Primo progetto di mobile payment destinato al non-profit: è realtà grazie alla collaborazione tra Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro Onlus e il Consorzio Movincom. È ora possibile, infatti, effettuare una donazione alla Fondazione direttamente dal proprio cellulare grazie al circuito Bemoov, una piattaforma pensata per effettuare pagamenti di beni e servizi in assoluta sicurezza attraverso i dispositivi mobili. Utilizzare questa nuova possibilità è semplice e veloce. È necessario iscriversi al servizio visitando il sito Bemoov. Oltre ai propri dati, verrà richiesto il numero di cellulare e i dati della carta di credito. L’iscrizione al sito di Bemoov richiede pochi minuti ed è totalmente gratuita. Una volta ultimata l’iscrizione si può iniziare a donare inviando un sms al numero +39 345 9266222 con scritto “2”, “5” o “10”, per donare rispettivamente 2, 5 oppure 10 euro. Inviato il messaggio, il donatore riceverà un sms di ringraziamento con la conferma dell’avvenuto versamento. Un bel progetto di solidarietà che finalmente sposa i tempi del mobile.
L’estate sembra aver giovato a Facebook: dal 26 agosto a ieri sono state infatti introdotte tre nuove features che hanno rinnovato la piattaforma del social network più popolato del mondo. Forse dipenderà dal fatto che GooglePlus ha già raggiunto quota 25 milioni di utenti, una crescita record se paragonata ad altri network: lo stesso Facebook ha impiegato 3 anni per raggiungere lo stesso numero, mentre Twitter “solo” 30 mesi. In realtà non si possono fare certi paragoni, perchè i tempi sono cambiati, tutti sanno cos’è un social network e la società è più flessibile nell’approccio alle novità. Ciò nonostante, la guerra tra i big è sempre più accesa e la si combatte a suon di privacy, applicazioni e nuove caratteristiche. E così il team di Mark Zuckerberg ha ben pensato di introdurre tre novità nel giro di tre settimane: più qualità e velocità per le foto caricate, le nuove liste di amici e gli aggiornamenti senza richiesta di amicizia. Ecco, in pratica assomiglia di più a GooglePlus. Ma andiamo con ordine.
Foto più grandi che si caricano più velocemente
La prima novità è datata 26 agosto e riguarda le immagini: ora le foto condivise su Facebook sono più grandi (720 per 960 pixel) e possono essere caricate a una velocità doppia, offrendo un accesso più rapido a immagini più dettagliate. Questa è una “caratteristica retroattiva”: le foto già caricate sul profilo verranno visualizzate a questa più elevata risoluzione. Inoltre, le foto sono disposte su uno sfondo bianco, semplice, che focalizza l’attenzione sulla foto e meno sulla cornice circostante. E’ una bella idea, certo… ma viene in mente GooglePlus e la qualità che è stata predisposta a favore della visualizzazione delle foto caricate: l’unica differenza è che Mountain View ha scelto uno sfondo nero quando si guardano le immagini.
Nuove liste di amici: condividere per target
Questa caratteristica è stata presentata come un’evoluzione delle normali liste di amici: le liste esistono infatti da diversi anni, ma ora diventano “intelligenti”. Premettendo che sono opzioni facoltative, con la nuova funzione l’utente può facilmente vedere o condividere gli aggiornamenti con diverse liste di amici, già suddivise dalla piattaforma in tre macrocategorie:
Smart lists: sono le liste intelligenti che Facebook crea di default sulla base delle informazioni del profilo. In pratica l’utente non deve pensare a creare la lista perchè lo fa Facebook al suo posto: in base ai punti in comune gli amici vecchi e nuovi verranno suddivisi nelle prime quattro categorie implementate e cioè lavoro, scuola, famiglia e città.
Close Friends and Acquaintances lists: con “close friends” è possibile visualizzare tutti gli update degli amici più stretti o da particolari nuclei di persone. La seconda “accoglie le amicizie minori”, come vecchi compagni di scuola o di lavoro: avremo meno aggiornamenti sulla bacheca, ma saremo sempre avvisati riguardo le cose “importanti” quali un matrimonio o un cambio città.
