Primo articolo della nuova rubrica curata sul quotidiano Spot & Web
Più se ne parla e più sembra che ce ne sia da dire. No, non si tratta di Berlusconi, Bersani o Di Pietro. E neanche del décolleté di Belèn nello spot Tim, che peraltro sembra riscuotere più interesse dell’attuale panorama politico italiano. La parola chiave è “social” e prima di continuare ringrazio l’editore per una rubrica che si fonde con la mia passione e, fortunatamente, il mio lavoro.
Da quel lontano 1969, Internet ha fatto passi da gigante, si sa. Innanzitutto non è più un progetto segreto americano e secondariamente è candidato al Nobel per la Pace. Dal “per pochi” al “per tutti”: Internet è “social” di natura (tralasciando forse il caso della Cina, ma questa è un’altra storia).
Hitwise, compagnia che misura l’audience nel web, l’ha annunciato a metà marzo: per la prima volta Facebook ha superato Google per numero di visitatori. E ancora: secondo le ultime indagini Eurispes, il 44,2% degli italiani è iscritto e usa quotidianamente il social network. Se un anno prima eravamo al 30% circa, è facile immaginare che per la fine del 2010 un italiano su due sarà presente, indicizzato, “social”: se non sei tu, è il partner, insomma.
Cambiano i processi cognitivi, si modificano le relazioni, si evolve anche il consumatore medio. “Allora rimaniamo in contatto, così usciamo a bere un caffè insieme”, mi disse una donna conosciuta una sera al pub. “Ben volentieri”, risposi io estraendo il telefonino. “Ti aggiungo su Facebook, allora!”, replicò stampandomi un bacio sulla guancia e lasciandomi confuso.
C’è poco da fare, se non prenderne atto: “O sei social o non sei”, direbbe Rachele Zinzocchi – Social Media Manager R&D e consulente area attività web e editoriali alla LUISS Guido Carli – che ha già stilato il suo primo personale manifesto “Social, ergo sum” che sa di paradigma 3.0. “La Rete è una interconnessione globale fra i propri profili – Facebook, Twitter, Friendfeed, LinkedIn, YouTube, Google Profile, il nuovo Buzz… Alcuni dei tanti social network in cui ormai felicemente «sono», un universo in cui esisto in un unico thread social aggiornato in real time”.
Non è quindi un caso che se ne continui a parlare e che ci sia bisogno di capire. Il fatto è che ci sono tante parole nell’aria – o meglio, nell’etere – e ancora poca comprensione dei nuovi mezzi, potenzialità, risorse. Proprio sui social network crescono i punti di incontro tra i professionisti del settore: gruppi, forum, buzz non sono altro che la conferma di un “esserci”.
Uno degli ultimi esempi è “Facebook Developers Italia”, compagnia di circa 75 professionisti della Comunicazione che si sono incontrati su Linkedin grazie a Davide Dattoli, ragazzo prodigio che a 19 anni è già un web specialist da non sottovalutare. Il lato curioso della faccenda è che proprio grazie a questo gruppo si sta studiando un meeting dedicato a Facebook, un vero e proprio convegno sul social e dal social. “Con il probabile patrocinio sia del comune di Brescia che del management di Facebook, tra fine maggio e inizio giugno ci sarà già un piccolo, ma importante incontro a Castello Malvezzi”, mi racconta Davide, “Dopodiché ci occuperemo di definire un progetto più articolato da organizzare a Roma: le idee sono davvero tante e l’entusiasmo da parte di ognuno è notevole”.
Ormai ci siamo, dunque. Usando le parole di Rachele, possiamo pensare di essere in mezzo a “una vita dove identità digitale e reale si incontrano, si coniugano e finiscono per coincidere perfettamente, senza più distinzioni tra cosiddetto virtuale e reale”. Come ogni cosa, però, bisogna saperla gestire, senza esagerare dall’uno o dall’altro verso, facendo convergere due lati che si integrano ogni giorno di più.
Ah, dimenticavo: per quanto riguarda la donna che ho conosciuto non ci sono particolari novità, non mi è arrivata ancora nessuna richiesta di amicizia. Lo ammetto: i due di picche hanno lo stesso sapore di sempre.