Bologna si veste di arte: tra il 28 e il 30 gennaio prossimo segnaliamo due eventi da non perdere. Nell’ambito di Arte Fiera OFF saranno due gli angoli del capoluogo emiliano che ospiteranno una photo exhibition in Sala Borsa e una mostra dentro un suggestivo ex negozio abbandonato di Via Farini.
1) In collaborazione con Eden Parkour ASD e inserita nel progetto Urbanamente Vitale di Eridania per promuovere la vitalità della cultura urbana e della pratica sportiva, “My Playcity” sarà ospitato dall’Urban Center presso la Sala Borsa. Protagonisti dell’obbiettivo di Matteo Malagutti le performance dei traceurs tra libertà, movimento e condivisione, alla scoperta di noi stessi e di ciò che ci circonda. La selezione di 20 scatti, tra i colori della città e l’eleganza del bianco e nero, sono tutte ambientate sotto le Due Torri, in ambienti urbani e zona Fiera. La galleria sarà esposta nello spazio dell’Urban Center per mostrare il rapporto che si instaura tra corpo e spazio della città: il concetto di architettura entra in sinergia con l’istinto dell’uomo che attraverso il “gioco” supera l’alienazione metropolitana a cui è sottoposto. Attraverso la lente fotografica si scopre il parkour come disciplina dell’uomo metropolitano, ma anche come la più nobile attività umana… il gioco: un’attività gratuita, che non ha altro scopo che se stessa, un’attività fondamentale per il contesto della scoperta, per costruire relazioni, per capire ed essere capiti.
2) Dalle 16 alle 24 in Via Farini 33: Bologna è piena di fantasmi, finiti ad abitare in quegli appartamenti e in quei negozi vuoti che s’incontrano nel centro storico. Spazi perfetti per i fantasmi, ma anche per le opere degli artisti, per una temporanea e felice coesistenza. Così la galleria OltreDimore, ha deciso di utilizzare uno di questi spazi per realizzare una mostra. Ha chiesto il permesso ai fantasmi residenti e durante i giorni di Arte Fiera 2011 vedrete come i fantasmi preferiscano le opere degli artisti e la vostra compagnia alla solitudine. Non tutto è in vendita è il titolo della mostra che Raffaele Gavarro ha voluto realizzare in questi suggestivi trecento metri quadri abbandonati nel centro di Bologna. Una mostra leggera, rapida, ma nondimeno “pensierosa”, in cui le opere degli artisti ci parlano tutte del tempo che viviamo. Un tempo veloce, instabile, contraddittorio, ma anche in cui più forte si avverte oggi la necessità di guardare con attenzione, di capire, di accettare e, se è il caso, di rifiutare. Non tutto è in vendita è uno dei molti esempi con cui l’arte di oggi sta affermando la necessità etica del proprio ruolo nel nostro presente.






