Samsung Galaxy Note, spot tra Darkness, “amore” e sfottò-Apple

Samsung Vs Apple… ora è ormai un format pubblicitario: a novembre 2011 avevamo già parlato dello “spot-sfottò” verso gli appassionati del melafonino, che con “The Next Big Thing is Already Here“ aveva messo in luce il nuovo Samsung Galaxy SII. Si trattava di una pubblicità originale che a suon di battute colpiva il clichè del consumatore Apple, rendendola simpatica anche a questi ultimi. L’interessante novità viene oggi dal SuperBowl (vinto quest’anno dai Giants), l’incontro che assegna il titolo di campione della National Football League (NFL), un momento che molte aziende aspettano per inoltrare i loro più decisivi spot, visto che è seguito da moltissimi americani. E così ecco spuntare “Thing Called Love“, la nuova pubblicità del nuovo smartphone Samsung Galaxy Note, con un testimonial d’eccezione: Justin Hawkins dei Darkness, il gruppo rock britannico che qualche anno fa aveva scalato le classifiche dal nulla, proprio con questa canzone. Il video si inserisce nella campagna promozionale del SuperBowl, mettendo in concorso diversi cellulari. I commenti sulla fan page della Samsung si sono poi sprecati: c’è chi ha visto l’annuncio e ordinato direttamente il Galaxy Note, chi ha già decretato come il miglior spot della storia e chi difende a spada tratta Apple (ovviamente, gli irriducibili ci sono sempre). La pubblicità è in realtà davvero divertente, con una festa originale nelle strade di Denver e la solita strizzata d’occhio verso i concorrenti.


Timeline Movie Maker: il vostro profilo Facebook diventa un film!

Creare un video della vostra Facebook Timeline: è l’idea creativa partorita dalla collaborazione tra Facebook e l’agenzia di comunicazione statunitense Definition 6. Il risultato è “Timeline Movie Maker“, un sito che permette di collegarsi al proprio profilo, creare e modificare il video, per poi condividerlo sulla nostra bacheca o su quella degli amici. Vi ricordate lo spot di presentazione del “nuovo diario”? Quello con la Timeline che si animava? Ecco, ora è possibile crearne uno simile con noi come protagonisti, il tutto attraverso una semplice applicazione che si interfaccia con i permessi del nostro account. L’unica “pecca” è che funziona con un minimo di 75 foto e 5 video pubblicati su Facebook, cosa che potrebbe bloccare gli utenti più “spartani”. Noi l’abbiamo provato ed è assolutamente divertente, sebbene le modifiche che si possono effettuare siano molto limitate. Ottimo tentativo di rendere emozionale l’esperienza su questo social network. Fateci sapere com’è la vostra vita social in film!


Italiani online: c’è crescita, ma in Europa siamo tra gli ultimi

Italiani online: secondo l’ultima indagine di Audiweb realizzato in collaborazione con DOXA, a fine del 2011 la diffusione dell’online in Italia è cresciuta del 6,9% rispetto al 2010 , con 35,8 milioni di Italiani tra gli 11 e i 74 anni che dichiarano di accedere a internet da qualsiasi luogo e strumento. Inoltre è aumentata la possibilità di accedere alla Rete attraverso nuovi device quali cellulari – 9,7 milioni gli Italiani connessi via mobile, +55,4% – e tablet connessi nelle mani di 949 mila Italiani. In media 12,7 milioni di utenti si collegano ogni giorno a Internet, + 9,9% rispetto alla media del 2010. La maggior parte delle famiglie che dichiarano di avere un accesso a internet da casa, dispone di un collegamento veloce via ADSL/fibra ottica (67,6% dei casi), con una crescita dell’11,5% rispetto al 2010. La Banda Larga, infatti, risulta essere nelle case di 9,130 milioni di famiglie italiane, con il 95,1% dei casi, corrispondente a 8,7 milioni di famiglie, che dispone abbonamento flat. Risulta rilevante anche l’accesso attraverso le chiavette internet, disponibili nel 25% dei casi corrispondente a 3,4 milioni di famiglie italiane (+13,2%).

