Il marketing e in particolar modo la pubblicità, si sono spesso rivolti all’arte per catalizzare l’attenzione dei consumatori… ma cosa succede se il processo viene invertito? A pensarci è l’artista scozzese Robert Montgomery – da non confondere con il famoso attore – che ha rimodellato i cartelloni pubblicitari come una sorta di nuove lavagne per le sue poesie. Per dieci anni Robert ha sostituito gli annunci con la poesia, cercando di valicare lo spazio tra consumismo e bellezza attraverso scritte in bianco su sfondo nero. Robert si ispira alla tradizione situazionista del détournement, ossia catturare l’attenzione del pubblico in modi inaspettati, una sorta di flashmob artistico che ora Robert porta direttamente come esposizione per le vie di Londra: la prossima “mostra” sarà infatti presso il KK Outlet il prossimo 25 febbraio, intitolata “Occupare il movimento, il Capitalismo e il fallimento morale“. Da una recente intervista a PSFK, Robert ha dichiarato che “L’advertising è inconscio collettivo, la “gruppo mentale” della nostra società. Purtroppo è spesso reso troppo stupido per il pubblico, e peggio che mai è utilizzato per scopi ‘maligni’, anche se può essere utilizzato a fin di bene, come il cartellone pubblicitario di John Lennon & Yoko Ono, ‘War is Over‘, a Times Square”. Guardate i lavori di Robert Montgomery sul suo sito. L’arte può dire ancora la sua nel mondo della pubblicità?
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La poesia rimpiazza l’advertising, ecco l’artista della Guerrilla
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Come essere popolari su #Twitter? Con un algoritmo…
Essere popolari su Twitter è facile: basta studiarne l’algoritmo. E così è successo. Nell’ultimo agosto, i membri di HP Labs (la divisione ricerca di HP) e l’UCLA (University of California, Los Angeles) hanno infatti studiato ed esaminato per una settimana le notizie pubblicate, classificandole in base a quattro criteri: la fonte, la categoria della news, la soggettività nella scrittura e le persone o gli argomenti chiamati in causa. Dopo aver “vivisezionato” la notizia, il passo successivo è stato quello di vedere come il messaggio veniva diffuso su Twitter, valutando il rapporto velocità/diffusione con il punteggio su ciascuno dei quattro criteri e la popolarità su Twitter stesso. L’esperimento ha dimostrato che è possibile stimare, dentro un preciso intervallo, la popolarità che può avere una storia, con un’efficacia di addirittura l’84%, considerando soltanto il contenuto del tweet.
Nella teoria, quindi, è possibile calcolare in anticipo quanto popolari possano essere i nostri messaggi. Il panorama ora diventa più complesso: affinando questo meccanismo, non è così impossibile pensare a un tipo di software – magari come il correttore automatico di Word – che possa correggere e rendere efficace la comunicazione sulla celebre piattaforma cinguettante. Al momento i profili dei brand vengono spesso affidati ai specialisti dei social media – si spera – che, con esperienza e in sinergia con le aziende, rendono stimolante una qualsiasi presenza online. Questo nuovo modo di interpretare le relazioni e i contenuti, attraverso la matematica, potrebbe però aprire nuovi scenari, forse meno umani da una parte, ma più efficaci dall’altra. Oppure tutto si risolverà in una bolla di sapone. Chissà. [Per approfondire]
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Samsung Galaxy Note, spot tra Darkness, “amore” e sfottò-Apple
Samsung Vs Apple… ora è ormai un format pubblicitario: a novembre 2011 avevamo già parlato dello “spot-sfottò” verso gli appassionati del melafonino, che con “The Next Big Thing is Already Here“ aveva messo in luce il nuovo Samsung Galaxy SII. Si trattava di una pubblicità originale che a suon di battute colpiva il clichè del consumatore Apple, rendendola simpatica anche a questi ultimi. L’interessante novità viene oggi dal SuperBowl (vinto quest’anno dai Giants), l’incontro che assegna il titolo di campione della National Football League (NFL), un momento che molte aziende aspettano per inoltrare i loro più decisivi spot, visto che è seguito da moltissimi americani. E così ecco spuntare “Thing Called Love“, la nuova pubblicità del nuovo smartphone Samsung Galaxy Note, con un testimonial d’eccezione: Justin Hawkins dei Darkness, il gruppo rock britannico che qualche anno fa aveva scalato le classifiche dal nulla, proprio con questa canzone. Il video si inserisce nella campagna promozionale del SuperBowl, mettendo in concorso diversi cellulari. I commenti sulla fan page della Samsung si sono poi sprecati: c’è chi ha visto l’annuncio e ordinato direttamente il Galaxy Note, chi ha già decretato come il miglior spot della storia e chi difende a spada tratta Apple (ovviamente, gli irriducibili ci sono sempre). La pubblicità è in realtà davvero divertente, con una festa originale nelle strade di Denver e la solita strizzata d’occhio verso i concorrenti.
