Lavorare a Twitter: “The future is You” tra ironia e semplicità

Lavorare in Twitter ti offre l’occasione di pensare a sfide affascinanti, complesse ed importanti ogni giorno. In Twitter il tuo lavoro verrà avvertito immediatamente da svariati milioni di persone in tutto il mondo”. Così recita la nuova campagna di Twitter, il popolare social di microblogging che punta su un divertente video per cercare nuovi talenti sul web. La piattaforma conta oltre 400 milioni di visitatori al mese, in continua crescita, ed è forse il reale competitor di Facebook. Il video prende esplicitamente in giro tutte quelle pubblicità che cercano lavoro interinale, dalla metà degli anni ’80 in poi, ironizzando su tutto e tutti, anche sullo stesso CEO Costolo che interpreta se stesso alle prese con due dipendenti folli che bypassano le sue decisioni. Semplice, diretto, scanzonato: Twitter approfitta di Youtube e ricomincia a cercare posizioni in tutto il Mondo. Se volete provarci, andate su twitter.com/jobs/.


Bacardi e Rafa Nadal per la nuova campagna di responsabilità sociale

Champions Drink Responsibly“: questo il nome dell’interessante campagna di Bacardi Limited, che offre la possibilità di battere Rafa Nadal – il suo Global Social Responsibility Ambassador – servendo un ace contro di lui in un gioco online: ACE RAFA. Si tratta di un progetto di sensibilizzazione sui temi della responsabilità sociale che letteralmente gioca tra online e offline:  tra i fan che riusciranno a battere il dieci volte vincitore del Gran Slam, saranno  sorteggiati i fortunati finalisti che lo incontreranno dal vivo, a Maiorca (Spagna), e avranno la possibilità di provare e servire un ace al campione spagnolo in persona. Bacardi ha lanciato così un sito personalizzato per il contest, www.acerafa.com, curando ogni singolo dettaglio: le clip del gioco, per esempio, sono state girate nella città natale di Rafa , Manacor (Maiorca, Spagna), mentre l’arcade game presenta una versione reale di Rafael Nadal e non una versione del giocatore generata al computer, in modo che Rafa reagisca ad ogni servizio come in una vera partita di tennis contro un’altro giocatore.

“Spero che i miei fan possano apprezzare questa opportunità unica di giocare contro di me. Bere responsabilmente è un messaggio serio e credo che raggiungeremo e influenzeremo molte persone con questo importante messaggio, facendolo poi in un modo più allegro e interattivo. ‘Sapere dov’è il limite‘ è di vitale importanza nel tennis e nella vita “, ha dichiarato Rafa Nadal, in qualità di Bacardi Limited Global Social Responsibility Ambassador. La Società lanciò la sua prima campagna pubblicitaria di responsabilità sociale in Messico nel 1930, quando aprì la strada all’idea di consumo responsabile con lo slogan “Bacardi wishes to sell, but it does not want the money you should use to buy bread“. Da allora l’azienda ha realizzato iniziative di responsabilità sociale di vasta scala. Un buon progetto insomma, sia dal punto di vista del marketing puro che da quello della comunicazione sociale.


Le entrate di Google nel 2011: INFOGRAFICA

Le entrate di Google nel 2011 sono state circa 35 miliardi di euro, totalizzate per il 96% dalla pubblicità di 10 principali settori merceologici e di servizi: è quanto riportato da questa infografica prodotta da WorldStream e NowSourcing.com, società che hanno passato al setaccio le tavole finanziarie pubbliche del colosso di Mountain View. Al primo posto degli investitori ci sono le società di Finanza e Assicurazioni, capitanate dalla State Farm che nel 2011 ha totalizzato quasi 42 milioni di euro in advertising, mentre al secondo posto i Retailers, con Amazon.com e i suoi addirittura 53 milioni di euro di pubblicità online. Il terzo posto è riservato al settore del Turismo e dei Viaggi, dove Booking.com “prevale” con un investimento di circa 38 milioni di euro. Guardate l’infografica per scoprire tutti i budget riservati all’advertising di Google, incluse le parole chiave e cost-per-click [clicca l'immagine per ingrandire].

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File Sharing: Anonyupload è un FAKE!

Internet e guerra digitale: in queste settimane sta accadendo un po’ di tutto. La proposta di legge SOPA viene sospesa per il momento in America, mentre in Italia c’è già chi incalza una sorta di corrispettivo nostrano che già fa discutere all’interno dello stesso Parlamento. Megaupload chiuso, il fondatore Kim DotCom agli arresti e uno sterminio di tutti gli altri siti di file sharing, come FileSonic, FileServe e Uploaded.to che stanno chiudendo le porte. In questo walzer di battaglia online, c’è anche chi porta una novità, a favore della libertà del Web: si chiama Anonyupload ed è un servizio completamente gratuito e anonimo che permette di servirsi di un illimitato spazio web per caricare e condividere file con chi si desidera, senza alcuna pubblicità. Il richiamo al gruppo degli hacktivist Anonymous è chiaro, ma si legge da subito che il sito di file sharing non ne fa parte, sebbene si schieri a suo supporto. Anonyupload sta ora raccogliendo i fondi per gestire al meglio la farm dove appoggia server e banda designata alla condivisione, dislocata in Russia per evitare i problemi dei territori statunitensi. Paypal ha già chiuso il conto dove versare le donazioni, quindi ora la raccolta fondi è attraverso il bitcoin, software open source sviluppato attorno all’idea dell’uso della crittografia per controllare la creazione e il trasferimento di moneta. Al momento possiamo accedere alle F.A.Q.: Anonyupload aprirà i battenti domani 25 gennaio 2012.

