Abusi sulle donne: il 65% delle vittime di violenza domestica lo tiene nascosto. Su questo allarmante dato, la popolare blogger e make up artist Lauren Luke ha recentemente caricato un video di denuncia sul suo canale Youtube: nella clip, come ogni tutorial che settimanalmente la youtuber aggiorna, insegna a coprire i lividi e le ferite di un’aggressione in casa. Lauren fa finta di niente e come se fosse la normalità racconta ai fan come truccarsi secondo piccole e facili regole… ed è proprio questo il dramma che viene denunciato: la violenza non è un evento normale e #dontcoveritup diventa l’hashtag della campagna, ossia “Non nasconderti”. Il messaggio che viene trasmesso è infatti quello di denunciare i maltrattamenti subiti, seguendo la politica dell’associazione che in primis è attiva in questo tipo di lotta e che ospita la comunicazione di Lauren, refuge.org.uk.
Un social network per trovare, offrire e cambiare lavoro: si chiama Jobberone ed è un’idea – probabilmente vincente – tutta italiana. Nell’ultimo week end è stato presentato a blogger e professionisti del settore “social”, attivando subito l’attenzione su un’impresa nata più da una ricerca di una soluzione che da un business plan. Jobberone si è ufficialmente presentato alla Rete il 24 gennaio scorso, quando il CEO Olliver Mayr (qui a sinistra, in piedi) ha presentato il progetto partendo da dove tutto è cominciato, ovvero dal suo obiettivo: risolvere un problema grave e sentito, colmare cioè l’attuale gap tra domanda e offerta nel mondo del lavoro, facendo in modo che lavoratori e aziende possano incontrarsi direttamente e facilmente senza intermediazioni o costi. In molti hanno provato a portare il business in chiave social, realtà che portano nomi più o meno altosonanti come LinkedIn, Xing, Viadeo, lo spagnolo Parobook e altri portali dalle caratteristiche sempre più “condivise” come Monster o InfoJobs. In molti ci hanno provato, ma nessuno è ancora arrivato a un livello che, se guadagnato, porterebbe davvero un valore aggiunto al mondo dei lavoratori. Questo livello è la missione di Jobberone, ovvero: “Jobberone non nasce come un’idea per fare soldi ma come uno strumento per aiutare la gente a trovare lavoro”.
Samsung cerca Blogger Reporter: è la nuova campagna “Samsung Global Blogger” attraverso la quale Samsung “sta cercando in tutto il mondo persone curiose, fantasiose e motivate, da mandare a Londra per il viaggio più straordinario della loro vita, alla scoperta dei Giochi Olimpici di Londra 2012“. Si tratta di un contest internazionale che l’azienda ha creato per trovare 4 Blogger (in Italia, 60 in tutto) che durante i Giochi “avranno l’opportunità di scoprire il meglio che la città ha da offrire e parlarne al mondo attraverso un video blog creato appositamente per loro”. Insomma: viaggio, vitto, alloggio, accesso alle Olimpiadi e ai suoi protagonisti e la possibilità di parlarne come meglio si desidera… l’idea non è affatto male, ma la concorrenza è davvero agguerrita. Per partecipare alla selezione bisogna inviare un video di 30 secondi in inglese in cui si spiega quanto saremmo bravi a raccontare come un vero reporter le migliori storie e curiosità direttamente dai Giochi Olimpici di Londra 2012. Per maggiori info, c’è il sito creato per l’occasione… e in bocca al lupo!
Make it count. Ovvero: fare il giro del Mondo in 10 giorni, stipendiati dalla Nike. Lui è un blogger, o meglio: è un film-maker indipendente che ha trovato su Youtube la chiave del suo successo. Ne abbiamo parlato già qualche tempo fa, di Casey Neistat, quando la sua denuncia diventò un virale in pochissimi giorni, arrivando a 5 milioni di visualizzazioni. Ma andiamo con ordine: la Nike non ha certo bisogno di presentazioni, ma il suo nuovo oggettino Fuelband sì. Si tratta di un braccialetto che registra tutti i tuoi movimenti, collegato in tempo reale con l’applicazione per smartphoneNike+. L’azienda ha quindi pensato di dare un cospicuo budget a Casey per girare un film, potenzialmente “virale”, e spiegare il concetto di “Make it count“, payoff della campagna e hashtag su Twitter.
