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Bottlenose: una dashboard social-mente innovativa per Twitter e Facebook

Una dashboard per Twitter e Facebook social-mente intelligente: si chiama Bottlenose e il progetto ha aperto i battenti un anno fa, ma solo ora è entrato nella seconda fase Beta, con nuove implementazioni che arricchiscono un servizio davvero speciale. Ma andiamo con ordine: Bottlenose serve come “lavagna di lavoro” per tutti coloro che operano con i social e che hanno bisogno di organizzare i messaggi ed essere aggiornati sempre e comunque sulle novità e sui trend. Come aveva anticipato Tecnoetica a dicembre, il settore delle dashboard di Twitter è piuttosto presidiato: da Tweetdeck e la sua efficacia fino a Hootsuite e le sue analytics molto utili. Ma Bottlenose è piuttosto particolare: oltre al suo “modus operandi” visualmente avanzato, prende in considerazione aspetti interessanti dei due più popolari social network in circolazione. Anche Mashable lo aveva studiato a fine 2011, analizzandolo in tutti i suoi principali aspetti, ma ora che siamo alla versione 2.0, Bottlenose è stato anche rinnovato.

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Curriculum Vitae Creativo: da LinkedIn a infografica con Cvgram.me

Creare un curriculum vitae come infografica: l’idea è semplice e intelligente. Se poi è possibile realizzarla attraverso un nuovo servizio altrettanto semplice e intelligente, allora diventa anche un’ottima risorsa per chi cerca lavoro o si vuole presentare sul mercato in modo originale. Cvgram.me è un’eccellente applicazione che importa i dati del nostro profilo LinkedIn per costruire letteralmente un “infographic curriculum” molto diverso dai cv normali che siamo abituati a vedere.  Il risultato lo potete vedere nel cvgram di Diego Martinez: design personalizzabile, sezioni interattive, dati e grafici disposti in maniera accattivante. Numerosi sono i dettagli che possiamo curare a nostra discrezione, dallo sfondo ai fonts, ai colori, inclusa la possibilità di inserire contenuto in real-time (come gli aggiornamenti di Twitter, per esempio). Se volete avere un CV che sa di novità non vi resta che provare!

“Green Office, si può risparmiare su tutto, non il lavoro”: la lettera di Ilaria

Il Green Office Day 2011 si è concluso, ma speriamo che tutte le idee contribuiscano a migliorare sempre la qualità della vita e dell’ambiente… anche perchè la responsabilità non ha mai termini di scadenza! Il Green Office continuerà a vivere su Facebook, in attesa della prossima edizione. Ci dispiace di aver pervenuto tardi la proposta di Ilaria, che ci ha scritto con molta sincerità e impegno: “A volte non bisogna pensare a ciò che si risparmia nell’immediato, ma a ciò che si potrebbe risparmiare nel futuro. I consigli che ho inviato nascono da un’attenta osservazione e riflessione. Da ex precaria che ha perso il posto per motivi di cassa: mi piace pensare che qualcuno leggerà ed ascolterà i miei consigli perchè è bello sentirsi utili alla comunità, magari potranno essere utili alle aziende che affrontano questa incredibile crisi, ma anche ai dipendenti. Si può risparmiare e riciclare su tutto, tranne che il lavoro“. Abbiamo deciso di riportare dunque tutto il prezioso contributo di Ilaria (che probabilmente avrà un “regalo extra”, ma non anticipiamo nulla!)… ecco i suoi consigli green per le aziende:

Energia: Dotiamo i tetti delle aziende di pannelli solari in modo da permettere ai computer di funzionare attraverso l’energia prodotta dal sole. Inoltre, gli stessi dipendenti consumano un mucchio di energia perché lasciano sempre acceso il PC, anche quando si trattengono in area relax: sarebbe buona abitudine spegnere almeno il monitor quando ci si assenta dall’ufficio, oltre che spegnere il PC a fine giornata. Leggi il resto di questo articolo »

Eco-sostenibilità e risparmio energetico: tutti i consigli per il Green Office Day 2011!

Lo scorso 19 maggio abbiamo dato vita a una piccola iniziativa di supporto al Green Office Day 2011 previsto per domani 10 giugno, la giornata dedicata al risparmio energetico e ai comportamenti eco-sostenibili in ambito aziendale. Sono arrivati tantissimi messaggi “verdi”, sia tra i commenti che nella posta elettronica. Ora elencheremo la maggior parte di quelli pervenuti, tutti ottimi consigli per ridurre l’impatto ambientale durante la giornata lavorativa, ma non solo: c’è infatti chi ha parlato di comportamenti intelligenti da tenere sia dentro le mura domestiche che fuori casa. Siamo felici di aver visto tanta partecipazione, in fondo era questo il nostro intento: stimolare le coscienze per adottare nuove abitudini a favore dell’ambiente. Come promesso all’inizio, però, abbiamo scelto il consiglio migliore e quindi chi si è aggiudicato il nostro regalo… E abbiamo scelto Alessia! Troverete il suo consiglio in fondo alla lista, che consigliamo di leggere per intero. Molte persone hanno avuto molte belle idee, quindi è una lettura interessante per ognuno di noi. E che domani sia un buon Green Office Day per tutti!

