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Social: comprare utenti è semplice… su eBay

Comprare fan, followers o contatti sui social network è facile. Marco Camisani Calzolari ha aperto il vaso di Pandora poco prima dell’estate, sebbene questa “brutta abitudine” sia conosciuta da molti addetti del settore. I fatti successivi sono noti più o meno a tutti invece: la lite con Beppe Grillo, i “j’accuse” dei professionisti e gli articoli di approfondimento. Ora è calato di nuovo il silenzio… ma questa pratica è ancora attiva, perché non sono state prese alcune misure per contrastare il fenomeno. Anzi, possiamo dire forse peggiorata! Basta andare su eBay: si trovano davvero tantissime offerte per Facebook, Twitter, Instagram, Google Plus… e addirittura LinkedIn, Tripadvisor e Pinterest! Questa mattina abbiamo fatto degli screen shot e tutte le offerte che vedrete qui sotto sono al momento online. Ce n’è per tutti i gusti, dai 10 ai 1.000 euro, dipende dal servizio. È ovvio che siano misure illegali, non dobbiamo sottolinearlo, vero? Morale della favola: come direbbe Shakespeare, “molto rumore per nulla”, se in seguito alla denuncia non cambia niente.

Facebook


Twitter

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E se Twitter, Google e Facebook fossero nati negli anni ‘80?

E se Twitter, Google e Facebook fossero nati negli anni ‘80? Forse, scherzando con amici o colleghi, avrete fatto questa domanda. E qualcuno avrà anche risposto ricordando il suono strampalato della connessione di un modem a 56k oppure le grafiche del DOS, i tempi di caricamento, i bit e quant’altro. La volete sapere la novità? Be’, c’è anche qualcuno che ha ricreato sia il popolare motore di ricerca che le grandi piattaforme di social networking. Ora i video in questione rimbalzano da una parte all’altra della Rete, scatenando orde di commenti geek e qualche risata. In realtà è un’idea davvero curiosa, come la realizzazione. Neanche avessimo la Delorean di Ritorno al futuro

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Musica in streaming: i migliori servizi in INFOGRAPHIC

Ascoltare musica in streaming: può capitare in ufficio come sottofondo al lavoro di tutti i giorni oppure a casa mentre si prepara da mangiare o per rilassarsi… ma in fin dei conti la musica aiuta sempre e Internet ha aperto diverse possibilità al riguardo. Abbiamo infatti diverse opzioni per ascoltare via streaming canzoni o trasmissioni, con differenti caratteristiche e gradi di personalizzazioni. Esistono siti o applicazioni gratuiti, altri a pagamento, qualche servizio ci permette di condividere la nostra libreria musicale e altri solo i titoli… insomma, c’è l’imbarazzo della scelta! Proprio per questo il Gerson Lehrman Group ha elaborato questa infografica che cataloga i migliori servizi di musica in streaming, facendo le pulci anche a Facebook, iTunes e Google.

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Le entrate di Google nel 2011: INFOGRAFICA

Le entrate di Google nel 2011 sono state circa 35 miliardi di euro, totalizzate per il 96% dalla pubblicità di 10 principali settori merceologici e di servizi: è quanto riportato da questa infografica prodotta da WorldStream e NowSourcing.com, società che hanno passato al setaccio le tavole finanziarie pubbliche del colosso di Mountain View. Al primo posto degli investitori ci sono le società di Finanza e Assicurazioni, capitanate dalla State Farm che nel 2011 ha totalizzato quasi 42 milioni di euro in advertising, mentre al secondo posto i Retailers, con Amazon.com e i suoi addirittura 53 milioni di euro di pubblicità online. Il terzo posto è riservato al settore del Turismo e dei Viaggi, dove Booking.com “prevale” con un investimento di circa 38 milioni di euro. Guardate l’infografica per scoprire tutti i budget riservati all’advertising di Google, incluse le parole chiave e cost-per-click [clicca l'immagine per ingrandire].

