Categoria: Social Media Marketing

eCommerce: la crisi si batte online

L”intervento di Roberto Liscia, Presidente NETCOMM,  Consorzio del Commercio Elettronico Italiano, all’evento di apertura della Social Media Week di Roma di questa settimana.

Mi occupo di commercio elettronico da quando il fenomeno ancora non esisteva in Italia e muoveva i suoi primi passi nel mondo. È stato come curare una pianta che ha bisogno di cure costanti e, diciamolo, anche di tanta passione e, talvolta, di pazienza e comprensione. In Italia abbiamo vissuto fasi diverse, spesso in contraddizione assoluta tra loro. Dall’entusiasmo incondizionato degli albori quando bastava mettere un suffisso .com o .it a una parola o a un tema per farne un tormentone mediatico a periodi in cui si sentivano battere le campane del De Profundis. Mai come oggi ho respirato un sano, normale equilibrio che porta a considerare un settore per le sue connotazioni imprenditoriali in un contesto che lo vive sempre più come normalità. Non sarà certo un caso che è solo da relativamente poco tempo che si vedono arrivare online i grandi marchi della distribuzione tradizionale o i grandi nomi della Moda e del Made in Italy. Sembra assurdo che abbiano sentito con tanto ritardo il richiamo di un settore che consente loro di avere una platea mondiale, ma così è. Mi sono sempre domandato perché e forse non ho ancora una risposta oggi, ma la sensazione è che le aziende tradizionali non si fidassero del trambusto e del disturbo intorno a un tema che da sempre ha generato preconcetti duri a morire. Sarà sicuro utilizzare la carta di credito online? Credo di aver  risposto a questa domanda centinaia di volte. Eppure Leggi il resto di questo articolo »

Australia e YouTube Orchestra: così la Qantas premia gli artisti online

Dopo il successo della prima edizione, il progetto “YouTube Symphony Orchestra” torna a far parlare di sè: nell’aprile 2009, 90 musicisti provenienti da 30 Paesi differenti si sono esibiti insieme presso la Carnagie Hall di New York. Il fatto interessante fu che i provini per partecipare furono tutti online, basati sui video inseriti dagli utenti che volevano dare prova del loro talento.  Quest’anno è ritornata la seconda edizionetra i vincitori ci sono anche 5 italiani – e la compagnia aerea australiana Qantas ne ha approfittato per un co-marketing interessante: sulla sua pagina youtube ha infatti presentato la Qantas Open Mic Competition, un nuovo contest che premia le migliori esibizioni di canto, ballo o strumento musicale sulla base già fornita online. La dinamica è la stessa: upload il video su youtube, l’esibizione sarà giudicata e i vincitori avranno l’opportunità di fare una jam session con l’Orchestra Sinfonica di YouTube all’Open Mic Event del prossimo 19 Marzo. I vincitori inoltre saranno premiati con un soggiorno di 7 giorni al Four Season di Sydney per due persone e due biglietti per l’esibizione dell’Orchestra alla Sydney Opera House. Artisti avvisati: la deadline è il prossimo 24 febbraio.

Social senza crisi? Facebook, MySpace, Twitter, Youtube, LinkedIn e ancora: ecco che succede a fine 2010

Il mondo dei social è in continua evoluzione: lo dimostrano le notizie che ogni giorno vengono lanciate, gli utenti che integrano sempre più mobile e piattaforma web, la corsa ai servizi utili (geolocalizzazione tra gli altri). Ulteriore conferma sono le strategie pubblicitarie investite e mai come ora l’advertising e il marketing utilizzano il web, dato che è confermato dall’ultimo IAB Forum: solo in Italia la pubblicità online vale un miliardo di euro e vedrà il costo triplicarsi entro il 2014.

In questo contesto si staglia la piattaforma di Mark Zuckerberg che nonostante le controversie prodotte dal film The Social Network si conferma un colosso anche nel web marketing: con 297 miliardi di annunci online nell’ultimo trimestre Facebook domina la pubblicità online, in percentuale più di Google. A proposito, quest’ultimo ha recentemente imposto la reciprocità nella inclusione dei contatti fra provider differenti e scatenato così la guerra dei contatti: in questo modo Google potrà garantirsi enormi quantità di dati a buon mercato (anzi gratis) in modo da partire immediatamente con una piattaforma di social network. Di certo ce ne saranno delle belle, poichè la questione della privacy è ben lontana dall’essere risolta e a farne le spese rischiano di essere tutti gli utenti.