Better suggestions: facilita l’organizzazione delle amicizie attraverso un’apposita funzione che consente di catalogare ogni nuovo amico che viene aggiunto nella community. Leggi il resto di questo articolo »
Con così tante informazioni online, è spesso difficile leggere, guardare o ascoltare tutto ciò che vorremmo. In realtà passiamo la maggior parte del tempo a cliccare su “Mi piace”, segnare bookmark o ReTwittare tra Facebook, Youtube, Twitter e tutte le altre piattaforme social, blog inclusi. Molto spesso clickiamo senza neanche pensarci più di tanto, magari con il pretesto o la volontà di guardarci più tardi. Insomma, il risultato è che molti link e informazioni vengono prese in considerazione per non più di 5 secondi, il tempo di un click e poi addio. C’è qualcuno che alla fine si è inventato un modo per tenere traccia dei favoriti con un nuovo strumento di social bookmarking: la piattaforma di chiama Faveous e l’inventore Arthur Monnet. Di 18 anni.
Faveous aggrega tutti gli elementi che notiamo su Facebook, Twitter, Google Reader, Youtube, Dailymotion e altro, in modo da poter guardare tutti in un unico posto. La piattaforma è aperta ai betatester in questo momento e per provarla bisogna fare richiesta o “pagare con un tweet”. Il suo “creatore”, Arthur, è un ragazzo francese di 18 anni che ha sospeso gli studi per dedicarsi interamente al mondo dell’imprenditoria. E forse ci ha visto giusto. Le prossime tappe riguardano lo sviluppo di Faveous su tablet e iPhone… [Per chi volesse seguire l'avventura, è già pronta una Fan Page e un profilo Twitter] Leggi il resto di questo articolo »
Ogni giorno milioni di informazioni vengono linkate su Facebooke Twitter, migliaia di post vengono scritti su Wordpresse Blogger e miliardi di foto e video vengono pubblicati tra Youtube, Flickre aggregatori stile Reddit. Insomma, online si trova di tutto. La cosa più difficile però è avere una panoramica chiara e abbastanza esauriente con un solo colpo d’occhio. E così qualcuno ha pensato di creare Kyoo, uno strumento di ricerca che permette di trovare ogni info di un particolare tema d’interesse sui social media. Questa piattaforma è utile soprattutto per i professionisti della comunicazione per monitorare il traffico online tra hashtag, trends e buzz. Kyoo permette di visualizzare contenuti provenienti da Twitter, Facebook, Flickr, YouTube, Google News, Wordpress, Blogger, Delicious, Reddit e Digg. Basta selezionare il canale e indicare l’argomento e si ottiene una pagina dove abbiamo moltissime informazioni sulla nostra “parola chiave“, insieme a qualche statistica, i suggerimenti e nuovi termini di ricerca affini. In più possiamo interagire con i contenuti delle diverse aree, come ReTwittare, guardare la mappa o un video. C’è anche una versione a pagamento per trend che non sono presenti.
Brand e Social Media in Italia: OssCom, il Centro di ricerca sui media e la comunicazione dell’Università Cattolica, e Digital PR hanno presentato la ricerca “Brands & Social Media. Osservatorio su 100 aziende e la comunicazione sui social media in Italia”, analizzando le iniziative di comunicazione nei social media in Italia da parte delle grandi aziende attraverso una mappatura analitica delle loro attività sui social media. Da questo studio è stata prodotto un’infografica molto interessante per il settore del Consumer Electronics, che comprende 20 aziende attive nella produzione di personal computer, telefoni cellulari, macchine fotografiche, televisori, stampanti e console per videogame. Il documento ufficiale si può scaricare qui, mentre su Flickr trovate le gallerie.
I TRENDS:
La Classifica è dominata da Nokia che registra un’elevata frequenza di aggiornamento dei profili, in relazione a un elevato numero di fan e followers su Facebook e Twitter.
Facebook si conferma luogo privilegiato per la comunicazione delle aziende (16 su 20 hanno il profilo italiano). Inoltre, le aziende sembrano orientate al dialogo, movimentando in questo modo le fan page e alimentando i confronti in una vera ottica di web 2.0.