Valori alti, ma che non sconfiggono ancora quel digital divide che vede l’impossibilità di collegarsi a Internet per quattro famiglie su dieci: nell’ottica europea, infatti, secondo i dati Eurostat del dicembre 2011 sulle case con un accesso a Internet, la percentuale italiana è ancora fissa sul 62%, contro l’83 della Germania, il 76 della Francia, l’85 della Gran Bretagna, l’84 della Finlandia e il 91 della Svezia. Il problema italiano riguarda infatti le infrastrutture, un tema caldissimo come riporta il Corriere della Sera pochi giorni fa: «L’assenza di una strategia per le infrastrutture allo stato attuale è l’anello mancante. Bisognerà attendere l’attuazione della cabina di regia per vedere come si vorrà procedere», ha dichiarato Francesco Sacco dell’Università Bocconi, nome emerso tra quello dei possibili candidati alla poltrona di sottosegretario del Ministero dello Sviluppo con delega al digitale. Cosa ci riserverà il futuro, a parte la litigiosità degli operatori (Telecom Italia, Vodafone, Wind, Fastweb e Tiscali) e il Governo? Qui per approfondira intanto i dati Audiweb.


Lavorare a Twitter: “The future is You” tra ironia e semplicità

Lavorare in Twitter ti offre l’occasione di pensare a sfide affascinanti, complesse ed importanti ogni giorno. In Twitter il tuo lavoro verrà avvertito immediatamente da svariati milioni di persone in tutto il mondo”. Così recita la nuova campagna di Twitter, il popolare social di microblogging che punta su un divertente video per cercare nuovi talenti sul web. La piattaforma conta oltre 400 milioni di visitatori al mese, in continua crescita, ed è forse il reale competitor di Facebook. Il video prende esplicitamente in giro tutte quelle pubblicità che cercano lavoro interinale, dalla metà degli anni ’80 in poi, ironizzando su tutto e tutti, anche sullo stesso CEO Costolo che interpreta se stesso alle prese con due dipendenti folli che bypassano le sue decisioni. Semplice, diretto, scanzonato: Twitter approfitta di Youtube e ricomincia a cercare posizioni in tutto il Mondo. Se volete provarci, andate su twitter.com/jobs/.


Bacardi e Rafa Nadal per la nuova campagna di responsabilità sociale

Champions Drink Responsibly“: questo il nome dell’interessante campagna di Bacardi Limited, che offre la possibilità di battere Rafa Nadal – il suo Global Social Responsibility Ambassador – servendo un ace contro di lui in un gioco online: ACE RAFA. Si tratta di un progetto di sensibilizzazione sui temi della responsabilità sociale che letteralmente gioca tra online e offline:  tra i fan che riusciranno a battere il dieci volte vincitore del Gran Slam, saranno  sorteggiati i fortunati finalisti che lo incontreranno dal vivo, a Maiorca (Spagna), e avranno la possibilità di provare e servire un ace al campione spagnolo in persona. Bacardi ha lanciato così un sito personalizzato per il contest, www.acerafa.com, curando ogni singolo dettaglio: le clip del gioco, per esempio, sono state girate nella città natale di Rafa , Manacor (Maiorca, Spagna), mentre l’arcade game presenta una versione reale di Rafael Nadal e non una versione del giocatore generata al computer, in modo che Rafa reagisca ad ogni servizio come in una vera partita di tennis contro un’altro giocatore.