Casey non è affidabile, è un battitore libero, decide di prendersi i soldi e spenderli tutti, ma al posto di girare un film, decide di girare il Mondo. E così parte con l’amico Max, anche lui talentuoso film-maker. Il risultato è un fantastico video-reportage che sa di libertà , movimento e cultura, nonchè la migliore pubblicità che la Nike potesse avere: un video che sta diventando già ora un virale degno di nota su Youtube con oltre 100 mila visualizzazioni in meno di 24 ore, in continua crescita. Casey e Max si sono spostati in Francia, Egitto, Londra, Kenya e pure Italia tra Roma e… un particolare di cronaca che ben conosciamo (minuto 3:15). Questo progetto mostra ancora una volta le qualità dei blogger e dei brand che scelgono più spesso di veicolare i loro messaggi alla sfera di Internet, lasciando da parte i vecchi testimonial da tappeto rosso…
Motor Show 2011: tutto pronto per la trentaseiesima edizione del Salone dell’automobile più famoso d’Italia – e non solo – che aprirà i battenti da domani 3 dicembre all’11 del mese. Oggi, 2 dicembre, la Fiera di Bologna ha invece accolto operatori, Stampa e Blogger… e per il secondo anno consecutivo noi abbiamo partecipato al Blogger Day, una fantastica giornata trascorsa tra motori e test-drive, donne affascinanti e piloti d’alta esperienza, fuoriserie e una storia italiana realizzata attraverso i modelli esposti. Bellissima esperienza insieme ai più importanti personaggi dell’online, come Rudy Bandiera, Claudio Gagliardini, Luca Rosati, Roberto Rossi e tanti altri… eravamo una trentina divisi in tre gruppi! Come da comunicato ufficiale, oltre alla conferma di Electric City ‘powered by Enel’, quest’anno c’è un focus sull’innovazione tecnologica, con l’esordio di Innovation Hall “powered by Autostrade per l’Italia”, e padiglioni a tema, dedicati alle auto che hanno fatto la storia dell’automobilismo con Icon Cars, una vera e propria mostra di auto d’epoca, e alle supercar di lusso con Luxury Time, che riunisce le auto dei brand più prestigiosi del segmento haut de gamme abbinati a una sezione di alta orologeria.
Come Giada Michetti, Amministratore Delegato del Motor Show, ci ha raccontato questa edizione è “lo specchio dei tempi per il mercato dell’auto, con vetture sempre più sicure e verdi“. In effetti la sensazione è stata proprio questa, un’esposizione che ha puntato più alla qualità che alla quantità , in tutti i sensi. Quest’anno i padiglioni sono stati studiati accuratamente per dare più respiro a design e macchine da sogno, puntando sì all’innovazione (da leggere tutte le novità sui presenti ragazzi di Blog Motori), ma anche alla Storia dell’automotive. Il nostro Blogger Day si è destreggiato tra prove su strada, visita ai padiglioni, chiacchiere con i team del paddock, in un susseguirsi di macchine che farebbero innamorare dei motori anche chi non ci ha mai avuto a che fare. Presenti anche tantissime e meravigliose hostess, come a non cambiare la tradizione tra donne e motori. Tra i blogger c’è stata anche una bellezza freschissima e genuina, quella di Ilaria Cataldo, la Madrina 2.0 incoronata online dal Motor Show per l’occasione.
Ogni giorno milioni di informazioni vengono linkate su Facebooke Twitter, migliaia di post vengono scritti su Wordpresse Blogger e miliardi di foto e video vengono pubblicati tra Youtube, Flickre aggregatori stile Reddit. Insomma, online si trova di tutto. La cosa più difficile però è avere una panoramica chiara e abbastanza esauriente con un solo colpo d’occhio. E così qualcuno ha pensato di creare Kyoo, uno strumento di ricerca che permette di trovare ogni info di un particolare tema d’interesse sui social media. Questa piattaforma è utile soprattutto per i professionisti della comunicazione per monitorare il traffico online tra hashtag, trends e buzz. Kyoo permette di visualizzare contenuti provenienti da Twitter, Facebook, Flickr, YouTube, Google News, Wordpress, Blogger, Delicious, Reddit e Digg. Basta selezionare il canale e indicare l’argomento e si ottiene una pagina dove abbiamo moltissime informazioni sulla nostra “parola chiave“, insieme a qualche statistica, i suggerimenti e nuovi termini di ricerca affini. In più possiamo interagire con i contenuti delle diverse aree, come ReTwittare, guardare la mappa o un video. C’è anche una versione a pagamento per trend che non sono presenti.
Quando la televisione tenta di analizzare Internet o strapparne notizie, spesso si creano discussioni virali che continuano per giorni e addirittura settimane. Qualche tempo fa l’abbiamo visto con il servizio delle Iene sul mondo degli Emo, prendendo in considerazione alcuni giovani del web. E così è successo ieri con la puntata di Report, la celebre trasmissione della brava giornalista Milena Gabanelli. Un servizio di oltre un’ora che ha “smembrato” i social media, la privacy, le applicazioni del web, suscitando oggi una forte reazione del Web, tra addetti ai lavori, utenti dei social network e telespettatori che sono tornati sul web per dire la propria. C’è chi ha trovato la puntata illuminante, chi una pagliacciata e chi un punto di vista come tanti. Sono andato alla ricerca delle reazioni, scoprendo pro e contro e cercando così di dare voce alla Rete.
I primi commenti vengono da Twitter dopo un mio messaggio lanciato in mattinata. Diciamo che qui le critiche più o meno costruttive – o distruttive – sono state più acute degli altri media, si voglia per i 140 caratteri che lasciano poco spazio a disposizione della diplomazia. Leggi il resto di questo articolo »