Youtube registra un’ottima presenza: 12 aziende su 20 alimentano costantemente il proprio canale.
Twitter è in rapida crescita: 9 aziende su 20 hanno implementato l’account italiano per aggiornare e dialogare con gli utenti.
Le grandi aziende stanno abbandonando i blog aziendali, privilegiando i canali dei social network. Ma questo non significa che “i blog sono morti”, non scatti l’allarmismo.
Google si comprerà dei territori, chiamerà un paese Google City e diventerà un nuovo Stato americano. Fanta-politica? Sì, ma c’è sempre un po’ di verità. Il Wyoming è infatti il primo Stato a utilizzare una suite di strumenti di cloud computing di Google per il suo intero ramo esecutivo. Il governatore Matt Mead ieri ha incontrato il Presidente di Google Enterprise, David Girouard, per l’ultima stretta di mano: il Wyoming ha spostato tutti i 10.000 dipendenti statali e i servizi della burocrazia su Google Apps. In questo modo il Wyoming dovrebbe salvare circa 1 milione di dollari l’anno, mentre il sistema di cloud computing permetterà di preservare dati e applicazioni su server remoti sicuri gestiti da Google. Insomma, sembra una favola tecnologica a lieto fine. E mentre il Wyoming è il primo Stato ad andare ufficialmente su Google, la Associated Press riferisce che diverse città, tra cui Los Angeles, hanno iniziato a utilizzare le Google Apps for Government negli ultimi due anni, con l’obiettivo di entrare presto in questa Rete.
Ok, tutti felici, hanno fatto un bel video e tutti si sono dati pacche sulla spalle, come veri americani. Ma nessuno ha pensato di aver dato le chiavi di uno Stato a un’azienda privata? Certo, chiunque sia registrato su Google (e si parla di una cifra attorno al miliardo) ha lasciato i propri dati sensibili, ma il punto è che l’abbia fatto proprio uno Stato. Dati come ipoteche, sondaggi, catasto, misure, demografia sono di fatto nell’archivio di Google. Non vogliamo essere maligni o dubitare della professionalità di un’azienda che ha fatto la storia di Internet… ma a nessuno è venuto un brivido? Davvero? Benvenuti su Google. Popolazione stimata: 6 miliardi di persone… Leggi il resto di questo articolo »
Le statistiche parlano di un Italia sempre più connessa alla Rete, tra applicazioni e social network. E così le pubbliche amministrazioni cominciano ad attivarsi su questo versante, tra nuovi servizi e programmi dedicati al cittadino. In questo contesto sembra che si muova qualcosa anche nella sanità pubblica. Proprio da pochi giorni infatti sono apparsi un nuovo profilo su Twitter e uno su Facebook: @AUSLBologna è l’account dell’Azienda USL sulla famosa piattaforma di microblogging, che “promuove e tutela la salute, individuale e collettiva, di tutti i cittadini, residenti e comunque presenti nel proprio territorio”, mentre Azienda USL di Bologna è la pagina di Facebook dedicata. E’ un progetto ancora in fase beta, diciamo, ma ci siamo messi in contatto con l’azienda stessa, che ci ha risposto in breve tempo.
1) Com’è nata l’idea di aprire il profilo della AUSL di Bologna sui social network? L’Azienda USL di Bologna è on line con il suo sito dal 2000, e da quel momento è sempre stata orientata a comunicare e offrire servizi in tutti i modi possibili, da quelli più tradizionali, come il telefono o il passa parola a quelli più tecnologici e innovativi. I social network rappresentano uno sviluppo naturale, in questo momento, in particolare, ci stiamo mettendo alla prova con facebook e twitter. Al momento utilizziamo twitter per rilanciare le nostre news, e crediamo che, almeno in una occasione, il tweet abbia avuto l’effetto di un comunicato stampa, perché il giorno dopo abbiamo ritrovato nelle pagine locali bolognesi la nostra news copiaincollata.
