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Google+, business e brand: in arrivo le pagine aziendali. Diventa betatester!

Dopo aver lanciato Google+, Big G guarda oltre e vede già il business. Nel vero senso della parola. Il social network ha già registrato quasi due milioni di utenti (515,933 circa negli Stati Uniti e 1,226,136 nel Resto del Mondo) e c’è già qualcuno che ha pensato di creare pagine o profili aziendali. Fermi tutti: una nota di Christian Oestlien, product manager di Google+, spiega che vogliono creare una “esperienza ottimale sia per gli utenti che per i brand” e che quindi stanno ancora studiando la maniera più efficace per questi ultimi. Entro la fine dell’anno verranno implementati i “brand profile”, ma attenzione: chiunque provi a crearne uno ora sarà cancellato dalla piattaforma. Cristian anticipa che le pagine dedicate al business, oltre che curate graficamente, disporranno di ricche statistiche, annunci mirati e advertising. L’iter sarà quello ormai consolidato di un gruppo di betatester scelti che avranno a disposizione le nuove funzionalità per gli account aziendali, in modo che si potranno analizzare le modalità di interazione tra i “circles”. Importante: se volete essere tra i test partner compilate questo form.

Nel frattemo Google ha acquisito Slide, azienda di sviluppatori widget. Senza contare Disco, società con la quale Google sta progettando un nuovo servizio di messaggistica. E la scorsa settimana Big G ha acquisito Pool Party, partner che si dedica alle foto nella telefonia mobile. Recentemente infine è stato lanciato Prizes, sempre grazie a un’acquisizione made in Mountain View: il servizio mira a creare business per gli utenti. Prizes.org funziona infatti a domande e risposte, un po’ tra Quora e Yahoo! Answers, però chi risponde meglio e viene più votato guadagna somme tra i 25 e i 50 dollari, ogni volta. Le domande sono le più disparate: da organizzare un viaggio o una luna di miele (quali posti, hotel, ristoranti sono fondamentali) a chi cerca una nuova canzone da dedicare alla propria ragazza. Insomma, c’è di tutto.

Il Wyoming è il primo Stato totalmente Google based. E il futuro?

Google si comprerà dei territori, chiamerà un paese Google City e diventerà un nuovo Stato americano. Fanta-politica? Sì, ma c’è sempre un po’ di verità. Il Wyoming è infatti il primo Stato a utilizzare una suite di strumenti di cloud computing di Google per il suo intero ramo esecutivo. Il governatore Matt Mead ieri ha incontrato il Presidente di Google Enterprise, David Girouard, per l’ultima stretta di mano: il Wyoming ha spostato tutti i 10.000 dipendenti statali e i servizi della burocrazia su Google Apps. In questo modo il Wyoming dovrebbe salvare circa 1 milione di dollari l’anno, mentre il sistema di cloud computing permetterà di preservare dati e applicazioni su server remoti sicuri gestiti da Google. Insomma, sembra una favola tecnologica a lieto fine. E mentre il Wyoming è il primo Stato ad andare ufficialmente su Google, la Associated Press riferisce che diverse città, tra cui Los Angeles, hanno iniziato a utilizzare le Google Apps for Government negli ultimi due anni, con l’obiettivo di entrare presto in questa Rete.

Ok, tutti felici, hanno fatto un bel video e tutti si sono dati pacche sulla spalle, come veri americani. Ma nessuno ha pensato di aver dato le chiavi di uno Stato a un’azienda privata? Certo, chiunque sia registrato su Google (e si parla di una cifra attorno al miliardo) ha lasciato i propri dati sensibili, ma il punto è che l’abbia fatto proprio uno Stato. Dati come ipoteche, sondaggi, catasto, misure, demografia sono di fatto nell’archivio di Google. Non vogliamo essere maligni o dubitare della professionalità di un’azienda che ha fatto la storia di Internet… ma a nessuno è venuto un brivido? Davvero? Benvenuti su Google. Popolazione stimata: 6 miliardi di persone… Leggi il resto di questo articolo »

Statistiche Youtube: lo sapevate che…

Google è sempre stata avara con le statistiche di Youtube, comprato nel 2006 dall’azienda di Mountain View. Ogni anno viene pubblicato un report, che poi viene messo in vendita e non è a buon mercato. Fortunatamente la Rete ha le sue risorse e proprio ieri il sito ReelSeo.com ha reso note alcune stats che possono sempre tornare utili, vuoi per chi lavora nel settore, vuoi per i curiosi che ancora non si sono resi conto di questo fenomeno social-mediatico. Abbiamo fatto dunque il punto della situazione su una delle piattaforme più gettonate di Internet: Youtube ha reso incredibili guadagni a Google, ma anche a chi ha saputo utilizzare al meglio questo potente mezzo. Ecco le statistiche più importanti e curiose di Youtube:

Statistiche Upload:

  • 35 ore di riprese video vengono caricate sul sito ogni minuto.
  • Nel 2010 sono state caricate oltre 13 milioni di ore di riprese.
  • In 60 giorni vengono caricati più video su Youtube che in 60 anni di televisione dei maggiori network americani.
  • Ogni settimana, YouTube riceve l’equivalente di 115.000 lungometraggi in upload.

Demografia: Leggi il resto di questo articolo »

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