C’è però un grosso sospetto in questa faccenda: la – chiamiamola – filiale spagnola di Anonymous, Anonopshispano, ha dichiarato che Anonyupload è un fake ben orchestrato. Ora non sappiamo se è perchè non è stato fatto dallo stesso gruppo o perchè pare che sia una strategia per catturare indirizzi IP e soldi da parte dei soliti avvoltoi, ma anche il gruppo centrale Anonymous ha preso le distanze con un tweet che avverte: “FYI – Non siamo assolutamente affiliati a questo sito, e a quanto pare, questo è SCAM“. Per chi non lo sapesse, “Scam” è un termine che indica un tentativo di truffa perpetrata coi metodi dell’ingegneria sociale, quindi una nuova trappola. In questa “guerra” state attenti ai FAKE.


The seducer by Colmar: la seduzione è tutta un gioco… virale!

Il gioco della seduzione è online. Non è uno scherzo, si chiama The Seducer e si tratta proprio di un gioco interattivo realizzato attraverso la piattaforma Youtube dall’azienda di abbigliamento Colmar. L’idea è semplice, ma ben realizzata nella meccanica dei giochi di ruolo: potrai “conquistare” un uomo o una donna facendo compiere al tuo “avatar” videoludico determinate scelte che lo porteranno al successo o al fallimento. Detta così sembra quasi banale, ma il risultato è una sorta di miniserie interattiva, per la quantità di possibili decisioni e filmati a disposizione, tutti conditi da una buona dose di ironia e con attori decisamente bravi. Anche regia e montaggio sono curati in maniera da avere un prodotto facile e diretto, che coinvolge subito lo spettatore/utente. Insomma, un’ottima campagna di comunicazione in puro stile virale. Non vi resta che provare!


The Bark Side: quando la Volkswagen fa cantare i cani

Giusto un anno fa la Volkswagen faceva parlare di sè grazie a uno spot che oggi è già entrato nella leggenda… e ora torna con un nuovo spot che annuncia un “invito intergalattico“, una nuova campagna di comunicazione che si annuncia di successo. Per l’occasione ecco un nuovo spot realizzato ad hoc che ha totalizzato 250 mila visualizzazioni in meno di 24 ore. Di che si tratta? Di un coro di cani. Esatto. Talmente assurdo da non riuscire a non sorridere e magari a costringerci a rivederlo una seconda volta. Il richiamo al primo spot, quello del piccolo Darth Vader, è esplicito, ma ancora non si capisce il nesso tra i cani, Star Wars e le automobili. Volkswagen non perde tempo e scrive: “non abbiate timore, tutto acquisterà un senso“. Un’ottima campagna di comunicazione, insomma, che porta l’azienda tedesca ancora in testa alle classifiche dei migliori brand in Rete.


SOPA Vs Web: la rivolta della Rete nel primo storico sciopero online

#StopSOPA: è questa la parola d’ordine che sta facendo il giro del Web, tra social network, aggregatori di notizie, magazine e blog. Per chi ancora non lo sapesse, il Post lo spiega molto bene: “SOPA sta per Stop Online Piracy Act, una proposta di legge in discussione alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti per contrastare la pirateria informatica e difendere i diritti d’autore su Internet“. Si tratta di un’iniziativa che aveva già visto la luce a maggio 2011, sugli stessi temi e con contenuti simili, con il nome di Protect IP Act (PIPA). Una legge contro la pirateria, insomma, ma formulata in una chiave molto controversa: stando a quanto emanato, “il nucleo del provvedimento sta nella possibilità, da parte delle autorità federali, di bloccare l’accesso, la pubblicità e i canali di finanziamento per i siti che vendono o semplicemente pubblicano illegalmente materiale protetto”. Tutto ciò potrebbe obbligare i gestori dei siti a controllare preventivamente tutto il materiale che viene pubblicato dagli utenti, colpendo molto duramente i siti (come Twitter, Facebook o Youtube) che si basano in primo luogo su di esso, pena il carcere e multe salatissime.

Molti affermano che questa legge potrebbe causare la morte di Internet come noi la intendiamo fino ad ora: il Web 2.0 potrebbe involvere e ritornare ad essere una sorta di vetrina, come nei primi anni ’90. La rivolta contro questa discutibilissima legge è già scattata e ora sono scesci in campo anche i giganti come Google, che ha attivato addirittura una petizione online proprio sulle proprie pagine. Tra le parole del colosso di Mountain View si legge che “il governo Usa potrebbe ordinare il blocco dei siti con metodi simili a quelli impiegati dalla Cina. Tra le altre cose, i motori di ricerca potrebbero essere costretti a cancellare interi siti web dai loro risultati di ricerca. È per questo che 41 organizzazioni per i diritti umani e 110 professori di diritto hanno espresso gravi preoccupazioni”.