    Federico: Spegnere i semafori a luce verde delle zone ZTL delle città quando i pilomat sono aperti. Dato che rimangono accesi per interi giorni, sarebbe oppurtuno un loro utilizzo con luce rossa solo quando tali zone vengono chiuse al traffico!

    Rosalba: Si potrebbero eliminare le bottigliette d’acqua dalle mense aziendali sostituendole con distributori di acqua dell’acquedotto o con i boccioni. Meno plastica, meno C02 per il trasporto, meno rifiuti da trasportare.

    Salvatore: Spesso può capitare di doversi allontanare dal computer, per evitare spiacevoli conseguenze e RISPARMIARE ENERGIA bloccate con password lo schermo del vostro PC/Mac e spegnete il monitor! STOP Gadget in plastica! Solo Gadget eco-sostenibili!

    San Gimignano 1300: Il nostro Museo SanGimignano1300 e i relativi uffici sono provvisti di contenitori per la raccolta differenziata, usiamo lampade a basso consumo energetico (in ufficio) e riusiamo come bloc-notes la carta stampata. Inoltre il negozio offre un vasto assortimento di prodotti da agricoltura biologica, garantita e certificata, e reperiti attraverso la filiera corta. Leggi il resto di questo articolo »

Cerchi lavoro? Sfrutta i codici QR come innovativo curriculum

Per chi cerca lavoro ci sono molti modi per presentarsi ad aziende e responsabili del personale, di personal branding ne abbiamo già parlato (come l’esempio di Claudio Nader). Un modo estremamente creativo per farlo è quello di sfruttare il codice QR su un curriculum: sembra folle, ma in realtà questa soluzione coniuga estro e un mezzo audio visivo importante, fornendo anche un biglietto da visita veramente innovativo e interattivo. Per chi non se lo ricordasse, i codici QR (quick response) sono codici a barre bidimensionali a matrice che vengono impiegati per memorizzare informazioni generalmente destinate ad essere lette tramite smartphone. Creato da Victor Petit , uno studente di Art Direction alla ricerca di uno stage in Francia, il video dimostra l’idea del primo Content-Rich Curriculum.

Save The Children lancia React, la campagna online contro gli abusi

Un video che simula una messaggio di adescamento mascherato da annuncio di lavoro, per poi mostrare i pericoli cui i minori sono esposti: è parte di una campagna di Save the Children per mettere in guardia i ragazzi sui rischi che internet può veicolare. La rete e i cellulari sono un canale di adescamento delle potenziali vittime di tratta e sfruttamento, ed è necessario informare i più vulnerabili, soprattutto i minori migranti non accompagnati. Per questo Save the Children, attraverso il progetto transnazionale React (Raising awareness and Empowerment Against Child Trafficking) finanziato dalla Commissione Europea, ha lanciat0 una campagna di comunicazione il cui slogan e’ ”Sicuro che puoi fidarti di un nick?”. [ANSA]

‘Internet serve ad annullare le distanze – ha osservato il vice-questore Elvira D’Amato, responsabile del Centro per il contrasto della pedopornografia online – e la tratta trova terreno molto fertile nello spazio tecnomediato. E’ giusto che qualcuno spieghi ai ragazzi che se vanno in rete sono vulnerabili, in questo è essenziale lo scambio tra pari: chi è arrivato nel nostro Paese cadendo nella rete può aiutarci a mettere in guardia i propri coetanei”.

Il Curriculum diventa Personal Branding. E Claudio Nader trasforma Facebook

Dalla rubrica “Let’s Social” di Matteo Bianconi per il quotidiano sulla comunicazione Spot & Web del 24 febbraio

Ogni giorno mi dedico per almeno 30 minuti alla rassegna stampa: sbircio tutte le news, mi faccio un’idea sui nuovi trend e mi segno piste interessanti. Un’attività ricreativa che consiglio sempre. Sono però mesi che in mezzo alla valanga di notizie ce n’è sempre una ricorrente: la disoccupazione. Sono anni difficili, lo sa chi lavora, chi cerca, chi si è trovato tagliato fuori, ma soprattutto lo sanno i giovani, coloro che si affacciano per la prima volta sul mondo del business. Che non è proprio il Paese delle Favole, eh.

Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) lo scorso dicembre è salito al 29%, un vero proprio record al negativo dal 2004. Il Ministro del Lavoro Sacconi ha incoraggiato a investire nelle competenze, i sindacati parlano di gap generazionale in tutte le forme di lavoro e terapie d’urto, il Governo cerca di trovare soluzioni nell’apprendistato (che ahimè, lascia il tempo che trova) e l’opposizione mira a nuove proposte di legge. Ok, ma in tutto questo guazzabuglio, cosa si può fare per proporsi nel mercato del lavoro? Ecco quindi che nell’era dei social network il curriculum vitae diventa totalmente 2.0 e si trasforma in personal branding, cioè “vendere se stessi” come fossimo un prodotto o una marca.

Quando Youtube è stato attivato nel 2005, subito poco dopo sono arrivati i primi video-curriculum: all’inizio erano ben pochi, mentre ora sulla piattaforma dei video online si aggirano più o meno 300 mila spot di giovani che si candidano presso le aziende. Pochi in confronto ai 2 milioni di video visti ogni giorno – e in media ne vengono caricati 24 al minuto –, ma pur sempre validi se fatti bene. L’importante è sapersi vendere, dagli effetti speciali ai contenuti, passando per un sorriso che non deve mancare. Insieme a Youtube, un’altra forma è quella di utilizzare SlideShare, la piattaforma di condivisione presentazioni: in questo modo il cv diventa un powerpoint interattivo e colorato, qualcosa in più del solito documento a carattere Times 12. C’è anche about.me, un servizio che permette di gestire in autonomia una pagina web come se fosse un biglietto da visita digitale.

In realtà sono tanti i modi originali attraverso i quali possiamo metterci sul mercato, tralasciando la vecchia dinamica del curriculum via mail o posta. Strano a dirsi è che fino ad ora nessuno ha pensato di utilizzare Facebook. Fino ad ora, appunto! L’idea arriva da Londra, ma l’ideatore è totalmente italiano e viene da Bologna: si chiama Claudio Nader, classe 1982, promosso (social) media assistant. Nel suo blog spiega: “Questo è il primo CV adattato al profilo di Facebook. Ti piacerebbe avere il tuo, senza particolari restrizioni di privacy su Facebook? Bene, io ho avuto l’idea, ma anche tu puoi farlo. Ti spiego come”.

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1 febbraio 2011: donne al voto da 66 anni. Auguri e riflessioni

Oggi ricorre una data speciale: con il Decreto luogotenenziale del 1° febbraio 1945 n. 23 a firma di Umberto di Savoia, il Consiglio dei Ministri presieduto da Ivanoe Bonomi riconosce il voto femminile, su proposta di Palmiro Togliatti e Alcide De Gasperi. L’estensione del diritto al voto compie 66 anni, anche se fu solo un anno più tardi che le donne ebbero la possibilità di essere anche elette, oltre che eleggere. La prima occasione di voto sono state le elezioni amministrative fra il marzo e l’aprile del 1946 e subito dopo, il 2 giugno 1946, gli italiani il voto fu fondamentale per il referendum istituzionale tra Monarchia o Repubblica.

Questo post vuole essere un augurio alle donne, ancora oggi vittime a volte di abusi e preconcetti. Se infatti da una parte quella di oggi è una donna forte e sicura di sè, dall’altra deve fare i conti con una disparità professionale ancora incline alla mentalità maschile. Proprio oggi sul Corriere della Sera è uscita un’interessante intervista a due scrittrici diverse solo per generazione, Silvia Ballestra, 41 anni, e Isabella Bossi Fedrigotti, venti di più, nella quale entrambe rivendicano parità ed educazione. Nell’ambito dell’ultimo forum sull’occupazione femminile, solo qualche giorno fa è inoltre emersa una nuova notizia: la preparazione di un osservatorio permanente che funzioni come centro per la raccolta dei dati statistici e contemporaneamente come motore per la preparazione di percorsi formativi dedicati alle donne e al lavoro in rosa.

Insomma ce n’è ancora di strada, ma cogliamo questa data per rinnovare l’impegno di uguaglianza del 1945. Qui sotto invece inseriamo il video realizzato per l’evento ideato da Società Usa e Getta, il blog su società, politiche, donne e marginalità curato da Sara Mago. La musica è di Giovanni Nuti, il testo della poetessa Alda MeriniIl regno delle donne“.

