Categoria: News

La poesia rimpiazza l’advertising, ecco l’artista della Guerrilla

Il marketing e in particolar modo la pubblicità, si sono spesso rivolti all’arte per catalizzare l’attenzione dei consumatori… ma cosa succede se il processo viene invertito? A pensarci è l’artista scozzese Robert Montgomery – da non confondere con il famoso attore – che ha rimodellato i cartelloni pubblicitari come una sorta di nuove lavagne per le sue poesie. Per dieci anni Robert ha sostituito gli annunci con la poesia, cercando di valicare lo spazio tra consumismo e bellezza attraverso scritte in bianco su sfondo nero. Robert si ispira alla tradizione situazionista del détournement, ossia catturare l’attenzione del pubblico in modi inaspettati, una sorta di flashmob artistico che ora Robert porta direttamente come esposizione per le vie di Londra: la prossima “mostra” sarà infatti presso il KK Outlet il prossimo 25 febbraio, intitolata “Occupare il movimento, il Capitalismo e il fallimento morale“. Da una recente intervista a PSFK, Robert ha dichiarato che “L’advertising è inconscio collettivo, la “gruppo mentale” della nostra società. Purtroppo è spesso reso troppo stupido per il pubblico, e peggio che mai è utilizzato per scopi ‘maligni’, anche se può essere utilizzato a fin di bene, come il cartellone pubblicitario di John Lennon & Yoko Ono, ‘War is Over‘, a Times Square”. Guardate i lavori di Robert Montgomery sul suo sito. L’arte può dire ancora la sua nel mondo della pubblicità?

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Lavorare a Twitter: “The future is You” tra ironia e semplicità

Lavorare in Twitter ti offre l’occasione di pensare a sfide affascinanti, complesse ed importanti ogni giorno. In Twitter il tuo lavoro verrà avvertito immediatamente da svariati milioni di persone in tutto il mondo”. Così recita la nuova campagna di Twitter, il popolare social di microblogging che punta su un divertente video per cercare nuovi talenti sul web. La piattaforma conta oltre 400 milioni di visitatori al mese, in continua crescita, ed è forse il reale competitor di Facebook. Il video prende esplicitamente in giro tutte quelle pubblicità che cercano lavoro interinale, dalla metà degli anni ‘80 in poi, ironizzando su tutto e tutti, anche sullo stesso CEO Costolo che interpreta se stesso alle prese con due dipendenti folli che bypassano le sue decisioni. Semplice, diretto, scanzonato: Twitter approfitta di Youtube e ricomincia a cercare posizioni in tutto il Mondo. Se volete provarci, andate su twitter.com/jobs/.

Bacardi e Rafa Nadal per la nuova campagna di responsabilità sociale

Champions Drink Responsibly“: questo il nome dell’interessante campagna di Bacardi Limited, che offre la possibilità di battere Rafa Nadal – il suo Global Social Responsibility Ambassador – servendo un ace contro di lui in un gioco online: ACE RAFA. Si tratta di un progetto di sensibilizzazione sui temi della responsabilità sociale che letteralmente gioca tra online e offline:  tra i fan che riusciranno a battere il dieci volte vincitore del Gran Slam, saranno  sorteggiati i fortunati finalisti che lo incontreranno dal vivo, a Maiorca (Spagna), e avranno la possibilità di provare e servire un ace al campione spagnolo in persona. Bacardi ha lanciato così un sito personalizzato per il contest, www.acerafa.com, curando ogni singolo dettaglio: le clip del gioco, per esempio, sono state girate nella città natale di Rafa , Manacor (Maiorca, Spagna), mentre l’arcade game presenta una versione reale di Rafael Nadal e non una versione del giocatore generata al computer, in modo che Rafa reagisca ad ogni servizio come in una vera partita di tennis contro un’altro giocatore.

