Forum Giovani e Creatività Digitale: nuova giornata d’incontri per raccontare come la creatività si trasforma in sviluppo e impresa! Torna il progetto “Giovani e Crossmedialità – we art Technology”, che prosegue con il Forum “Giovani e creatività digitale”: appuntamento per giovedì 6 giugno alla sala dell’affresco del Comune di Vigevano. Il programma del Forum affronterà la creatività e l’innovazione nel loro intrecciarsi in prodotti, mercati, linguaggi, professioni in due sessioni: la mattina interverranno importanti professionisti del mondo digitale, mentre nel pomeriggio a parlare saranno i giovani under 35. Il Forum racconterà come le tecnologie digitali s’intreccino con i nuovi linguaggi e le nuove professioni creative. Nella mattina interverranno molti professionisti ed esperti dello scenario europeo, nel pomeriggio la parola passerà invece ai giovani under 35 per affrontare le principali tendenze del fare digitale. Tra gli interventi: Enrico Bassi, co-fondatore di FabLab; Francesca Morea, co-fondatrice di Plug Creativity; Riccardo Milanesi, cofondatore di The Lab; Pietro Ferraris, sviluppatore dell’app Map2app e Elena Favilli con la sua app Timbuktuinserita oggi in 500startups, acceleratore della Silicon Valley.
Cosa regalare ai bambini per Natale? Secondo le ultime ricerche i genitori spendono sempre un capitale per soddisfare i desideri dei figli, tanto che l’ultimo anno solo in America hanno speso 135 miliardi di dollari in regali durante le festività natalizie. E il regalo più ambito? I videogiochi! E tutti sappiamo che non sono proprio economici. Da qui l’idea – o meglio, la domanda – del Chicago Children’s Museum: i bambini possono ancora divertirsi con qualcosa di gratuito? Oppure con qualcosa che non ha istruzioni, ma solo fantasia e – chissà – un paio di forbici e del cartone? Per scoprirlo è stato creato un nuovo negozio di giocattoli sulla via centrale di Chicago, un negozio davvero alternativo: non ci sono giocattoli. All’interno si trovano solo tanti cartoni e scatole, un laboratorio, utensili e colori vari. A vedere questo video – che ora sta girando sull’onda della viralità – la risposta alle domande iniziali è una sola. Ottima prova di forza della creatività e ottima sfida di comunicazione per il museo dedicato ai bambini. E voi cosa pensate di regalare ora ai più piccoli?
Giovani creativi unitevi: è un lavoro sporco, ma qualcuno dovrà pur farlo. Questo potrebbe essere il messaggio della “Young Creatives Competition” di Eurobest che si terrà a Lisbona (Portogallo) per fine novembre, la competizione internazionale dedicata ai giovani creativi del mondo della pubblicità e della comunicazione. Perfetto… se non fosse per questo spot “creato” per reclamizzare la manifestazione. Tre donne nude in una jacuzzi che giocano tra di loro, la musica soft-porno e il clichè del cliente finale, vestito di tutto punto nella vasca. Forse la FUEL LISBOA, agenzia che ha prodotto il video, voleva davvero divertirsi con gli stereotipi, ma quello che ne salta fuori è effettivamente un messaggio ambiguo, destinato più a un pubblico maschile che femminile… e di donne creative ce ne sono davvero tante! Ci sono dunque due modi per guardare l’annuncio: o si ride oppure ci si schifa, non andiamo tanto per il sottile. In realtà ce ne sarebbe un terzo e cioè chiedersi: “Ma non c’era un modo più creativo per fare lo spot?“.
Tipografia, Star Wars e benificenza: questa è la storia di H-57 Creative Station, un’agenzia di Milano che ha deciso di creare dei poster originali, un po’ per passione, un po’ per gioco. I creativi hanno infatti scelto tre personaggi importanti della saga di George Lucas (Darth Vader, Yoda e uno Stormtrooper) e ne hanno delineato l’aspetto solo attraverso elementi tipografici, lettere, parentesi e quant’altro. Una prova di stile, insomma. Quello che nessuno si aspettava, però, è stato il successo improvviso di questa “campagna improvvisata“: grazie all’apprezzamento di diversi blog e magazine prima e al sostegno addirittura della Lucasfilm dopo, i manifesti sono stati messi in vendita su ebay, donando l’intero ricavato alla Make A Wish Italia, l’organizzazione no profit che realizza i desideri dei bambini con gravi malattie. Ogni singolo personaggio è stato stampato in 300 copie numerate su carta, organizzando in seguito un grande evento a Milano dove sono stati venduti 11 manifesti speciali in edizione limitata stampati su tela. Una storia che passa dalla comunicazione e che ha davvero un lieto fine, difficile di questi tempi. E non possiamo che fare i complimenti a tutti i protagonisti di questa speciale “saga”. Qui sotto il video e i poster.