Parobook: dalla Spagna arriva il Facebook per i disoccupati

Sono anni che si parla di crisi, una definizione già presente in Wikipedia per il biennio 2008-2010… e a cui si potrebbe tranquillamente aggiungere il 2011. Il tasso medio di disoccupazione dell’Unione Europea al momento è pari al 19,8 per cento. Anche l’Italia non se la sta passando bene, ma uno dei Paesi più colpiti, si sa, è la Spagna ed è proprio dalla penisola iberica che arriva un nuovo tipo di social network. Si tratta di Parobook: la piattaforma vuole essere uno strumento per i disoccupati, che in questo modo possono venire in contatto con altre persone che sono nella stessa situazione, generare dibattito e stabilire conversazioni. “Parobook te ayuda a conectar y compartir con otros ciudadanos en tu situación“.

Parobook è praticamente una versione rossa di Facebook: l’interfaccia è molto simile, se non che tutti qua sono amici: appena iscritti infatti vediamo apparire nella “bacheca” già gli status update degli iscritti e le new entry. Anche qui è possibile aggiornare il profilo, pubblicare pensieri ed è disponibile anche una chat. Parobook è ancora in fase beta: “Stiamo migliorando il nostro hosting per supportare il carico di utenti che non ci aspettavamo“, dice lo staff in un messaggio pubblico, “Stiamo progettando spazi per caricare curriculum, per le offerte aziendali, le risorse umane, l’headhunting, le PMI e le professioni“.

Questo social network è frutto dell’idea di quattro amici disoccupati: Carlos Ayuso, Iñigo Gonzalez, Jose Gonzalez e Antuan Sarmiento Ramírez hanno infatti deciso di creare questo punto di incontro per scambiare opinioni e contatti, aiutarsi e magari fare pressione sulle politiche lavorative del Governo Zapatero. Per il momento Parobook sta riscuotendo un grande successo

Social senza crisi? Facebook, MySpace, Twitter, Youtube, LinkedIn e ancora: ecco che succede a fine 2010

Il mondo dei social è in continua evoluzione: lo dimostrano le notizie che ogni giorno vengono lanciate, gli utenti che integrano sempre più mobile e piattaforma web, la corsa ai servizi utili (geolocalizzazione tra gli altri). Ulteriore conferma sono le strategie pubblicitarie investite e mai come ora l’advertising e il marketing utilizzano il web, dato che è confermato dall’ultimo IAB Forum: solo in Italia la pubblicità online vale un miliardo di euro e vedrà il costo triplicarsi entro il 2014.

In questo contesto si staglia la piattaforma di Mark Zuckerberg che nonostante le controversie prodotte dal film The Social Network si conferma un colosso anche nel web marketing: con 297 miliardi di annunci online nell’ultimo trimestre Facebook domina la pubblicità online, in percentuale più di Google. A proposito, quest’ultimo ha recentemente imposto la reciprocità nella inclusione dei contatti fra provider differenti e scatenato così la guerra dei contatti: in questo modo Google potrà garantirsi enormi quantità di dati a buon mercato (anzi gratis) in modo da partire immediatamente con una piattaforma di social network. Di certo ce ne saranno delle belle, poichè la questione della privacy è ben lontana dall’essere risolta e a farne le spese rischiano di essere tutti gli utenti.

Nell’era dei social network c’è chi va avanti, ma anche chi va indietro: la notizia lanciata da Chase Carey, Presidente e Ceo di News Corp, è allarmante: Ci è chiaro che Myspace è un problema. Per le ingenti perdite economiche che genera, MySpace è attualmente in fase di riposizionamento, ma le cose continuano a non andar bene. Secondo alcune fonti, il primo social di successo nato negli anni 2000 (precisamente nel 2003) potrebbe essere ridimensionato, venduto o addirittura chiuso. News Corp. acquistò MySpace nel 2005 per 580 milioni di dollari, ma in breve tempo da leader è diventato outsider. Alle spalle ci sono probabilmente scelte strategiche sbagliate, ma di fronte ha tutta la potenza di Facebook, una piattaforma che ha davvero cambiato le abitudini di milioni di persone.

Chi invece conosce una – chiamiamola così – nuova giovinezza è Twitter, la piattaforma di microblogging celebre per i messaggi da 140 caratteri delle stars, ma che in realtà nasconde un vero e proprio popolo che si sta stufando delle logiche perpetrate dai vari social media tradizionali. Negli ultimi due mesi si sono iscritti addirittura 30 milioni di utenti, facendo registrare così una comunità globale di circa 175 milioni e guadagnando il proposito di arrivare a 200 milioni prima della fine dell’anno. E dire che Twitter era partito nel 2006 come un’idea di riserva: serviva come sistema per inviare messaggi in una comunità online interessata alle registrazioni audio (podcast), ma il progetto è decollato e acquistato così vita autonoma. Leggi il resto di questo articolo »

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