Nell’era dei social network c’è chi va avanti, ma anche chi va indietro: la notizia lanciata da Chase Carey, Presidente e Ceo di News Corp, è allarmante: Ci è chiaro che Myspace è un problema. Per le ingenti perdite economiche che genera, MySpace è attualmente in fase di riposizionamento, ma le cose continuano a non andar bene. Secondo alcune fonti, il primo social di successo nato negli anni 2000 (precisamente nel 2003) potrebbe essere ridimensionato, venduto o addirittura chiuso. News Corp. acquistò MySpace nel 2005 per 580 milioni di dollari, ma in breve tempo da leader è diventato outsider. Alle spalle ci sono probabilmente scelte strategiche sbagliate, ma di fronte ha tutta la potenza di Facebook, una piattaforma che ha davvero cambiato le abitudini di milioni di persone.

Chi invece conosce una – chiamiamola così – nuova giovinezza è Twitter, la piattaforma di microblogging celebre per i messaggi da 140 caratteri delle stars, ma che in realtà nasconde un vero e proprio popolo che si sta stufando delle logiche perpetrate dai vari social media tradizionali. Negli ultimi due mesi si sono iscritti addirittura 30 milioni di utenti, facendo registrare così una comunità globale di circa 175 milioni e guadagnando il proposito di arrivare a 200 milioni prima della fine dell’anno. E dire che Twitter era partito nel 2006 come un’idea di riserva: serviva come sistema per inviare messaggi in una comunità online interessata alle registrazioni audio (podcast), ma il progetto è decollato e acquistato così vita autonoma. Leggi il resto di questo articolo »

Birra, rock and social media: ecco come suonare con una 8.6

Birra, rock e social media, qual miglior connubio? E’ di 8.6, la birra speciale di Bavaria, l’ultima campagna marketing all’insegna di Internet, condivisione e divertimento. In partenza a novembre prossimo, su 86rockyou.com sarà possibile partecipare a un contest che richiama Guitar Hero e che promette di coinvolgere a suon di assoli. A differenza dell’originale videogame, però, il sito utilizza un’innovativa tecnologia che permette di interagire di persona con la realtà virtuale utilizzando una lattina di 8.6. Online dal 1 novembre 2010 al 31 gennaio 2011, per partecipare basterà registrarsi sul sito (solo maggiorenni), posizionare la lattina di 8.6 (oppure l’immagine scaricabile dal sito) davanti allo schermo e attendere che la webcam riconosca il logo della birra. La lattina diventerà dunque un vero e proprio un joystick che permetterà di catturare le note su una chitarra virtuale. Originale. E sicuramente da provare.

Advertising? Entro il 2015 sarà più sexy, online e soprattutto “social”

Nel prossimo futuro la pubblicità sarà più sexy, Internet oriented e soprattutto social. Sono queste le stime di mercato per i prossimi cinque anni illustrate da Google: La visione è stata illustrata dal management di Google, cioè Neal Mohan, Vice President del comparto Product Management, e Barry Salzman, managing director dell’unità Media & Platforms, presso il convegno IAB Advertising Conference organizzato a New York la scorsa settimana. Entro il 2015 “il 75% del display advertising sarà social, mentre l’adv online raggiungerà un valore complessivo di 50 miliardi di dollari”.

Ciò significa che la pubblicità verterà sull’interazione con un consumatore sempre più prosumer, un individuo svincolato dal ruolo passivo di utente-compratore e sempre più cosciente e partecipe nel processo di creazione, produzione, distribuzione e consumo. Gli utenti commenteranno sempre più le pubblicità, se le passeranno, potranno abbonarsi… insomma quello che già effettivamente sta succedendo, ma in una forma ancora più virale, lasciando poco spazio alle forme classiche di advertising, in rotta verso l’estinzione. Ad esempio, i due manager hanno sottolineato come “la metà delle inserzioni online avverrà attraverso video virali, per i quali gli inserzionisti pagheranno in base alle visualizzazioni ottenute”. Leggi il resto di questo articolo »

I dieci comandamenti di Twitter

Twitter, nota piattaforma di microblogging,  probabilmente domenica raggiungerà i 25 milioni di Tweet (i messaggi da 140 caratteri) inviati, almeno secondo le statistiche pervenute on live dal servizio Gigatweet. Per l’occasione abbiamo stilato un decalogo sulla scia dei 10 comandamenti [#10comandamenti], in modo da ricordare agli utenti più attivi alcune regole da tenere in mente. E magari illustrare i passi per chi si avvicina al social network. Venite a trovarci anche su Pragmatika e Matteo Bianx