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SOPA Vs Web: la rivolta della Rete nel primo storico sciopero online

#StopSOPA: è questa la parola d’ordine che sta facendo il giro del Web, tra social network, aggregatori di notizie, magazine e blog. Per chi ancora non lo sapesse, il Post lo spiega molto bene: “SOPA sta per Stop Online Piracy Act, una proposta di legge in discussione alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti per contrastare la pirateria informatica e difendere i diritti d’autore su Internet“. Si tratta di un’iniziativa che aveva già visto la luce a maggio 2011, sugli stessi temi e con contenuti simili, con il nome di Protect IP Act (PIPA). Una legge contro la pirateria, insomma, ma formulata in una chiave molto controversa: stando a quanto emanato, “il nucleo del provvedimento sta nella possibilità, da parte delle autorità federali, di bloccare l’accesso, la pubblicità e i canali di finanziamento per i siti che vendono o semplicemente pubblicano illegalmente materiale protetto”. Tutto ciò potrebbe obbligare i gestori dei siti a controllare preventivamente tutto il materiale che viene pubblicato dagli utenti, colpendo molto duramente i siti (come Twitter, Facebook o Youtube) che si basano in primo luogo su di esso, pena il carcere e multe salatissime.

Molti affermano che questa legge potrebbe causare la morte di Internet come noi la intendiamo fino ad ora: il Web 2.0 potrebbe involvere e ritornare ad essere una sorta di vetrina, come nei primi anni ‘90. La rivolta contro questa discutibilissima legge è già scattata e ora sono scesci in campo anche i giganti come Google, che ha attivato addirittura una petizione online proprio sulle proprie pagine. Tra le parole del colosso di Mountain View si legge che “il governo Usa potrebbe ordinare il blocco dei siti con metodi simili a quelli impiegati dalla Cina. Tra le altre cose, i motori di ricerca potrebbero essere costretti a cancellare interi siti web dai loro risultati di ricerca. È per questo che 41 organizzazioni per i diritti umani e 110 professori di diritto hanno espresso gravi preoccupazioni”.

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Pagine Google+: tutte le novità per le aziende. E non solo

Pagine aziendali su Google+: le aspettavamo con ansia e ieri Big G ha dato l’annuncio… facendo scattare subito il fuggi fuggi generale per scoprire le nuove dinamiche! Siamo andati quindi subito a crearne una, quella di Pragmatika, per capire funzionamento, tricks e tutto quello che può tornare utile a un’azienda per essere presente su Google Plus. Dal blog ufficiale leggiamo: “Finora l’obiettivo di Google+ è stato quello di mettere in contatto le persone tra loro, ma vogliamo permettervi di stringere relazioni con tutto ciò che per voi è importante ­- che si tratti del negozio sotto casa o di un brand internazionale – e per questo oggi annunciamo il lancio delle Pagine Google+ in tutto il mondo”. Alcuni marchi italiani si erano già fatti sotto e sono stati i primi ad avere la Pagina Google+, come Alitalia, Fiat, Donna Moderna (Mondadori), Juventus, TIM, Vodafone Italia. Per iniziare bisogna avere già un account su Google+, poi basta andare su plus.google.com/pages/create e seguire le prime indicazioni per creare la pagina per aziende, associazioni, organizzazioni. Questo è uno schema riassuntivo su come si presenterà:

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Coca Cola si conferma come Best Global Brand. Dopo 12 anni.

Coca Cola si conferma al top della classifica “Best Global Brands“, stilata da Interbrand, la principale società di brand consultancy al mondo. Come recita La Voce, “la casa di Atlanta conferma la prima posizione per il dodicesimo anno consecutivo, battendo ancora una volta Ibm, Microsoft, Apple e Google“. Non è un caso che l’azienda risulti come prima classificata, partendo dal presupposto che conta di uno dei migliori reparti marketing mondiali e di un affetto più unico che raro da parte dei consumatori, anche quando le campagne no-global si fanno sentire di più. La società, che, oltre alla bibita più famosa del mondo, distribuisce tra le altre Fanta e Sprite, ha un marchio valutato 71,8 miliardi di dollari.