Il preservativo firmato Louis Vuitton: è da qualche settimana che nella Rete circolano le foto di questo “luxury condom” firmato da una delle più importanti case di moda contemporanee. Ha destato prima sorpresa, poi qualche polemica, ma in realtà non si tratta di una mossa del marketing, bensì della designer Irakli Kiziria, autrice di Designprovocation.com. Circola anche che sia in vendita a 68 dollari (53 euro circa), ma naturalmente questi preservativi non sono ancora in commercio. L’idea di Irakli è stata una scommessa: pubblicare questo contraccettivo in puro stile Vuitton nella speranza di un lancio ufficiale per il World Aids Day e beneficiare in questo modo l’amfAr (The Foundation for AIDS Research). Non si sa ancora come l’azienda abbia preso questo “fake”, se metterà in campo i legali o premierà la designer per il suo stravagante progetto. Di certo è che questo “lussuoso preservativo” potrebbe benissimo diventare un oggetto da collezione, senza dover essere usato e fare in modo che un ente che lotta contro questa terribile malattia possa approfittarne. Da un’altra prospettiva, si potrebbe anche pensare che Irakli abbia approfittato del momento per avere un po’ di luce addosso. Le idee creative non sempre pagano, però portano sempre parecchia visibilità…
La storia della pubblicità è piena di spot di cattivo gusto, provocazioni e promozioni al limite del divertissement, ma ultimamente sono apparse in giro alcuni adv che stanno facendo discutere più del solito. E non si parla solo di piccole aziende che vogliono scandalizzare per avere più luce con il motto “Che se ne parli bene o male, l’importante è che se ne parli”. Ha già fatto qualche giro online, ma la notizia che riguarda la nota marca Diesel divide l’audience tra ironia e sessismo: in India, a chi realizza una spesa maggiore di 150 dollari, verranno regalate come gadget i “Blowjob kneepads“, ossia le comode ginocchiere per fare in modo che il sesso orale non provochi indolenzimento agli arti inferiori. In realtà si tratta di una vecchia promozione che per qualche strano motivo è tornata ora a far parlare di sè. Che ne pensate?
Altro brand del fashion, American Apparel, ha recentemente puntato sull’allusione sessuale per vendere… scarpe. Esatto: la campagna di comunicazione si articola in diversi scatti che poco lasciano all’immaginazione e che qualcuno ha già definito poco creativa perchè è “troppo facile farsi pubblicità in questo modo“. Art director della campagna è Tony Kelly, il quale ha indubbiamente scattato delle bellissime foto… ma che magari per certe cose le scarpe sono l’ultima cosa a cui si pensa. Anche qui i dubbi sono tanti, si può prendere la cosa con leggerezza e sorridere oppure pensare che la creatività stia perdendo colpi.
“Red Bull mette le ali alla tua fantasia e creatività e ti invita a ideare il suo nuovo spot. Potrai caricare le tue proposte su www.redbullspotcontest.it fino al 5 dicembre: il vincitore vedrà realizzato il proprio sogno in TV o radio, vincerà un corso allo IED e seguirà la produzione di un promo radiofonico negli studi di Radio 105″. Questa è l’idea della nuova campagna Red Bull, un’intelligente iniziativa che permetterà agli utenti più creativi di inventare una vera e propria pubblicità. Sempre dal comunicato ufficiale: “Partecipando al Red Bull Spot Contest, organizzato per la prima volta in Italia dopo il successo riscosso in altri numerosi Paesi, potrai dare libero sfogo alla tua creatività, proponendo la loro idea sotto forma di storyboard, illustrazioni, testo, foto o video. Il progetto migliore prenderà davvero forma, diventando uno spot televisivo o radiofonico”. I vincitori del contest avranno anche la possibilità di frequentare un corso di specializzazione e aggiornamento della Scuola di Visual Communication dello IED (Istituto Europeo di Design) – così da poter coltivare il proprio sogno creativo. Domani scade il termine ultimo, quindi ci manca davvero poco perinviare le proprie prove e partecipare al contest. Anche qui stiamo per dire la nostra… ma chi vincerà?