“Spero che i miei fan possano apprezzare questa opportunità unica di giocare contro di me. Bere responsabilmente è un messaggio serio e credo che raggiungeremo e influenzeremo molte persone con questo importante messaggio, facendolo poi in un modo più allegro e interattivo. ‘Sapere dov’è il limite‘ è di vitale importanza nel tennis e nella vita “, ha dichiarato Rafa Nadal, in qualità di Bacardi Limited Global Social Responsibility Ambassador. La Società lanciò la sua prima campagna pubblicitaria di responsabilità sociale in Messico nel 1930, quando aprì la strada all’idea di consumo responsabile con lo slogan “Bacardi wishes to sell, but it does not want the money you should use to buy bread“. Da allora l’azienda ha realizzato iniziative di responsabilità sociale di vasta scala. Un buon progetto insomma, sia dal punto di vista del marketing puro che da quello della comunicazione sociale.

Iospedisco.it, l’idea di giovani italiani per risparmiare nelle spedizioni

Iospedisco.it: è nato il primo comparatore di prezzi italiano per spedizioni nazionali e internazionali. Un’idea semplice e vincente, a dirla tutta, soprattutto in tempi di Crisi, quando contribuenti, cittadini e utenti cercano il risparmio più contenuto in ogni ambito. “Confronta, scegli, risparmia“: il pay off del portale illustra in maniera semplice e diretta la mission di IoSpedisco.it, non uno spedizioniere, ma uno strumento utile, il primo in Italia, a confrontare qualsiasi spedizione in termini di costo, tempo e qualità. L’idea è quella di Rachele Fichera e Marco Puma, rispettivamente sorella e fratello di 33 e 27 anni, quel tipo di giovani imprenditori di cui l’Italia ha un bisogno disperato, prima che vadano tutti all’estero a cercare fortuna. “IoSpedisco.it nasce dall’esigenza di colmare un vuoto nel settore delle spedizioni“, ha dichiarato Marco, “Un portale web dove domanda e offerta si incontrano. Da un lato l’utente che vuole spedire un pacco, una busta etc., e dall’altro gli spedizionieri con i loro prezzi e le loro caratteristiche. In maniera facile e veloce l’utente può ottenere le informazioni che cerca paragonando i vari spedizionieri e scegliere quello che più fa al caso suo”. Aggiunge in seguito Rachele: ““Il portale offre ai corrieri espressi l’opportunità di proporsi sul mercato attraverso un approccio innovativo, consono ad una nuova realtà in cui i processi di vendita sono ribaltati: è il consumatore a cercare la proposta più indicata per le proprie esigenze e non chi vende il servizio a proporre un’offerta”.

Il funzionamento è davvero semplice: dopo aver analizzato le informazioni inserite dall’utente, il sistema elabora i dati inerenti ai corriere attualmente presenti nella piattaforma fornendo la comparazioni relative alla ricerca effettuata. Allo scopo di evitare il verificarsi di gap temporali tra i prezzi proposti sul portale e le offerte dei differenti corrieri al momento della ricerca, le informazioni sono aggiornate in tempo reale a ogni richiesta dell’utente. I dati sono classificati in un’unica matrice in cui oltre a porre in primo piano le principali variabili di scelta, ovvero il nome del corriere, la tempistica e il costo del servizio, sono evidenziate le caratteristiche aggiuntive del servizio: consegna ad orario, consegna con ritiro e tracking.

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CES 2012, tutte le novità su un unico pannello di controllo

E’ iniziato oggi il CES 2012, l’International Consumer Electronics Show che da oltre 40 anni rinnova l’appuntamento annuale fa il punto del mercato globale dell’elettronica. I riflettori di numerosi magazine, blog e quotidiani saranno puntati su Las Vegas, dove la manifestazione avrà luogo fino a venerdì 13, giorno di chiusura. Per chi vuole avere tutte le notizie dal CES 2012 su un unico pannello di informazioni, Netvibes ha provvisto una piattaforma sulla quale trovare novità, gossip, tweets, foto, video, dati, analisi e altro ancora, tutto in tempo reale, per scoprire in questo modo tutti i micro e macro eventi che il CES scoprirà di giorno in giorno grazie a tutti gli attori tecnologici in scena. Tutte queste informazioni le potete trovare direttamente su ces2012.netvibesbusiness.com e seguire così di prima mano questi giorni high-tech.