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Bacardi e Rafa Nadal per la nuova campagna di responsabilità sociale
“Champions Drink Responsibly“: questo il nome dell’interessante campagna di Bacardi Limited, che offre la possibilità di battere Rafa Nadal – il suo Global Social Responsibility Ambassador – servendo un ace contro di lui in un gioco online: ACE RAFA. Si tratta di un progetto di sensibilizzazione sui temi della responsabilità sociale che letteralmente gioca tra online e offline: tra i fan che riusciranno a battere il dieci volte vincitore del Gran Slam, saranno sorteggiati i fortunati finalisti che lo incontreranno dal vivo, a Maiorca (Spagna), e avranno la possibilità di provare e servire un ace al campione spagnolo in persona. Bacardi ha lanciato così un sito personalizzato per il contest, www.acerafa.com, curando ogni singolo dettaglio: le clip del gioco, per esempio, sono state girate nella città natale di Rafa , Manacor (Maiorca, Spagna), mentre l’arcade game presenta una versione reale di Rafael Nadal e non una versione del giocatore generata al computer, in modo che Rafa reagisca ad ogni servizio come in una vera partita di tennis contro un’altro giocatore.
“Spero che i miei fan possano apprezzare questa opportunità unica di giocare contro di me. Bere responsabilmente è un messaggio serio e credo che raggiungeremo e influenzeremo molte persone con questo importante messaggio, facendolo poi in un modo più allegro e interattivo. ‘Sapere dov’è il limite‘ è di vitale importanza nel tennis e nella vita “, ha dichiarato Rafa Nadal, in qualità di Bacardi Limited Global Social Responsibility Ambassador. La Società lanciò la sua prima campagna pubblicitaria di responsabilità sociale in Messico nel 1930, quando aprì la strada all’idea di consumo responsabile con lo slogan “Bacardi wishes to sell, but it does not want the money you should use to buy bread“. Da allora l’azienda ha realizzato iniziative di responsabilità sociale di vasta scala. Un buon progetto insomma, sia dal punto di vista del marketing puro che da quello della comunicazione sociale.
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The Bark Side: quando la Volkswagen fa cantare i cani
Giusto un anno fa la Volkswagen faceva parlare di sè grazie a uno spot che oggi è già entrato nella leggenda… e ora torna con un nuovo spot che annuncia un “invito intergalattico“, una nuova campagna di comunicazione che si annuncia di successo. Per l’occasione ecco un nuovo spot realizzato ad hoc che ha totalizzato 250 mila visualizzazioni in meno di 24 ore. Di che si tratta? Di un coro di cani. Esatto. Talmente assurdo da non riuscire a non sorridere e magari a costringerci a rivederlo una seconda volta. Il richiamo al primo spot, quello del piccolo Darth Vader, è esplicito, ma ancora non si capisce il nesso tra i cani, Star Wars e le automobili. Volkswagen non perde tempo e scrive: “non abbiate timore, tutto acquisterà un senso“. Un’ottima campagna di comunicazione, insomma, che porta l’azienda tedesca ancora in testa alle classifiche dei migliori brand in Rete.
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Pagine Google+: tutte le novità per le aziende. E non solo
Pagine aziendali su Google+: le aspettavamo con ansia e ieri Big G ha dato l’annuncio… facendo scattare subito il fuggi fuggi generale per scoprire le nuove dinamiche! Siamo andati quindi subito a crearne una, quella di Pragmatika, per capire funzionamento, tricks e tutto quello che può tornare utile a un’azienda per essere presente su Google Plus. Dal blog ufficiale leggiamo: “Finora l’obiettivo di Google+ è stato quello di mettere in contatto le persone tra loro, ma vogliamo permettervi di stringere relazioni con tutto ciò che per voi è importante - che si tratti del negozio sotto casa o di un brand internazionale – e per questo oggi annunciamo il lancio delle Pagine Google+ in tutto il mondo”. Alcuni marchi italiani si erano già fatti sotto e sono stati i primi ad avere la Pagina Google+, come Alitalia, Fiat, Donna Moderna (Mondadori), Juventus, TIM, Vodafone Italia. Per iniziare bisogna avere già un account su Google+, poi basta andare su plus.google.com/pages/create e seguire le prime indicazioni per creare la pagina per aziende, associazioni, organizzazioni. Questo è uno schema riassuntivo su come si presenterà:
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Twitter: “Notizie” e “Persone” popolari al top delle ricerche
Twitter inserisce “Notizie Popolari” e “Persone Popolari” in cima ai risultati di ricerca: è quanto sta capitando nelle ultime ore a diversi utenti che per caso cercano tra i trend topic. Potrebbe essere un test, ma probabilmente sarà un cambio che si inserisce nelle novità che il social network sta apportando per avvicinarsi di più al mondo del business. Per ora non si capisce infatti su quale algoritmo o base prenda in considerazione Twitter per “postare” le news, ma l’implementazione fa pensare a un nuovo approccio commerciale, un po’ come i Facebook ads o Google adwords. Per quanto riguarda invece le “persone popolari” si può leggere un aggancio ai “promoted tweets“, ma è ancora presto per dirlo. Qui sotto due screenshot di quanto stiamo dicendo:
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Halloween: marketing aggressivo o festa internazionale?
