Un social network dedicato ai professionisti dell’advertising, della comunicazione e del marketing? Esiste. O almeno, esisterà a breve. Parliamo di Worldadcom, un vero e proprio hub di riferimento che desidera diventare “il più completo social network per tutti i professionisti che lavorano nell’advertising“. In poche parole, Worldadcom ha investito in un sistema abbastanza originale: per ogni “annuncio” caricato da qualsiasi utente, gli altri possono etichettare se stessi, gli altri o essere “taggati” a propria volta, creando una sorta di elenco completo riferito al lavoro. Con un semplice tag il “portafoglio” viene aggiornato di default e il profilo acquisisce autorevolezza e visibilità , aumentando di volta in volta i contatti della propria rete. Questo modo di interpretare il social è qualcosa di innovativo, perché permette davvero di sapere “chi sta dietro” alla comunicazione: chi ha scritto il payoff, chi ha disegnato la grafica, chi ha realizzato il banner e così via. Collegando le persone e le imprese, Worldadcom potrebbe generare una rete infinita di connessioni.
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#8marzo, festa della donna. E dell’epic fail
8 marzo, festa della donna… ma anche festa per gli EPIC FAIL della comunicazione! Oggi stanno fiorendo auguri da tutte le parti e anche le società non hanno perso tempo per mandare le loro congratulazioni. Mai come quest’anno però sembra che creatività , professionalità e ingegno siano state messe da parte, in favore di advertising e auguri fallimentari. Ne abbiamo trovati diversi, ma ci soffermeremo sui tre più eclatanti di oggi. Che se non ci fosse da ridere, sarebbe davvero da piangere. Per il resto, anche noi ci uniamo al coro di felicitazioni per tutte le donne del mondo, ben sapendo che non basterà mai solo un giorno per cambiare le cose. E ricordatevi: “L’umanità senza la donna sarebbe scarsa. Terribilmente scarsa”. [Mark Twain]
Algida
Oggi l’Algida ha deciso di pubblicare un originale augurio su Facebook. Forse troppo originale. Anzi, talmente originale che è stato rimosso. Ma Internet non dimentica ed ecco qui lo screenshot imputato. Diciamo che l’intenzione era buona… ma l’inferno è lastricato di buone intenzioni, si dice così, no?
Pubblicità adesiva sulle cosce? Sì, esiste
La pubblicità paga… se vista. Ogni giorno migliaia di creativi e pubblicitari cercano quindi strategie vincenti per posizionare brand, servizi e prodotti. Poi arriva qualcuno che opta per una soluzione banale, forse un po’ volgare, ma di certo che non passa inosservata: le gambe delle donne. Quanti uomini non guardano una bella donna? In realtà si potrebbe anche pensare al contrario: quante donne non guardano un bell’uomo? Solo che c’è una differenza sostanziale: di solito gli uomini non portano le gonne e un paio di belle gambe possono sempre diventare un “manifesto” pubblicitario. Quante volte abbiamo visto per esempio la cartellonistica di calze o intimo? Modelle con gambe chilometriche che indossano collant di varia natura, per dire. Be’, veniamo al dunque: l’agenzia Japanese PR ha iniziato a offrire ai propri clienti una nuova possibilità per incrementare il loro business, ossia incollare adesivi pubblicitari sulle gambe nude di belle ragazze. Le maggiorenni che accettano hanno un compenso fra i 13 e i 128 dollari al giorno. Idea geniale o da condannare?

Nina Agdal per Carl’s Jr: quando hamburger fa rima con malizia?
Hamburger, fast food e… belle donne? C’è qualcosa che non torna, eppure Hardee’s and Carl’s Jr. – una popolare catena americana – ha puntato alle curve e alla malizia di Nina Agdal, la modella danese di 20 anni resa famosa dall’edizione Swimsuit 2012 di Sports Illustrated. Pare che il mondo della comunicazione stia esaltando lo spot: non c’è che dire, i maschietti non possono che essere felici di vedere questa ragazza in bikini. Il rumore dei morsi al panino, la voluttuosità forzata e la gag con il classico macho da spiaggia rendono il video goliardico, una cosa del tipo “Sappiamo che c’è una donna mezza nuda, ma lo facciamo ridendoci insieme. Ah, venite a mangiare da noi!”. Ci viene da pensare però a un altro target di riferimento, che nei fast food non ci vanno solo gli uomini. E ancora una volta possiamo chiederci se l’immagine della (bella) donna venga in aiuto alla mancanza di (reale) creatività . Che poi… ma che metabolismo avrà questa Nina?
Il vero amore esiste… solo nella pubblicità ?
Il vero amore esiste: fior fiore di storie sono nate con questo presupposto, senza parlare di principi azzurri, romanzi e… pubblicità . Sì, perché l’amore attira sempre. E ci mancava proprio quest’ultimo tassello, quello di una comunicazione targetizzata che integra sentimento, sesso e business. Parliamo della OrionMedical, azienda farmaceutica che in Brasile ha lanciato una campagna diretta agli over 60 con la proposta di una sorta di “viagra“. Il banner in realtà potrebbe essere giudicato da diversi punti di vista. Il primo: l’azienda propone il trend che vede in crescita la libido dei “pensionati”. E come? Semplice: un arzillo vecchietto che abbraccia una bellissima ragazza in uno scenario che non ha niente a che fare con la ricchezza. Di qui il pay off: “True love exist“. Niente di male, insomma, una campagna “accattivante” per sedurre i non più giovani. Però viene da chiedersi – e qui il secondo punto di vista – se poteva essere ritratta anche una felice coppia di sposati, piuttosto della banalità della “bella figliola“. Non vogliamo essere moralisti, per carità , però di banner ne sono usciti due ed entrambi con due ragazze che potrebbero far girare la testa a qualunque maschietto. Campagna di comunicazione banale o geniale? A voi la scelta.

Personalized Marketing… una nuova frontiera?
Instant Direct Personalized Marketing: potrebbe essere un nuovo tipo di strategia di comunicazione… e di certo la prima a fregiarsene sarebbe un rivenditore canadese di Porsche. A giugno scorso è stato infatti creato un team ad hoc per promuovere le auto di lusso, in un quartiere residenziale di Toronto: con una Porsche nuova fiammante lo staff si è avventurato tra le villette a schiera, fotografando di volta in volta la macchina parcheggiata in ciascun vialetto. Successivamente è arrivato il furgone con tutte le strumentazioni del caso, come mac e stampante… e dei volantini totalmente personalizzati sono stati creati al volo per ciascun residente, nella buchetta della posta. Morale dell’advertising: ogni abitante del quartiere ha ricevuto un bella pubblicità con la fotografia più personalizzata che mai, a vedere effettivamente come sta un gioiellino di veicolo davanti a casa. Ora aspettiamo di vedere se qualcuno effettivamente non ha resistito alla tentazione… ci sarà stato qualche acquisto?

Le pellicce sono sempre nell’occhio del ciclone: da diversi anni ormai gli animalisti e gli amanti degli animali ne hanno fatto un principio, una lotta da riproporre incondizionatamente. Da capo di alta moda ad abbigliamento da evitare il passo è stato breve, ma se le pellicce si vendono il perché è semplice: c’è chi le compra. Esistono organizzazioni più o meno famose che creano vere e proprie campagne di comunicazione contro l’uccisione indiscriminata di animali per prendere il prezioso (più per loro che per noi, diciamolo) pelo. Tra queste c’è la 








