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Pingram, Esportgram e Streetgram: tra ingiustizie e segnalazioni

Poco tempo fa abbiamo parlato di 10 modi per utilizzare Instagram e oggi abbiamo deciso di aggiungerne 3 che avevamo perso di vista. Oltre a Instamap, che abbiamo già visto il mese scorso, ci sono stati segnalati Streetgram e gli italianissimi Pingram.me ed Esportgram. Streetgram ricorda molto Instamap, ossia un’applicazione che unisce la geolocalizzazione alla fotografia, ma abbiamo avuto come l’impressione che questa app sia più intuitiva e di semplice utilizzo: visualizzabile direttamente da un qualunque browser, permette di vedere in tempo reale le foto scattate nelle varie località, che sia luogo o tag. Basta un doppio click sulla mappa per aggiornare e sfogliare le immagini, scoprendo così sia luoghi che nuovi utenti. È inoltre possibile condividere le foto attraverso Tumblr, Facebook, Twitter e addirittura Pinterest. Insomma, un’ottima app online con cui interagire e condividere.Per quanto riguarda Esportgram, si tratta di una nuova app che riporta le funzionalità della celebre Followgram: a differenza di questo, oltre a una diversa interfaccia che può essere più o meno gradevole, Esportgram permette di scaricare le foto sul computer e creare propri album da stampare in un secondo momento.

Ci soffermiamo invece qualche secondo in più su Pingram.me, in quanto anche noi siamo stati colpevoli di una piccola svista: come riporta Fanpage.it, “Pingram è un servizio ideato dal napoletano Gennaro Varriale (alias @ironico su Twitter) che unisce due popolari piattaforme, Instagram e Pinterest. Uno dei primi utilizzatori del servizio ne ha realizzato una versione simile che ha trovato ampia risonanza sui media internazionali ed italiani come “idea innovativa” mentre Varriale ha potuto godere solo del supporto della rete, quasi ignorato dalla stampa nostrana”. La “versione simile” di cui si parla è Pintagram che, presentato come idea originale, riceve la pubblicità e la notorietà che a Pingram sono stati negati. Una delle tante ingiustizie del web che tendiamo a dimenticare. Pingram è stato creato in un week end e per ulteriori informazioni basta che vi leggiate l’articolo citato e quello di Pinterest Italy che ha rilanciato l’hashtag #supportpingram.

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Jobberone, l’innovativo social italiano per chi cerca e offre lavoro

Un social network per trovare, offrire e cambiare lavoro: si chiama Jobberone ed è un’idea – probabilmente vincente – tutta italiana. Nell’ultimo week end è stato presentato a blogger e professionisti del settore “social”, attivando subito l’attenzione su un’impresa nata più da una ricerca di una soluzione che da un business plan. Jobberone si è ufficialmente presentato alla Rete il 24 gennaio scorso, quando il CEO Olliver Mayr (qui a sinistra, in piedi) ha presentato il progetto partendo da dove tutto è cominciato, ovvero dal suo obiettivo: risolvere un problema grave e sentito, colmare cioè l’attuale gap tra domanda e offerta nel mondo del lavoro, facendo in modo che lavoratori e aziende possano incontrarsi direttamente e facilmente senza intermediazioni o costi. In molti hanno provato a portare il business in chiave social, realtà che portano nomi più o meno altosonanti come LinkedIn, Xing, Viadeo, lo spagnolo Parobook e altri portali dalle caratteristiche sempre più “condivise” come Monster o InfoJobs. In molti ci hanno provato, ma nessuno è ancora arrivato a un livello che, se guadagnato, porterebbe davvero un valore aggiunto al mondo dei lavoratori. Questo livello è la missione di Jobberone, ovvero: “Jobberone non nasce come un’idea per fare soldi ma come uno strumento per aiutare la gente a trovare lavoro”.

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