“Spero che i miei fan possano apprezzare questa opportunità unica di giocare contro di me. Bere responsabilmente è un messaggio serio e credo che raggiungeremo e influenzeremo molte persone con questo importante messaggio, facendolo poi in un modo più allegro e interattivo. ‘Sapere dov’è il limite‘ è di vitale importanza nel tennis e nella vita “, ha dichiarato Rafa Nadal, in qualità di Bacardi Limited Global Social Responsibility Ambassador. La Società lanciò la sua prima campagna pubblicitaria di responsabilità sociale in Messico nel 1930, quando aprì la strada all’idea di consumo responsabile con lo slogan “Bacardi wishes to sell, but it does not want the money you should use to buy bread“. Da allora l’azienda ha realizzato iniziative di responsabilità sociale di vasta scala. Un buon progetto insomma, sia dal punto di vista del marketing puro che da quello della comunicazione sociale.


Le entrate di Google nel 2011: INFOGRAFICA

Le entrate di Google nel 2011 sono state circa 35 miliardi di euro, totalizzate per il 96% dalla pubblicità di 10 principali settori merceologici e di servizi: è quanto riportato da questa infografica prodotta da WorldStream e NowSourcing.com, società che hanno passato al setaccio le tavole finanziarie pubbliche del colosso di Mountain View. Al primo posto degli investitori ci sono le società di Finanza e Assicurazioni, capitanate dalla State Farm che nel 2011 ha totalizzato quasi 42 milioni di euro in advertising, mentre al secondo posto i Retailers, con Amazon.com e i suoi addirittura 53 milioni di euro di pubblicità online. Il terzo posto è riservato al settore del Turismo e dei Viaggi, dove Booking.com “prevale” con un investimento di circa 38 milioni di euro. Guardate l’infografica per scoprire tutti i budget riservati all’advertising di Google, incluse le parole chiave e cost-per-click [clicca l'immagine per ingrandire].

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File Sharing: Anonyupload è un FAKE!

Internet e guerra digitale: in queste settimane sta accadendo un po’ di tutto. La proposta di legge SOPA viene sospesa per il momento in America, mentre in Italia c’è già chi incalza una sorta di corrispettivo nostrano che già fa discutere all’interno dello stesso Parlamento. Megaupload chiuso, il fondatore Kim DotCom agli arresti e uno sterminio di tutti gli altri siti di file sharing, come FileSonic, FileServe e Uploaded.to che stanno chiudendo le porte. In questo walzer di battaglia online, c’è anche chi porta una novità, a favore della libertà del Web: si chiama Anonyupload ed è un servizio completamente gratuito e anonimo che permette di servirsi di un illimitato spazio web per caricare e condividere file con chi si desidera, senza alcuna pubblicità. Il richiamo al gruppo degli hacktivist Anonymous è chiaro, ma si legge da subito che il sito di file sharing non ne fa parte, sebbene si schieri a suo supporto. Anonyupload sta ora raccogliendo i fondi per gestire al meglio la farm dove appoggia server e banda designata alla condivisione, dislocata in Russia per evitare i problemi dei territori statunitensi. Paypal ha già chiuso il conto dove versare le donazioni, quindi ora la raccolta fondi è attraverso il bitcoin, software open source sviluppato attorno all’idea dell’uso della crittografia per controllare la creazione e il trasferimento di moneta. Al momento possiamo accedere alle F.A.Q.: Anonyupload aprirà i battenti domani 25 gennaio 2012.

C’è però un grosso sospetto in questa faccenda: la – chiamiamola – filiale spagnola di Anonymous, Anonopshispano, ha dichiarato che Anonyupload è un fake ben orchestrato. Ora non sappiamo se è perchè non è stato fatto dallo stesso gruppo o perchè pare che sia una strategia per catturare indirizzi IP e soldi da parte dei soliti avvoltoi, ma anche il gruppo centrale Anonymous ha preso le distanze con un tweet che avverte: “FYI – Non siamo assolutamente affiliati a questo sito, e a quanto pare, questo è SCAM“. Per chi non lo sapesse, “Scam” è un termine che indica un tentativo di truffa perpetrata coi metodi dell’ingegneria sociale, quindi una nuova trappola. In questa “guerra” state attenti ai FAKE.


The seducer by Colmar: la seduzione è tutta un gioco… virale!