Preservativo Louis Vuitton? Una bugia a fin di bene…

Il preservativo firmato Louis Vuitton: è da qualche settimana che nella Rete circolano le foto di questo “luxury condom” firmato da una delle più importanti case di moda contemporanee. Ha destato prima sorpresa, poi qualche polemica, ma in realtà non si tratta di una mossa del marketing, bensì della designer Irakli Kiziria, autrice di Designprovocation.com. Circola anche che sia in vendita a 68 dollari (53 euro circa), ma naturalmente questi preservativi non sono ancora in commercio. L’idea di Irakli è stata una scommessa: pubblicare questo contraccettivo in puro stile Vuitton nella speranza di un lancio ufficiale per il World Aids Day e beneficiare in questo modo l’amfAr (The Foundation for AIDS Research). Non si sa ancora come l’azienda abbia preso questo “fake”, se metterà in campo i legali o premierà la designer per il suo stravagante progetto. Di certo è che questo “lussuoso preservativo” potrebbe benissimo diventare un oggetto da collezione, senza dover essere usato e fare in modo che un ente che lotta contro questa terribile malattia possa approfittarne. Da un’altra prospettiva, si potrebbe anche pensare che Irakli abbia approfittato del momento per avere un po’ di luce addosso. Le idee creative non sempre pagano, però portano sempre parecchia visibilità…

The MeetingLife Journal Project: il diario social-globale

Un diario in giro per il Mondo: si chiama “The MeetingLife Journal Project” ed è un’iniziativa tutta italiana e davvero interessante. Lanciato a novembre, questo progetto sta cominciando a riscuotere un certo successo, soprattutto grazie a un’idea tanto semplice quanto brillante: “Generare un flusso di ispirazione che attraversi paesi distanti tra loro, avvicinando culture e talenti diversi. Lo strumento scelto come simbolo dell’intera iniziativa è un quaderno. Un diario personale. Raccoglitore per antonomasia di pensieri, idee e riflessioni”. Una volta c’era il classico messaggio dentro una bottiglia, oggi ci sono un diario, youtube e i social network. “Il percorso del diario attraverso i cinque continenti verrà seguito da vicino sulle pagine di MeetingLife. Di volta in volta, si scopriranno passioni e ambizioni dei personaggi che prenderanno parte al progetto e, attraverso i video che realizzeranno, avremo la diretta testimonianza che il quadernino ha raggiunto un posto nuovo”. Da dove può cominciare questo viaggio, se non dalla nostra Terra, patria di grandi esploratori? E ora anche di piccole e grandi star di youtube, come i primi tre protagonisti del viaggio: Lolla, alias Miss Strawberry Fields da Sassari, Daniele, il celebre Daniele Doesn’t matter di Torino e Stefano, il grande Steve Panda di Bologna. Questa iniziativa merita davvero attenzione… e siamo curiosi di vedere e vivere tutto il viaggio.

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Cosa fa Babbo Natale durante l’anno? [Buon Natale a tutti!]

Manca davvero poco al Natale e la Rete è cosparsa di auguri in lungo e in largo: c’è chi prende una foto carina e tagga gli amici su Facebook, chi invia mail personalizzate, chi regala mp3 e App, chi twitta per un’ora cercando di non dimenticarsi nessuno. Anche nelle aziende la musica non cambia e lo spirito natalizio coinvolge un po’ tutti, lasciando i briefing da una parte e dedicando un po’ di tempo a una sorta di costumer care finalizzato al sorriso. Noi non ci lasciamo scappare questo momento e auguriamo a tutti un felice e sereno Natale da passare con le persone che desiderate di più, famiglia o amici che siano, per poter brindare insieme e sciogliere le tensioni di un anno un po’ difficile per tutti. E lo facciamo con un bellissimo video che sta conquistando tutti, anche noi. Avete mai pensato cosa fa Babbo Natale durante l’anno? Buon Natale, di cuore, a tutti.

