“Nessuno avrebbe povuto sapere che quando un venditore di frutta tunisino si è dato fuoco in una piazza pubblica, avrebbe incitato proteste da far crollare dittatori e iniziare una ondata globale di dissenso. Nel 2011, i manifestanti non solo hanno espresso le loro lamentele, ma hanno cambiato il mondo”: è così che la prestigiosa rivista americana TIME – che l’anno scorso ha incoronato Mark Zuckerberg – ha scelto “The Protester” come persona dell’anno 2011. E’ un titolo generale per indicare tutti coloro che quest’anno hanno manifestato in Piazza contro i regimi dittatoriali e le ingiustizie, dalla primavera araba alla Spanish Revolution, portando un vento di cambiamento che nessun intervento statale è riuscito a cambiare. Si tratta di un proclama forte questo del Time, che sottolinea quanto la situazione di Crisi stia tenendo in scacco la maggioranza dei popoli, ma anche quanto la legge del più forte possa essere cambiata dalla volontà e dalla rabbia della gente, quella vera, quella che ha da pagare un mutuo o sfamare dei bambini, quella dei giovani che non trovano un lavoro e quella di chi il lavoro l’ha visto svanire nel nulla, quella di chi vede calpestati ogni giorno diritti inalienabili dell’umanità e quella che ha fame di giustizia.









