Twitter #music è realtà: si tratta del nuovo servizio che “cambierà il modo in cui le persone trovano la musica”, il tutto basato ovviamente sulla piattaforma a 140 caratteri. Lo annuncia ora l’azienda sul blog ufficiale. A quanto pare Twitter #music analizza la nostra attività sul social network per rilevare i nostri gusti e proporci i brani più popolari e gli artisti emergenti. Naturalmente la musica diventa la chiave di volta di tutto il servizio, dove artisti e appassionati possono scoprire le novità del panorama. La versione web è già online (ma non ancora operativa), mentre laapp iOSè disponibile già per America, Canada, Regno Unito, Australia e Nuova Zelanda. Le fonti di condivisione provengono da iTunes (predefinito), Spotify e Rdio (gli abbonati a Rdio e Spotify possono accedere ai loro account). Il blog ufficiale sottolinea l’importanta di questa nuova feature: “Twitter e la musica vanno bene insieme. Le persone trovano e condividono nuove canzoni e album ogni giorno. Moltissimi account sono artisti e la metà di tutti gli utenti segue almeno un musicista. Questo è il motivo per cui gli artisti si rivolgono a Twitter prima di altri social e sempre per questo abbiamo voluto trovare un modo per navigare tra le canzoni a suon di tweet”.
App e social a favore dell’umanità: se dovessimo inserire “BringTheFood” in un settore sarebbe proprio questo. Si tratta infatti di un’applicazione che permette a gestori di ristoranti, servizi di catering e supermercati di segnalare le eccedenze di cibo e alle organizzazioni umanitarie di richiederle in tempo reale. Come racconta Corriere.it, “Bring The Food sarà presentata il 2 di giugno nella prossima edizione italiana di Random Hacks of Kindness, una hackathon (cioè una due giorni di programmazione; il termine deriva da hacking e marathon) pensata per costruire applicazioni per il sociale“. In realtà è stato proprio nella scorsa edizione di dicembre 2011 del RHOK Global a Trento che vennero gettate le basi di questa idea tutta italiana, ideata da Adolfo Villafiorita e sviluppata da Aaron Ciaghi, rispettivamente responsabile dell’unità Ict for Good e ricercatore della Fondazione Bruno Kessler.
Allarme Terremoto: Probabilmente a causa del forte sisma che ancora oggi scuote l’Emilia (e non solo), questa app è tra le 25 più scaricate sul popolare marketplace digitale di Apple. E chi la scarica paga anche 1,59 euro. Forse non tutti lo sanno, ma allo stato attuale non è possibile prevedere un terremoto: si può soltanto avere una “previsione probabilistica“, basata sullo studio di una certa area (sismicità storica, recente, studio sismotettonico e geologico, ecc.). In questi giorni c’è chi ha risollevato il problema delle previsioni, con studiosi che si dividono tra possibilità teorica e pratica: le speculazioni intellettuali al riguardo però si concludono con un nulla di fatto, perché – come dice Paolo Frediani, responsabile dell’Osservatorio Sismico Apuano – le nostre conoscenze in fatto di terremoti sono molto, molto limitate e, pertanto, non siamo in grado di prevedere nulla“.
L’amore ai tempi dei pendolari: potremmo chiamare così “Rendezvous on the go“, l’applicazione presentata dal Transport for London per tutti coloro che aspettano o cambiano treno in una qualunque stazione della metro o del treno di Londra. Proprio così: pare che i pendolari perdano circa 72 ore all’anno aspettando coincidenze o a causa di qualche ritardo… e quindi perchè non investire queste attese in un incontro con un’altra persona? L’idea è geniale, è il vero senso di una delle regole della grande comunicazione, ossia “trasformare gli svantaggi in opportunità”. Si tratta di un servizio a metà tra social e geolocalizzazione: chiunque sia iscritto, può accettare o proporre un invito: le persone nell’area saranno visibili nella App e potranno in questo modo rispondere in tempo reale. Però dobbiamo dirla tutta: questa app non esiste. Si tratta di un’idea dei creativi Lisa Zeitlhuber e Steven Rowing-Parker, che però potrebbe prima o poi avere luce verde. Con tutti i disguidi a cui siamo abituati in Italia, questa potrebbe essere una soluzione elegante e originale, a dire il vero…
Ascoltare musica in streaming: può capitare in ufficio come sottofondo al lavoro di tutti i giorni oppure a casa mentre si prepara da mangiare o per rilassarsi… ma in fin dei conti la musica aiuta sempre e Internet ha aperto diverse possibilità al riguardo. Abbiamo infatti diverse opzioni per ascoltare via streaming canzoni o trasmissioni, con differenti caratteristiche e gradi di personalizzazioni. Esistono siti o applicazioni gratuiti, altri a pagamento, qualche servizio ci permette di condividere la nostra libreria musicale e altri solo i titoli… insomma, c’è l’imbarazzo della scelta! Proprio per questo il Gerson Lehrman Groupha elaborato questa infografica che cataloga i migliori servizi di musica in streaming, facendo le pulci anche a Facebook, iTunes e Google.
