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Come essere popolari su #Twitter? Con un algoritmo…

Essere popolari su Twitter è facile: basta studiarne l’algoritmo. E così è successo. Nell’ultimo agosto, i membri di HP Labs (la divisione ricerca di HP) e l’UCLA (University of California, Los Angeles) hanno infatti studiato ed esaminato per una settimana le notizie pubblicate, classificandole in base a quattro criteri: la fonte, la categoria della news, la soggettività nella scrittura e le persone o gli argomenti chiamati in causa. Dopo aver “vivisezionato” la notizia, il passo successivo è stato quello di vedere come il messaggio veniva diffuso su Twitter, valutando il rapporto velocità/diffusione con il punteggio su ciascuno dei quattro criteri e la popolarità su Twitter stesso. L’esperimento ha dimostrato che è possibile stimare, dentro un preciso intervallo, la popolarità che può avere una storia, con un’efficacia di addirittura l’84%, considerando soltanto il contenuto del tweet.

Nella teoria, quindi, è possibile calcolare in anticipo quanto popolari possano essere i nostri messaggi. Il panorama ora diventa più complesso: affinando questo meccanismo, non è così impossibile pensare a un tipo di software – magari come il correttore automatico di Word – che possa correggere e rendere efficace la comunicazione sulla celebre piattaforma cinguettante. Al momento i profili dei brand vengono spesso affidati ai specialisti dei social media – si spera – che, con esperienza e in sinergia con le aziende, rendono stimolante una qualsiasi presenza online. Questo nuovo modo di interpretare le relazioni e i contenuti, attraverso la matematica, potrebbe però aprire nuovi scenari, forse meno umani da una parte, ma più efficaci dall’altra. Oppure tutto si risolverà in una bolla di sapone. Chissà. [Per approfondire]

What do you love: Google lancia un nuovo tipo di ricerca

Google ha lanciato un nuovo servizio: wdyl.com, ossia “What Do You Love“. Attraverso questa piattaforma l’utente può cercare qualsiasi cosa e avere sott’occhio in una sola pagina ogni risultato proveniente da tutte le risorse e applicazioni di Big G. Può essere visto come il riassunto di anni e anni di ricerca e pratica da parte di Google, grazie a tutti i prodotti, servizi, portali e funzionalità che gli ingegneri di Mountain View hanno reso disponibili in Rete. Abbiamo a disposizione delle “vetrine” telematiche che ben catalogano le search di Gmail, Picasa, Libri, Immagini, Gruppi, Trends e via andare. Ok, può essere vista come una promozione di Google stesso, ma possiamo anche pensarlo come strumento aggiuntivo di Google stesso, anche se non è ben chiaro l’algoritmo che si cela dietro. Sarebbe bello avere il punto di vista di utenti e professionisti (SMM, SEO, programmatori, ecc…)… To be continued? Leggi il resto di questo articolo »

Nuovo algoritmo di Google per ridefinire le ricerche di qualità

Google ha lanciato da poco un cambiamento algoritmico per le ricerche online con interfaccia in lingua inglese, inserendo anche nuove possibilità di feedback per migliorarlo: è quanto rivela il blog ufficiale di Google per Webmasters. Inoltre, questo cambiamento va anche più in profondità nella “coda lunga” di siti web considerati di bassa qualità per restituire in questo modo risultati di qualità superiore in cui l’algoritmo potrebbe non aver effettuato una valutazione precedente. Al momento questi cambiamenti sono stati attivati solo negli Stati Uniti, mentre il Resto del Mondo dovrà ancora pazientare: Google vuole essere sicuro di fornire un servizio sicuro prima di imporre il nuovo cambio a livello globale. Al momento, sulla base delle prove effettuate, l’algoritmo viene considerato molto accurato per rilevare la qualità – definita da alcuni parametri – di un sito.

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