Dalla rubrica “Let’s social” del quotidiano Spot & Web, 9 aprile 2010
Anno 2050. La popolazione mondiale è di circa 8 miliardi: il tasso di crescita è aumentato notevolmente dopo la nascita di genoma.xyz, dove le coppie possono scegliere tra milioni di configurazioni genetiche. Con gotoschool.abc invece i bambini possono entrare in un ambiente virtuale e studiare, giocare e fare amicizia rimanendo collegati da casa. Sono solo alcuni dei social network che hanno cambiato le abitudini delle persone: d’altra parte, con l’accesso gratuito a Internet che nel 2010 ha vinto il Nobel per la pace, le persone in rete sono aumentate del 50% in dieci anni. Ora una persona su due è indicizzata da Google, proprietaria anche degli Stati Uniti d’America.
Fantascienza? Certo, ma non siamo così lontani da ciò che può riservare il futuro. Nel 2000 entravo nel web con un modem a 56k, cinque anni più tardi la velocità minima e i navigatori erano quintuplicati, oggi esistono 23 milioni di utenti attivi solo in Italia. Le statistiche di Audiweb, rese pubbliche questa settimana, parlano chiaro: c’è un sensibile aumento dell’intera platea degli italiani online, precisamente del 13 % in più rispetto allo stesso periodo nello scorso anno. Dove si potrà arrivare dunque con questo ritmo?
Ciò che mi fa sorridere in tutto questo è vedere come gli utenti rispondano positivamente a ogni stimolo proveniente dalla rete, mentre le aziende tardano a non possedere un reale vantaggio e a capire la rivoluzione in atto – che tra l’altro è già finita e parlerei di evoluzione continua. Non si tratta di perpetrare un modello capitalista che Ford generò grazie a una sola macchina, bensì di accettare nuovi modelli comunicativi, saper ascoltare, parlare, interagire a 360 gradi. Il recente studio The value of communications in a downturn, pubblicato dalla società di business communication Avaya, ha evidenziato un deterioramento nella qualità delle comunicazioni sia interne che rivolte ai propri clienti e fornitori. L’indagine è stata condotta su 2.502 dipendenti di aziende francesi, tedesche, italiane e inglesi e ha visto il 70% degli interlocutori esprimere un parere negativo su una serie di aspetti comunicativi.
Come può essere? Viviamo in una società internet oriented dove l’80% dei millenials – la generazione y, ossia i nativi digitali che ora hanno tra i 16 e i 20 anni – usa quotidianamente i social media e il 20% degli over 65 compie operazioni di e-banking con estrema disinvoltura. Come può essere che le società stiano ancora sulla difensiva?
Proprio questa settimana ho partecipato a un seminario presieduto da Diego Biasi, Direttore Generale di Business Press e vera personalità nel campo della comunicazione, dove il vivere social era l’argomento di dibattito. La prima cosa che ho pensato alla conclusione dell’incontro è stata che sarebbero dovuti essere presenti molti clienti che si affidano alle agenzie di marketing e comunicazione: non si ha ancora la percezione reale di quanto sia facile oggi guadagnare, promuovere o miseramente fallire solo in relazione a un video diffuso su youtube. E questo solo per fare un esempio.
È questo il periodo della svolta: esserci ora significa esserci domani. Continuo a dirlo e non mi fermo a colleghi o clienti: spesso quando gli amici mi chiedono di cosa mi occupo, mi ritrovo a parlarne per almeno dieci minuti di fila. Solitamente, però, la critica che sento più spesso è quella della facilità d’uso: in fondo, che ci vuole a farsi un account di facebook o a caricare un video?
Certo, Internet e i social network sono alla portata di tutti perché semplici, veloci, intuitivi, cosicché la maggior parte della gente sottovaluta o, peggio ancora, si improvvisa professionista. Sapendo che i mattoni sono duri e la malta lega, fareste costruire la vostra casa a un gruppo di persone qualunque? Dopo che avete descritto freno, acceleratore e frizione, vi fareste accompagnare a casa da qualcuno senza patente?
La mia non vuole essere una polemica sterile, ma una base di riflessione per tutti coloro che ogni giorno ricevono o scrivono email, cercano notizie sul web o accedono a facebook. Internet e i social network hanno già cambiato molte regole della comunicazione, personale o professionale che sia, ed è il momento di riconoscerlo, accettarlo, magari giocarci.
Mi piacerebbe mandare un messaggio a tutti i responsabili marketing, direttori e “semplici” persone. Mi piacerebbe mandarlo dal futuro. Chissà, magari qualcuno mi risponderebbe anche. Anno 2050. La popolazione mondiale è di circa 8 miliardi: il tasso di crescita è aumentato notevolmente…