Google Music è online: la notizia è ufficiale, resa nota ieri direttamente da Hollywood. Il nuovo store online è disponibile al momento solo negli Stati Uniti d’America, ma presto verrà attivato nel resto del Mondo. Come racconta il comunicato ufficiale della Reuters, “Google Music, con oltre 13 milioni di canzoni, sarà integrata con Android Market, il negozio online della società per applicazioni smartphone e video”. L’obiettivo è quello di permettere agli utenti di accedere alla musica da vari dispositivi connessi a Internet e di condividere facilmente le tracce con gli amici, una sorta quindi di social shop che può essere visto come un lontano cugino di Ping by Apple. Al momento si nota l’assenza pesante della Warner come etichetta di distribuzione, ma già si starebbe lavorando a un accordo. Qui potete farvi un bel tour esplorativo. “Google Music consente di scoprire, comprare e condividere musica in forme nuove, innovative e personalizzate”, ha assicurato Jamie Rosenberg, direttore dei contenuti digitali di Google per Android nella conferenza stampa in uno studio di Hollywood. Il servizio, che puo’ essere utilizzato anche con strumenti della Apple, ha la capacita’ di immagazzinare e riprodurre fino a 20mila canzoni gratis in cloud.
Chi l’ha detto che i riflettori del mondo della musica sono sempre puntati sui soliti “quattro” noti? I social network, si sa, hanno permesso e permettono a tutti di promuoversi da quasi 10 anni e sono sempre di più i casi che partono da Youtube o Myspace per giungere in mp3 su iTunes o in cd al negozio. E poi c’è chi sa giocarci davvero e che usa Internet come un vero amplificatore, non solo del suono, ma dello spirito musicale proprio del gruppo. E quando sai “comunicare” in maniera semplice e divertente, nove volte su dieci ottieni sempre buoni risultati. Questa volta l’esempio arriva dalla Finlandia, terra fertile che ha visto nascere gruppi come Rasmus, The Killers e HIM. Si chiamano “Porkka Playboys” e nel loro sito si descrivono come “quattro musici indemoniati che sanno cantare e suonare batteria, chitarra, mandolino, fisarmonica, sassofono, tromba e altri strumenti”. Ciò che colpisce non è tanto il loro aspetto, quanto come si presentano con questo video, mentre riproducono “Bohemian Rhapsody” dei Queendentro una vecchia e scalcinata Polo Volkswagen. Come catturare simpatia e visualizzazione con ingegno e creatività, insomma. Da non perdere. E oltre 200 mila visualizzazioni in meno di una settimana non sono male.
Mi arriva un messaggio su Twitter, lo leggo, vado a vedere il video, mi piace, lo giro ai miei amici che a loro volta lo inoltrano e tutti iniziamo a scaricare l’App per l’iPhone. Il meccanismo del virale è semplice quando il contenuto è buono, diventa ottimo quando fa anche ridere. E’ questa la base di partenza di iMortacci, un’applicazione totalmente italiana di 2mlab(e sviluppata da Apex-net), dalla grafica ai contents, fino ai veri dialetti registrati. “Imbrocca come un vero vitellone Romagnolo, districati nel traffico con lo “stile” del Romano, diverti gli amici con la simpatia del Napoletano: ascolta e condividi tutti i dialetti italiani con iMortacci, GRATIS per iPhone“: la descrizione dell’App su iTunes Store dice tutto.
Si conoscono via Chatroulette, si innamorano, lui le scrive una canzone e alla fine, be’… alla fine si sposano. Sembra una favola e in realtà lo è, nel senso che nulla di tutto questo è vero, a parte un video virale che su Youtube sta andando per le 4 milioni di visualizzazioni nel giro di due settimane. In Rete è diventato un fenomeno in poche ore, tra forum, bloggers e utenti dei principali social network che già dibattevano sull’accaduto, chi sulla veridicità del filmato, chi sul lato romantico e chi anche su una canzone che – effettivamente – non è per nulla malaccia. E dire che Chatroulette, il sito di incontri casuali via webcam, non è che stia brillando dopo il successo dell’esordio iniziale! A fare il resto c’è però Youtube!
La canzone del video si chiama Chatroulette Love Songed è già disponibile su iTunes al prezzo di 0,99 centesimi. A questo punto si dirà che è stata tutta una trovata per una band emergente… no, neanche questa è la verità. Rune Iversen e Jeppe Vejs, 28 e 27 anni, sono i due ragazzi danesi che stanno dietro al backstage e la verità arriva direttamente da loro: non si tratta di un amore nato per caso, nè di una promo o una pubblicità ben realizzata. Interpellati da Barry.com, hanno spiegato come sono andate le cose: l’idea nasce da una tesi di laurea con la quale Rune voleva spiegare i meccanismi dei viral video. “Volevo vedere se riuscivo a fare quello che ho affermato nella mia tesi”, ha spiegato Rune, “mi è venuta l’idea di una storia d’amore tra due sconosciuti su internet e ho contattato il mio amico Jeppe, per poi scrivere la canzone insieme”. Leggi il resto di questo articolo »
Vimeo,la piattaforma di condivisione video che si divide il mercato con Youtube, ha recentemente lanciato la sua applicazione per iPhone e Android che permette di pubblicare, editare e modificare le clip direttamente dal cellulare. Con Vimeo App è possibile dunque registrare l’evento e caricarlo in diretta, ma anche separare i canali audio e video, inserire transizioni e qualche effetto. In tasca abbiamo praticamente un piccolo studio di registrazione e montaggio, naturalmente gratuito. Sono strumenti base, non aspettatevi grandi opzioni di modifica, ma di certo si tratta di un ottimo strumento che con una sign up al sito permette di condividere momenti quasi in diretta. Pratico e semplice. Voto: 8. [Fonte: Mashable]