Ieri Google ha compiuto 13 anni e il buon compleanno si è subito visto dal doodle: è proprio il caso di dirlo, visto che il team di Mountain View ha aperto la home più cliccata al mondo con una graziosa torta di compleanno autocelebrativa. C’è poco da fare: Google ha davvero cambiato molte regole di Internet, addirittura creandone “a sua immagine e somiglianza”. A Bologna c’è poi chi ne ha approfittato per creare un evento che è già finito su quotidiani e riviste online, una vera “performance” che non è passata inosservata: dopo essersi dati appuntamento attraverso Facebook, sessanta ragazzi e ragazze si sono ritrovati ieri in Piazza Maggiore, dando vita a un “doodle umano”. “Martedì 27 ore 7,30 (mattina) ci troviamo in piazza maggiore per fare un Planking mondiale. Con la vostra collaborazione potremmo mettere in piedi un evento di portata internazionale. Solo venendo martedì mattina capirete il perchè… Mi raccomando la puntualità perchè entro le 8 bisogna andar via”. E così è stato.
Se qualcuno si chiede ancora cos’è il planking, si trattadi una moda nata in Australia e diffusissima sul web: fare “planking” significa farsi fotografare sdraiati a pancia in giù nei luoghi più insoliti per poi postare le immagini sui social network. E così “la spedizione dei sessanta” è approdata sul famoso “crescentone” bolognese (che altro non è che il rialzamento della piazza di fronte alla Chiesa di San Petronio), mettendosi in posa e facendo così gli auguri più originali a Google, omaggiando – parole degli ideatori – “con un atto di creatività il simbolo mondiale della creatività“. E qui arriviamo alle menti dietro l’evento, ovvero quattro giovani creativi bolognesi: Giorgio Grandi, Luca Marozzi, Enrico Nannetti e Matteo Zini, che già lavorano tutti nel mondo della comunicazione e del marketing, supportati dagli amministratori del gruppo Facebook, Raffaele Ferraro e Ivan Belletti.
Matt è un ragazzo normale. E Ginny è la sua ragazza altrettanto normale. Lavorano, escono, stanno insieme a McDonough, in Georgia. Normale è anche la volontà di sposarsi, ma ciò che è straordinario è il modo che Matt ha scelto per proporsi a Ginny: un cinema, amici infiltrati della coppia e un trailer girato apposta da un regista dove Matt chiede il permesso al padre della ragazza. Il risultato è incredibile e in America è già diventato un video virale d’eccellenza con quasi 2 milioni di visualizzazioni in meno di 72 ore. Il filmato è stato realizzato dal regista Michael Escobar ed è stato proiettato al cinema dove Ginny era stata accompagnata dal fratello per vedere un film, mentre Matt si trovava “al lavoro”. Greatest Marriage Proposal EVER ha ottenuto così tanto successo che la coppia ora ha un canale Youtube e promette che questo sarà il primo di tanti altri momenti. Bellissima idea, ma tra i commenti spunta un uomo arrabbiato: “Cavoli, amico! Dopo questo come posso fare bella figura con la mia ragazza?”. Che dire? Be creative!
Per chi cerca lavoro ci sono molti modi per presentarsi ad aziende e responsabili del personale, di personal branding ne abbiamo già parlato (come l’esempio di Claudio Nader). Un modo estremamente creativo per farlo è quello di sfruttare il codice QRsu un curriculum: sembra folle, ma in realtà questa soluzione coniuga estro e un mezzo audio visivo importante, fornendo anche un biglietto da visita veramente innovativo e interattivo. Per chi non se lo ricordasse, i codici QR (quick response) sono codici a barre bidimensionali a matrice che vengono impiegati per memorizzare informazioni generalmente destinate ad essere lette tramite smartphone. Creato da Victor Petit , uno studente di Art Direction alla ricerca di uno stage in Francia, il video dimostra l’idea del primo Content-Rich Curriculum.