foto. La ricerca è stata condotta dall’Università di Buffalo e pubblicata sulla rivista specializzata “Cyberpsychology, Behaviour and Social Networking” .

Nell’articolo si legge che le 300 donne che hanno partecipato Leggi il resto di questo articolo »

Save The Children lancia React, la campagna online contro gli abusi

Un video che simula una messaggio di adescamento mascherato da annuncio di lavoro, per poi mostrare i pericoli cui i minori sono esposti: è parte di una campagna di Save the Children per mettere in guardia i ragazzi sui rischi che internet può veicolare. La rete e i cellulari sono un canale di adescamento delle potenziali vittime di tratta e sfruttamento, ed è necessario informare i più vulnerabili, soprattutto i minori migranti non accompagnati. Per questo Save the Children, attraverso il progetto transnazionale React (Raising awareness and Empowerment Against Child Trafficking) finanziato dalla Commissione Europea, ha lanciat0 una campagna di comunicazione il cui slogan e’ ”Sicuro che puoi fidarti di un nick?”. [ANSA]

‘Internet serve ad annullare le distanze – ha osservato il vice-questore Elvira D’Amato, responsabile del Centro per il contrasto della pedopornografia online – e la tratta trova terreno molto fertile nello spazio tecnomediato. E’ giusto che qualcuno spieghi ai ragazzi che se vanno in rete sono vulnerabili, in questo è essenziale lo scambio tra pari: chi è arrivato nel nostro Paese cadendo nella rete può aiutarci a mettere in guardia i propri coetanei”.

Life in a day: oggi in onda su youtube alle 19

Ne avevamo già parlato: “Life in a day” è il primo social movie girato direttamente da 80 mila utenti del web il 24 luglio 2010, in cui chiunque era invitato a filmare la propria giornata e caricare il video su YouTube. Prodotto da Ridley Scott e diretto da Kevin Macdonald, il film è stato presentato ieri al Sundance Film Festival e mandato in streaming in contemporanea alle 2.00 del mattino di oggi. Non preoccupatevi se ve lo siete perso, perchè oggi va in replica alle 19: basta collegarsi qui e stasera potrete essere tra i primi spettatori di questo originale esperimento. Conto alla rovescia: 10, 9, 8, 7, 6, 5, 4, 3…

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