Il gioco della seduzione è online. Non è uno scherzo, si chiama The Seducer e si tratta proprio di un gioco interattivo realizzato attraverso la piattaforma Youtube dall’azienda di abbigliamento Colmar. L’idea è semplice, ma ben realizzata nella meccanica dei giochi di ruolo: potrai “conquistare” un uomo o una donna facendo compiere al tuo “avatar” videoludico determinate scelte che lo porteranno al successo o al fallimento. Detta così sembra quasi banale, ma il risultato è una sorta di miniserie interattiva, per la quantità di possibili decisioni e filmati a disposizione, tutti conditi da una buona dose di ironia e con attori decisamente bravi. Anche regia e montaggio sono curati in maniera da avere un prodotto facile e diretto, che coinvolge subito lo spettatore/utente. Insomma, un’ottima campagna di comunicazione in puro stile virale. Non vi resta che provare!


The Bark Side: quando la Volkswagen fa cantare i cani

Giusto un anno fa la Volkswagen faceva parlare di sè grazie a uno spot che oggi è già entrato nella leggenda… e ora torna con un nuovo spot che annuncia un “invito intergalattico“, una nuova campagna di comunicazione che si annuncia di successo. Per l’occasione ecco un nuovo spot realizzato ad hoc che ha totalizzato 250 mila visualizzazioni in meno di 24 ore. Di che si tratta? Di un coro di cani. Esatto. Talmente assurdo da non riuscire a non sorridere e magari a costringerci a rivederlo una seconda volta. Il richiamo al primo spot, quello del piccolo Darth Vader, è esplicito, ma ancora non si capisce il nesso tra i cani, Star Wars e le automobili. Volkswagen non perde tempo e scrive: “non abbiate timore, tutto acquisterà un senso“. Un’ottima campagna di comunicazione, insomma, che porta l’azienda tedesca ancora in testa alle classifiche dei migliori brand in Rete.


SOPA Vs Web: la rivolta della Rete nel primo storico sciopero online

#StopSOPA: è questa la parola d’ordine che sta facendo il giro del Web, tra social network, aggregatori di notizie, magazine e blog. Per chi ancora non lo sapesse, il Post lo spiega molto bene: “SOPA sta per Stop Online Piracy Act, una proposta di legge in discussione alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti per contrastare la pirateria informatica e difendere i diritti d’autore su Internet“. Si tratta di un’iniziativa che aveva già visto la luce a maggio 2011, sugli stessi temi e con contenuti simili, con il nome di Protect IP Act (PIPA). Una legge contro la pirateria, insomma, ma formulata in una chiave molto controversa: stando a quanto emanato, “il nucleo del provvedimento sta nella possibilità, da parte delle autorità federali, di bloccare l’accesso, la pubblicità e i canali di finanziamento per i siti che vendono o semplicemente pubblicano illegalmente materiale protetto”. Tutto ciò potrebbe obbligare i gestori dei siti a controllare preventivamente tutto il materiale che viene pubblicato dagli utenti, colpendo molto duramente i siti (come Twitter, Facebook o Youtube) che si basano in primo luogo su di esso, pena il carcere e multe salatissime.

Molti affermano che questa legge potrebbe causare la morte di Internet come noi la intendiamo fino ad ora: il Web 2.0 potrebbe involvere e ritornare ad essere una sorta di vetrina, come nei primi anni ’90. La rivolta contro questa discutibilissima legge è già scattata e ora sono scesci in campo anche i giganti come Google, che ha attivato addirittura una petizione online proprio sulle proprie pagine. Tra le parole del colosso di Mountain View si legge che “il governo Usa potrebbe ordinare il blocco dei siti con metodi simili a quelli impiegati dalla Cina. Tra le altre cose, i motori di ricerca potrebbero essere costretti a cancellare interi siti web dai loro risultati di ricerca. È per questo che 41 organizzazioni per i diritti umani e 110 professori di diritto hanno espresso gravi preoccupazioni”.

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