Un doodle umano a Bologna per festeggiare Google

Ieri Google ha compiuto 13 anni e il buon compleanno si è subito visto dal doodle: è proprio il caso di dirlo, visto che il team di Mountain View ha aperto la home più cliccata al mondo con una graziosa torta di compleanno autocelebrativa. C’è poco da fare: Google ha davvero cambiato molte regole di Internet, addirittura creandone “a sua immagine e somiglianza”. A Bologna c’è poi chi ne ha approfittato per creare un evento che è già finito su quotidiani e riviste online, una vera “performance” che non è passata inosservata: dopo essersi dati appuntamento attraverso Facebook, sessanta ragazzi e ragazze si sono ritrovati ieri in Piazza Maggiore, dando vita a un “doodle umano”. “Martedì 27 ore 7,30 (mattina) ci troviamo in piazza maggiore per fare un Planking mondiale. Con la vostra collaborazione potremmo mettere in piedi un evento di portata internazionale. Solo venendo martedì mattina capirete il perchè… Mi raccomando la puntualità perchè entro le 8 bisogna andar via”. E così è stato.

Se qualcuno si chiede ancora cos’è il planking, si tratta di una moda nata in Australia e diffusissima sul web: fare “planking” significa farsi fotografare sdraiati a pancia in giù nei luoghi più insoliti per poi postare le immagini sui social network. E così “la spedizione dei sessanta” è approdata sul famoso “crescentone” bolognese (che altro non è che il rialzamento della piazza di fronte alla Chiesa di San Petronio), mettendosi in posa e facendo così gli auguri più originali a Google, omaggiando – parole degli ideatori – “con un atto di creatività il simbolo mondiale della creatività“. E qui arriviamo alle menti dietro l’evento, ovvero quattro giovani creativi bolognesi: Giorgio Grandi, Luca Marozzi, Enrico Nannetti e Matteo Zini, che già lavorano tutti nel mondo della comunicazione e del marketing, supportati dagli amministratori del gruppo Facebook, Raffaele Ferraro e Ivan Belletti.

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Lost in Google: ecco la web serie scritta dagli utenti e girata dagli “sciacalli”

Abbiamo parlato più di una volta dei The Jackal, il gruppo di video-makers partenopei che spesso hanno prodotto ottime clip dai temi più disparati, giocando con un’ironia fuori dal comune. Oggi cade il tredicesimo anniversario dalla nascita di Google e non è un caso che l’ultimo lavoro sia pubblicato proprio oggi: i nostri “sciacalli” partecipano infatti al concorso Youtube Next – il programma esclusivo di sviluppo e finanziamento per i partner emergenti di YouTube – con una miniserie chiamata Lost in Google. Tutte le youtube star italiane stanno partecipando in realtà, con progetti più o meno complicati, ma i ragazzi dei The Jackal hanno puntato tutto sulla Rete: i migliori suggerimenti degli utenti verranno selezionati e utilizzati per realizzare gli episodi successivi! Questa prassi ricorda molto la sceneggiature in crowdsourcing di Snakes on a plane, celebre film dalla trama ridicola che è stato redatto da molti – forse troppi – utenti nel web. Speriamo che i Jackal sappiano raccogliere consigli migliori! Per il resto siamo curiosissimi di vedere i prossimi sviluppi… e voi non volete tentare di dire la vostra?

Johnny Cash Project: dai fan a Google, l’arte e la musica si fondono nel crowdsourcing

Domenica 11 settembre Google Chrome ha rilasciato un nuovo video chiamato “Johnny Cash Project”. Si tratta di un progetto di arte in crowdsourcing dedicato al grande cantautore statunitense scomparso il 12 settembre 2003. L’obiettivo è quello di “mettere insieme” un nuovo video musicale per “Aint No Grave” ricreando i singoli fotogrammi attraverso il sito dedicato e le sue speciali funzioni. Il progetto è partito infatti direttamente dai fan, mentre Google è entrata nel progetto più tardi, mettendo ora a disposizione anche una theme per Chrome. Il progetto al momento vede la partecipazione di 250.000 persone provenienti da 170 paesi in tutto il mondo: “Attraverso questo sito web interattivo, i partecipanti possono disegnare il proprio ritratto di Johnny Cash da integrare nel video collettivo. Il progetto continuerà a evolversi e crescere un fotogramma alla volta“. Ogni immagine si fonde con la seguente creando un effetto oscuro, poetico e ipnotico, come il talking blues di Cash.

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