  1. Non avrai altro #Twitter al di fuori di me. [FriendFeed è un'altra religione]
  2. Non nominare un follower di #Twitter invano [Evita di spammare, altrimenti sarai fulminato]
  3. Ricordati di pianificare le feste [#Twitterawards mica si organizza da solo, eh]
  4. Onora il follower e la lista [I contenuti sono importanti, evita di scrivere solo cazz***]
  5. Non uccidere [... magari evita di scriverlo]
  6. Non commettere RT impuri [Ricordati di citare chi di dovere]
  7. Non rubare [gli account altrui... tanto poi ti beccano]
  8. Non twittare falsa testimonianza [Che poi Studio Aperto ci crede]
  9. Non desiderare il follower d’altri [l'invidia è una brutta bestia... e si riconosce subito]
  10. Non desiderare l’account d’altri [Puoi sempre fare meglio il tuo, invece che lamentarti]

Viral Video Chart: la vetrina del viral

Viral video, l’ultima frontiera della “pubblicità” vincente.

In un era in cui il web è l’unico vero mezzo di comunicazione in grado di raggiungere la più enorme fetta di pubblico mai esistita, il viral video si rivela l’asso nella manica di chi fa marketing ma ha ormai preso coscienza della “stanchezza” del consumatore nei confronti dei classici mezzi di comunicazione pubblicitari.

Classificabile come marketing non convenzionale, il viral video è un filmato divertente, accattivante ed originale in grado di suscitare curiosità e di scatenare un passaparola potenzialmente infinito.

I giganti rappresentanti dei marchi più noti si servono di questo strumento di comunicazione perchè in grado di sfruttare il canale che, meglio di qualunque altro, consente la veloce diffusione di contenuti, soprattutto se si tratta di immagini in movimento. E qui entra in scena YouTube, una vera e propria “finestra sul mondo” che consente anche di monitorare il successo di un video pubblicato mediante il conteggio delle visualizzazioni.

Viral Video Chart fa di più. Non solo ci propone la top 20 degli ultimi video virali maggiormente circolati sul web, ma propone anche delle classifiche suddivise per argomenti (Pubblicità, Marche, Giochi, Tecnologia, ecc.) per giorno, settimana e mese, oltre alla top ten di ogni giorno. E non finisce qui.

Si rivela ancor più utile di Youtube nel momento in cui è in grado, per ciascun video, di mettere a disposizione delle statistiche sulla diffusione geografica del video  ed i blog sui quali è stato postato negli ultimi 30 giorni.

Finisce su Viral Video Chart anche l’ultimo esilarante viral video LG dal titolo Play the impossible in cui un semplice filmato realizzato col telefonino può diventare un incredibile aggregato di immagini “impossibili”.

Facebook: pronta la geo-localizzazione negli status update

Facebook si prepara a lanciare un servizio di geo-localizzazione che permetterà ai suoi utenti di includere la posizione geografica negli status update: è iniziata la battaglia con le new born Foursquare, Gowalla e MyTown. E all’orizzonte Google sorveglia. Questa l’indiscrezione lanciata ieri da Advertising Age, che avanza anche l’ipotesi di una commercializzazione dell’applicazione, smentita per il momento da Kevin Colleran, Direttore Nazionale Vendite di Facebook. “Stiamo ancora cercando di capire quale sia la nostra strategia al riguardo”, ha commentato Mister Colleran alla iCitizen Conference nella città Columbus, Ohio, “e vogliamo essere sempre pronti prima di implementare un qualsiasi prodotto. Inoltre, Facebook non lancia mai applicazioni con l’intento di monetarizzarle”.

Al di là di quanto detto, Marketers come Pepsi, Starbucks, MTV e McDonald’s stanno già studiando il fenomeno e hanno già delineato strategie sui “piccoli” social come Foursquare. In particolare la catena di fastfood made in USA sta studiando un applicazione che reclamizza il prodotto del giorno, settimana o mese, “geo-localizzato” in base all’area living dell’utente, ma Facebook ha declinato ogni commento riguardo queste attività.

Google, dall’altra parte della barricata, rimane in stato d’allerta: non è una novità infatti che il famoso motore di ricerca sta puntando alla localizzazione dei contenuti per un servizio ancora più mirato di AdSense.

Twitter Ad Platform: la pubblicità cinguetta con i “Promoted Tweets”

Ne avevamo parlato, ma nessuno poteva saperlo con certezza. Ora Mashable è il primo portale che ne dà notizia e che possiamo riportare: Twitter si prepara a lanciare la sua advertising platform. I soprannominati Promoted Tweets appariranno tra le ricerche a partire da giovedì pomeriggio, il giorno prima della prima Twitter Developers Conference.

Secondo Adage e il New York Times la piattaforma permetterà agli annunci di essere visibili e rintracciabili solo tra le ricerche condotte sul sito (con la dinamica del Google AdSense, per intenderci), mentre in seguito saranno filtrati direttamente nello stream di Twitter e ripresi sia dagli utenti che da terze parti come TweetDeck (applicazione per iPad) e Tweetie (client per iPhone).