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Fidanzarsi su Facebook costa 5 dollari…

Sarò la tua ragazza su Facebook per i prossimi 10 giorni: non è la trama di un libro o di un film, ma un vero business che una ragazza americana ha deciso di lanciare attraverso la piattaforma affaristica di fiverr, dove gli utenti possono vendere e acquistare servizi per un massimo di 5 dollari. E qui la pensata di Cathy, 23 anni, studentessa di New York: fare la fidanzata virtuale, magari per far ingelosire una donna, al costo di 5 dollari per 10 giorni. Mettendosi d’accordo, l’acquirente avrà 3 affettuosi messaggi al giorno in bacheca, prova del “fidanzamento”. Sì, forse un’idea assurda, ma di certo vincente a giudicare dai primi commenti e ordini d’acquisto. Ora non si può sapere con certezza, ma potrebbe essere anche il La di un nuovo mercato. Quello delle ragazze virtuali a pagamento. Non sappiamo se c’è da ridere o da piangere… e intanto c’è chi pensa al vero business: dalle ultime indiscrezioni, pare che Facebook sia pronto per essere quotato in borsa nelle prime settimane di maggio!


Iospedisco.it, l’idea di giovani italiani per risparmiare nelle spedizioni

Iospedisco.it: è nato il primo comparatore di prezzi italiano per spedizioni nazionali e internazionali. Un’idea semplice e vincente, a dirla tutta, soprattutto in tempi di Crisi, quando contribuenti, cittadini e utenti cercano il risparmio più contenuto in ogni ambito. “Confronta, scegli, risparmia“: il pay off del portale illustra in maniera semplice e diretta la mission di IoSpedisco.it, non uno spedizioniere, ma uno strumento utile, il primo in Italia, a confrontare qualsiasi spedizione in termini di costo, tempo e qualità. L’idea è quella di Rachele Fichera e Marco Puma, rispettivamente sorella e fratello di 33 e 27 anni, quel tipo di giovani imprenditori di cui l’Italia ha un bisogno disperato, prima che vadano tutti all’estero a cercare fortuna. “IoSpedisco.it nasce dall’esigenza di colmare un vuoto nel settore delle spedizioni“, ha dichiarato Marco, “Un portale web dove domanda e offerta si incontrano. Da un lato l’utente che vuole spedire un pacco, una busta etc., e dall’altro gli spedizionieri con i loro prezzi e le loro caratteristiche. In maniera facile e veloce l’utente può ottenere le informazioni che cerca paragonando i vari spedizionieri e scegliere quello che più fa al caso suo”. Aggiunge in seguito Rachele: ““Il portale offre ai corrieri espressi l’opportunità di proporsi sul mercato attraverso un approccio innovativo, consono ad una nuova realtà in cui i processi di vendita sono ribaltati: è il consumatore a cercare la proposta più indicata per le proprie esigenze e non chi vende il servizio a proporre un’offerta”.

Il funzionamento è davvero semplice: dopo aver analizzato le informazioni inserite dall’utente, il sistema elabora i dati inerenti ai corriere attualmente presenti nella piattaforma fornendo la comparazioni relative alla ricerca effettuata. Allo scopo di evitare il verificarsi di gap temporali tra i prezzi proposti sul portale e le offerte dei differenti corrieri al momento della ricerca, le informazioni sono aggiornate in tempo reale a ogni richiesta dell’utente. I dati sono classificati in un’unica matrice in cui oltre a porre in primo piano le principali variabili di scelta, ovvero il nome del corriere, la tempistica e il costo del servizio, sono evidenziate le caratteristiche aggiuntive del servizio: consegna ad orario, consegna con ritiro e tracking.

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No Pants Subway Ride 2012: ritorna la Metro in slip!

Improv Everywhere è tornata a colpire con uno dei suoi classici, il No Pants Subway Ride, arrivato alla 11° edizione proprio pochi giorni fa, l’8 gennaio 2012. Di questa “associazione” ne abbiamo spesso parlato, sempre alle prese con eventi non convenzionali che ogni volta fanno il giro del Mondo, partendo da New York. Questo 2012 siamo vicini al record: decine di migliaia di persone si sono fatti tolte i pantaloni nelle metropolitane in 59 città in 27 Paesi in tutto il globo! Solo nella Grande Mela sono stati contati più di 4.000 partecipanti che hanno invado le metro in boxer, mutande e slip, sfidando temperature non proprio miti. Le novità ci sono state, come la presenza di mamme con bambini (entrambi “no pants”), molti della terza età e addirittura qualche militare dell’esercito degli Stati Uniti. Qui sotto il video caricato da pochissimo da Improv Everywhere, mentre sulle loro pagine online troverete un reportage più dettagliato.


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