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Hyundai, “Storm” tra donne eccitate e “innovazione” fallita

Donne e motori: binomio che va avanti ormai da parecchio tempo, lo sappiamo tutti. Cosa c’è di nuovo quindi? Niente… ma la Hyundai ha deciso di puntare ancora una volta a questo match. La celebre casa automobilistica ha lanciato un nuovo spot – e payoff – in Olanda, che presto potrebbe arrivare anche in Italia. Si tratta dell’ultima uscita, la Hyundai Santa Fe “Storm Edge”, un SUV con “una linea scultorea così dinamica e fluida da racchiudere tutta la suggestività degli attimi prima di una tempesta“, dicono i suoi progettisti. Ma torniamo al video: donne visibilmente accaldate, gelati che si sciolgono e – nella versione non censurata – generose scollature senza reggiseno e upskirt in primo piano. I riferimenti sessuali sono davvero tanti, senza considerare il fatto che tutte le modelle vengono attirate dal fascino della macchina, guidata da un uomo di una certa età, tra l’altro. Attirate e… pare, soddisfatte. Alla fine di questa pubblicità arriva il payoff: new thinking, new possibilities. Un nuovo modo di pensare? Dove? Nuove possibilità? Be’, se l’effetto della macchina è pari a quello dei celebri adv di Axe, possiamo ipotizzare di quali possibilità stiamo parlando… Appello ai pubblicitari: dove siete finiti tutti? Il regno della creatività sta per essere divorato dal Nulla come ne “La Storia Infinita”?


Sesso in macchina? Lo spot censurato di Idealista.it… ma solo in Italia

Sesso in camporella o meglio comodi a casa? È su questo concept che è stato sviluppato il nuovo spot di Idealista.it, portale immobiliare che sta facendo parlare molto di sè nelle ultime ore. Come recita nel sito, la nuova pubblicità è stata rifiutata dalle emittenti italiane, dalla RAI a MTV, perché considerata “potenzialmente offensiva nei confronti dei telespettatori”. Idealista.it si difende così: “Lo spot è in linea con un brand non convenzionale nel mondo immobiliare che strizza l’occhio ai giovani e a chi si sente giovane. Proprio a questi è destinato lo spot che sprona a trovarsi una casa su idealista.it, partendo da un’intuizione semplice: in quale momento hai pensato: “ho bisogno di una casa…”? la risposta che ci è venuta più spontanea è stata: “quando fai sesso in macchina con la paura di essere beccato in flagrante”. Abbiamo pensato che l’idea fosse davvero divertente e che milioni di italiani potessero identificarsi nella situazione che la sequenza mostra in modo ironico”. In Italia non vedrete questo video in nessuna televisione, mentre in Spagna ha passato il regolamento ed è stato consentito con una versione velata prima dalle 22:00, corrispondente al prime time per gli spagnoli, e con quella integrale dopo tale orario. A guardarlo non sembra particolarmente offensivo, anzi, paragonato a certi spettacoli che sono nel normale palinsesto italiano anche in prima serata pare quasi una barzelletta. Saranno le scene omosessuali? Le posizioni? L’argomento? E dire che siamo stati abituati a ben peggio… Guardate voi stessi qui sotto la versione completa di “Beccati“.

Twitter lancia le “hashtag pages”: la prima prova è con #NASCAR

Twitter lancia le hashtag pages e punta al social media marketing spinto. Il popolare social network, che da ha poco superato la soglia dei 500 milioni di utenti attivi mensili, per il primo spot in tv sceglie Nascar e l’introduzione a una nuova feature che premette probabili buoni investimenti. Giovedì scorso è stato proprio il blog di Twitter a darne l’anticipazione e nelle ultime ore sono andate in onda le pubblicità relative, proprio durante gli attimi concitati delle corse NASCAR. Ed è proprio su questo hashtag che gira la novità: se andate a vedere twitter.com/#NASCAR vedrete come un nuovo profilo, ma con le logiche delle “etichette” made in Twitter. Nell’header centrale ci sono le foto che cliccando vanno direttamente sulle pagine dei tweet pubblicati, mentre nella colonna di sinistra troviamo le “persone più popolari” legate a quel preciso tema di discussione. Già alla fine dell’anno scorso, Twitter aveva annunciato le brand pages dedicate alle aziende: in realtà ora questa nuova caratteristica potrebbe portare in errore l’utente meno esperto… ma questa è solo una considerazione a caldo. A livello di usabilità, invece, secondo quanto riportato anche da Blogosfere, “non sarà più il solito hashtag pieno di cinguettii ma avrà una grande personalizzazione, con tanto di foto e top tweet: a gestirne il flusso, inoltre, non sarà solo il classico algoritmo ma anche persone in carne ed ossa che potranno selezionare i post più rilevanti“. A questo punto si aprono diverse strade, sia a livello di personal branding che a quello di eventi live, ma c’è una domanda da farsi: se il flusso delle informazioni su un preciso hashtag venisse controllato, la bellezza che ancora oggi troviamo nella spontaneità di uno strumento come Twitter… verrà a meno? Chi ci dice, insomma, che un brand, servizio o fatto non incappi in una sorta di censura da parte di uno scrupoloso admin di “hashtag page”? Vedremo… Intanto qui e qui potete vedere gli spot andati in onda.

L’Iran vuole sostituire il Web con una Rete interna. E addio Windows & Google.

Parlare di comunicazione significa informare anche quando viene a mancare: questo può essere in effetti il prossimo passo dell’Iran, la Nazione del Medio Oriente guidata dal conservatore Ahmadinejad. Le informazioni arrivano direttamente dal Wall Street Journal: pare infatti che il Governo Iraniano stia preparando una nuova forma di censura, una sorta di Internet nazionale che potrebbe scollegare definitivamente lo cyberspazio del Paese dal resto del mondo. Da parte dell’Establishment questo sarebbe il miglior modo per porre fine alla lotta per il controllo di Internet, sia all’interno che all’esterno del paese, senza contare che l’Iran è già tra le nazioni con i mezzi più sofisticati nella censura online. A beffare la popolazione sarà anche la promozione di questo intervento sulla Rete: agli abitanti sarà fatto vedere come una misura di risparmio per i consumatori e come un modo per sostenere il codice morale islamico.

Questo sto accadendo proprio a pochi giorni da una maxi-multa che farà da esempio mondiale: un Tribunale egiziano ha comminato 90 milioni di dollari alle tre teste a capo del Governo nazionale per il reato di aver scollegato per cinque giorni il Paese sia dal web che dalle reti cellulari. Già nel mese di febbraio Reza Bagheri Asl, direttore dell’istituto di ricerca del Ministero delle telecomunicazioni iraniano, aveva accennato che presto il 60% del Paese avrebbe usato una rete interna, una sorta di Intranet aziendale insomma, ma allargato ai confini nazionali. Ed entro due anni questo progetto si estenderebbe a tutto il territorio.

Questa iniziativa sarebbe dunque il miglior modo del Governo per affrontare l’invasione online delle idee, la cultura e l’influenza dell’Occidente. Il leader spirituale dell’Iran, l’Ayatollah Ali Khamenei, insieme ad altri alti funzionari, ha chiamato questo conflitto emergente “soft war“. Leggi il resto di questo articolo »

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