TIME: The Protester, la persona dell’anno 2011

“Nessuno avrebbe povuto sapere che quando un venditore di frutta tunisino si è dato fuoco in una piazza pubblica, avrebbe incitato proteste da far crollare dittatori e iniziare una ondata globale di dissenso. Nel 2011, i manifestanti non solo hanno espresso le loro lamentele, ma hanno cambiato il mondo”: è così che la prestigiosa rivista americana TIME – che l’anno scorso ha incoronato Mark Zuckerberg – ha scelto The Protester” come persona dell’anno 2011. E’ un titolo generale per indicare tutti coloro che quest’anno hanno manifestato in Piazza contro i regimi dittatoriali e le ingiustizie, dalla primavera araba alla Spanish Revolution, portando un vento di cambiamento che nessun intervento statale è riuscito a cambiare. Si tratta di un proclama forte questo del Time, che sottolinea quanto la situazione di Crisi stia tenendo in scacco la maggioranza dei popoli, ma anche quanto la legge del più forte possa essere cambiata dalla volontà e dalla rabbia della gente, quella vera, quella che ha da pagare un mutuo o sfamare dei bambini, quella dei giovani che non trovano un lavoro e quella di chi il lavoro l’ha visto svanire nel nulla, quella di chi vede calpestati ogni giorno diritti inalienabili dell’umanità e quella che ha fame di giustizia.

NO BIG BANKS: dall’Italia un progetto contro la Crisi

Il Comitato NOBIGBANKS nasce dall’impegno di un gruppo di amici appassionati di politica che si sentono in dovere di intervenire per fermare l’impoverimento della popolazione e dell’economia ad opera di un sistema dominato dagli squali della finanza. [nobigbanks.it]

In tempo di Crisi, la comunicazione passa soprattutto attraverso la Rete e attraverso la Rete si trovano anche alcune ipotesi di soluzione. Questo è il caso di NO BIG BANKS: non si tratta di un nuovo partito politico, nè di idealisti che lottano per la gloria, ma di un gruppo di “amici appassionati di politica” che hanno fondato non solo un blog, ma anche un manifesto programmatico e un’idea che può rivelarsi vincente. Dal Chi Siamo: “NOBIGBANKS si ispira ai grandi personaggi che hanno cambiato la storia con azioni coraggiose, quali Franklin Roosevelt, Abramo Lincoln, Enrico Mattei. Crediamo nello sviluppo economico come precondizione per il progresso sociale e culturale di tutti, e respingiamo ogni visione oligarchica”. Questo gruppo sta facendo parlare di sè e si ispira ad azioni passate per ristabilire un giusto e più equo presente.

Come racconta anche Segnale Zero, NO BIG BANKS propone qualcosa di molto semplice: ispirarsi alla Legge Glass-Steagall per porre un freno alla speculazione galoppante dei mercati. Il Glass-Steagall Act fu infatti la risposta del Congresso degli Stati Uniti alla crisi finanziaria iniziata nel 1929 che all’inizio del 1933 mise in ginocchio numerose banche americane. In parole povere si tratta di separare le banche in due tronconi: “da una parte le banche di deposito, rivolte all’economia reale – con depositi, mutui e prestiti alle imprese – che devono godere del privilegio della garanzia statale per operare anche nei periodi di crisi; dall’altra parte vanno poste le banche d’affari, impegnate nella bisca dei mercati borsistici e della finanza speculativa, da lasciare al loro destino, senza alcun salvataggio pubblico per chi continua a provocare le crisi”. La Glass-Steagall ottenne un certo successo, ma fu abrogata negli anni ‘90 da tutte le economie occidentali: le banche hanno riunito di nuovo i servizi bancari, assicurativi e di investimento finendo per esercitare un diretto controllo sull’economia mondiale. E la cronaca di questi ultimi tempi è sotto gli occhi di tutti noi, diventati “economisti” quasi per forza.

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