Halloween si sta avvicinando e il “trick or treat” è letteralmente alle porte: da festa anglosassone si è trasformata negli ultimi 10 anni in un momento tra marketing aggressivo e festa internazionale. Siamo sulla falsa riga del “è sempre bene festeggiare, anche nei momenti di crisi”. Riflessioni a parte, in America va sempre fortissimo, sia tra i più giovani che tra i più grandi, una notte “stregata” dove poter indossare maschere e giocare nella notte. Ed è proprio negli USA che Halloween diventa quasi una vera campagna di comunicazione: c’è chi ha infatti speso una fortuna – è proprio il caso di dirlo – per organizzare un vero e proprio light show, imbastendo la propria casa con luci, laser e musica ad alto volume. Su youtube stanno già diventando veri e propri virali, quindi proponiamo qui due video che possono anche essere un’idea, soprattutto per i padroni di locali che intendono dare un tocco variopinto alla serata. O magari per i patiti di Halloween! Il primo riprende il tema discoteca con il Party Rock Anthem degli LMFAO, mentre il secondo opta per l’intramontabile Ozzy Osbourne con Crazy Train. Che ne pensate?
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Video privato amatoriale: quando il viral passa dalla doccia… [VIDEO]
Video privato amatoriale: vedere questo titolo tra i primi dieci trend nella classifica italiana di youtube incuriosisce. E allora ci clicchiamo sopra, chissà che si tratti di uno scoop, uno scherzo o magari qualcosa che farà discutere… e scoprire che può essere tutte e tre le cose! Dalle prime immagini sembra proprio un video che dovrebbe essere censurato per le politiche aziendali della piattaforma di condivisione video più famosa del Mondo. Ma tutti questi “Mi piace“? E quasi tremila visualizzazioni in meno di 12 ore? C’è qualcosa che non quadra. Ma insomma, c’è il ragazzo con la telecamera, le riprese davvero amatoriali, un bagno di un appartamento qualsiasi e una bella ragazza che si intravede mentre fa la doccia. Che sta succedendo? Solo poco prima della fine si scopre tutto… ma lasciamo a voi la sorpresa. Sappiate che altro non è che un nuovo spot di Edison, sì, proprio l’azienda energetica, secondo operatore nazionale nel settore dell’energia elettrica. E questo è viral marketing.
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Death on Facebook: il lutto perpetuo dei social network
Guest post a cura di Piergiorgio Degli Esposti. Dal Marzo 2006 è Ricercatore di Sociologia dei processi culturali e comunicativi, presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Bologna. Dal Settembre 2009 è membro del “Prosumer Research Group” coordinato dal Prof. George Ritzer – Maryland University UMD. L’articolo è tratto da Celebration of Perpetual Mourning on Social Networking Sites, per The Society Pages.
La società contemporanea è la più tecnologicamente mediata che il genere umano abbia mai esperito, ed è facile capire che se è vero l’assunto secondo cui attraverso i digital media, “viviamo in pubblico” è altrettanto vero che come completamento della nostra life timeline muoriamo anche in pubblico, modificando in maniera sostanziale quello che è il rapporto tra vivi e morti ed i meccanismi di celebrazione del lutto. In altre parole se come sostiene Danah Boyd “siamo tutti autori delle nostre biografie digitali”, allora lo siamo anche per i nostri epitaffi.
Lo spazio digitale propone un superamento della dicotomia moderna proposta da Baudrillard tra separazione della città intesa come luogo dei vivi ed il cimitero inteso come luogo dei morti, che devono necessariamente rimanere separati e distanti a legittimazione di un tabù della morte tipico della società occidentale oltre che del cimitero inteso come luogo di segregazione.
Il processo di burocratizzazione della morte e del momento del trapasso messo in atto dalle strutture ospedaliere o le imprese di pompe funebri evidenzia ulteriormente la necessità di tale separazione.
Nei social network, particolarmente in Facebook, il costante aumento dei profili dei defunti pone in maniera forte la questione di come sia possibile la condivisione di uno spazio comune tra vivi e morti e di come le narrazioni della vita quotidiana si intreccino con i meccanismi del ricordo e del lutto. Leggi il resto di questo articolo »
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