Secondo alcune voci i primi investitori sono stati Virgin American, Bravo e Sturbucks, ma si profilano numerose aziende all’orizzonte, senza pensare che gli stessi utenti potranno cominciare a fare business con “facilità”. Insomma, ecco oltrepassato un nuovo confine.

Social ergo sumus

Primo articolo della nuova rubrica curata sul quotidiano Spot & Web

Più se ne parla e più sembra che ce ne sia da dire. No, non si tratta di Berlusconi, Bersani o Di Pietro. E neanche del décolleté di Belèn nello spot Tim, che peraltro sembra riscuotere più interesse dell’attuale panorama politico italiano. La parola chiave è “social” e prima di continuare ringrazio l’editore per una rubrica che si fonde con la mia passione e, fortunatamente, il mio lavoro.

Da quel lontano 1969, Internet ha fatto passi da gigante, si sa. Innanzitutto non è più un progetto segreto americano e secondariamente è candidato al Nobel per la Pace. Dal “per pochi” al “per tutti”: Internet è “social” di natura (tralasciando forse il caso della Cina, ma questa è un’altra storia).

 Hitwise, compagnia che misura l’audience nel web, l’ha annunciato a metà marzo: per la prima volta Facebook ha superato Google per numero di visitatori. E ancora: secondo le ultime indagini Eurispes, il 44,2% degli italiani è iscritto e usa quotidianamente il social network. Se un anno prima eravamo al 30% circa, è facile immaginare che per la fine del 2010 un italiano su due sarà presente, indicizzato, “social”: se non sei tu, è il partner, insomma.

Cambiano i processi cognitivi, si modificano le relazioni, si evolve anche il consumatore medio. “Allora rimaniamo in contatto, così usciamo a bere un caffè insieme”, mi disse una donna conosciuta una sera al pub. “Ben volentieri”, risposi io estraendo il telefonino. “Ti aggiungo su Facebook, allora!”, replicò stampandomi un bacio sulla guancia e lasciandomi confuso.

C’è poco da fare, se non prenderne atto: “O sei social o non sei”, direbbe Rachele Zinzocchi – Social Media Manager R&D e consulente area attività web e editoriali alla LUISS Guido Carli – che ha già stilato il suo primo personale manifesto “Social, ergo sum” che sa di paradigma 3.0. “La Rete è una interconnessione globale fra i propri profili – Facebook, Twitter, Friendfeed, LinkedIn, YouTube, Google Profile, il nuovo Buzz… Alcuni dei tanti social network in cui ormai felicemente «sono», un universo in cui esisto in un unico thread social aggiornato in real time”.

Non è quindi un caso che se ne continui a parlare e che ci sia bisogno di capire. Il fatto è che ci sono tante parole nell’aria – o meglio, nell’etere – e ancora poca comprensione dei nuovi mezzi, potenzialità, risorse.  Proprio sui social network crescono i punti di incontro tra i professionisti del settore: gruppi, forum, buzz non sono altro che la conferma di un “esserci”.

Uno degli ultimi esempi è “Facebook Developers Italia”, compagnia di circa 75 professionisti della Comunicazione che si sono incontrati su Linkedin grazie a Davide Dattoli, ragazzo prodigio che a 19 anni è già un web specialist da non sottovalutare. Il lato curioso della faccenda è che proprio grazie a questo gruppo si sta studiando un meeting dedicato a Facebook, un vero e proprio convegno sul social e dal social. “Con il probabile patrocinio sia del comune di Brescia che del management di Facebook, tra fine maggio e inizio giugno ci sarà già un piccolo, ma importante incontro a Castello Malvezzi”, mi racconta Davide, “Dopodiché ci occuperemo di definire un progetto più articolato da organizzare a Roma: le idee sono davvero tante e l’entusiasmo da parte di ognuno è notevole”.

Ormai ci siamo, dunque. Usando le parole di Rachele, possiamo pensare di essere in mezzo a “una vita dove identità digitale e reale si incontrano, si coniugano e finiscono per coincidere perfettamente, senza più distinzioni tra cosiddetto virtuale e reale”. Come ogni cosa, però, bisogna saperla gestire, senza esagerare dall’uno o dall’altro verso, facendo convergere due lati che si integrano ogni giorno di più.

Ah, dimenticavo: per quanto riguarda la donna che ho conosciuto non ci sono particolari novità, non mi è arrivata ancora nessuna richiesta di amicizia. Lo ammetto: i due di picche hanno lo stesso sapore di sempre.

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