2) Sarà un nuovo servizio al cittadino o una “semplice” apertura al dialogo? In effetti, l’obiettivo è verificare se una istituzione può usare pienamente il potenziale di relazione, cioè di comunicazione bidirezionale, che Twitter e FB consentono, con quelle caratteristiche di immediatezza, approssimazione e confidenza che non sono certamente tipici degli attuali modi di comunicare istituzionali. I servizi potrebbero essere informativi o di counselling, ma dovrebbero configurarsi come “dialogo”, o come chiacchiera, nel senso di chat.
Android contro iPhone, Atei contro Credenti, España contro Catalunya, Coca Cola contro Pepsi… sono solo alcune delle aree tematiche di CrowdFanatic.com, letteralmente un generatore di discussioni in crowdsourcing. CrowdFanatic è la prima piattaforma di confronto online, a metà tra campo di battaglia e social media dedicato per affrontare consapevolmente discussioni e vincere dibattiti pubblici. Esatto: è stato pensato proprio per coinvolgere direttamente gruppi o persone schierate su un qualunque argomento e fare in modo che una parte prevalga. Dopo la registrazione, CrowdFanatic.com permette di partecipare alle conversazioni e vedere chi sta vincendo, condividendo i risultati sui maggiori social network.
E se Facebook diventasse la nostra vita reale? Se i nostri comportamenti quotidiani fossero gli stessi di un social network? E se qualcosa andasse storto? E’ con queste domande che è stato partorito uno dei video virali che ha cominciato a circolare ieri per la Rete, un misto di ironia e satira che non fa altro che aprire uno spettacolo teatrale in programma a Londra. Lo spettacolo si chiama “Two boys“, dal libretto di Craig Lucas e composto da Nico Muhly, un compositore di 28 anni di New York. La sua prima mondiale è prevista il prossimo 24 giugno alla National Opera di Londra, mentre le rappresentazioni andranno avanti fino all’8 di luglio. In realtà si tratta di un’opera abbastanza drammatica, in quanto indaga in maniera inusuale il confine tra Internet e la vita reale: la trama si rifà al racconto romanzato di un teenager inglese che nel 2003 ha utilizzato il Web nel tentativo di organizzare il proprio assassinio, partendo da una chat room e finendo per essere accoltellato di sua spontanea volontà. Ma questa linea tra virtuale e reale è già stata varcata? Possiamo già dire che Facebook faccia parte del quotidiano di milioni di persone, no?
Libbooè una nuova piattaforma creata per chiunque voglia scrivere romanzi, storie o racconti, ma anche per chi vuole leggere, sperimentare e interagire con autori e il mondo della letteratura. Ma Libboo è anche un grande esperimento di scrittura partecipativa online che mira a scrivere un libro a mille mani. Che la narrativa sia sempre più 2.0 è ormai un dato di fatto, basti l’esempio di Finzioni, la rivista di “lettura creativa” al primo posto su Wikio che ha dato un nuovo significato al termine “Letteratura” grazie a un innovativo approccio e alla logica del “social”. Libboo vuole colmare il confine tra editoria digitale e social network, ma la strada è lunga.
Uno dei punti di forza della piattaforma è il sistema automatico per assegnare i diritti che si desiderano, dal completo sharing ai creative commons, fino al copyright. Da tenere sotto osservazione è inoltre l’esperimento: “Flight of the Burning Stallion” è uno dei libri a capitoli scritti dagli utenti, che di volta in volta possono aggiungere particolari nella storia, interpretare personaggi e inserire le loro idee. In questo contesto, ogni nuovo “ramo” del romanzo può costituire l’inizio di un nuovo racconto: sarà quindi come un’immensa saga o tanti “spin-off”, creando diverse linee parallele di contenuto.
Libboo è stato creato come strumento didattico dal ricercatore del MIT Christopher Kevin Howard, insieme allo scrittore Richard Wiseman. Il risultato però è contemporaneamente nuovo social network e progetto di scrittura in “crowdsourcing”. Difficile dire se avrà successo o meno, ma di certo è utile osservare come il panorama editoriale intraprenda nuove strade. Che leggere e scrivere non passi mai di moda.