Tag: Social media

Amazon Brand Pages: ecommerce in salsa social

Shopping di Natale? Amazon fiuta l’aria e corre ad aggiornare il marketing per le aziende: arrivano le brand pages! Sarà che l’ecommerce stia facendo passi da gigante nel mercato (anche in Italia), sarà che il consumatore medio tende a comprare di più online oppure che Amazon diventa sempre più protagonista del web (e non solo). Sta di fatto che in questi giorni la società ha iniziato a spingere un servizio chiamato Amazon Pages, che consente alle aziende di creare le proprie pagine su Amazon.com con vanity url in stile amazon.com/brand, personalizzando il template con foto, descrizioni, link e social. Il manuale per i brand è già disponibile, mentre le prime brand pages fanno capolino sul sito americano. Inoltre, il nuovo servizio della società offre l’integrazione dei social button, i messaggi diretti, gli aggiornamenti di stato e un tool di analytics interessante. Insomma, Amazon sembra entrare pesantemente nell’ottica social network, strizzando l’occhio alle fan page di Facebook. Fatto ancora più interessante è che Amazon offre alle aziende tre modelli per creare le loro vetrine, ma il template è slegato e libero quindi di essere sviluppato in maniera diversa: una sorta di mini-sito all’interno della piattaforma di shopping online, ecco. Non si sa ancora quando le brand pages saranno attive per tutti i partner, ma è probabile che accada prima di Natale.

@mellowmushroom: lo “stalking ad”, da Twitter alla realtà

Seguire o essere seguiti su Twitter? Ma se poi seguo una persona, questa ricambierà? E se lo facesse nella vita reale? Alla base di questa simpaticissima campagna c’è proprio questa possibilità: una ragazza ha iniziato a followare l’account di @mellowmushroom e tre giorni dopo la mascotte dell’azienda ha iniziato a seguire lei… fisicamente! Mellow Mushroom è una catena di pizzerie americana che ha introdotto sulla propria pagina Twitter “Se tu ci segui, noi ti seguiamo!”, senza però specificare che si sarebbe trattato della vita reale. La “vittima” poi va a mangiare gratis e partecipa al concorso di avere pizza gratuita per un intero anno. L’idea è davvero vincente, semplice e divertente: l’account Twitter è stato in seguito assediato da diversi followers che sperano così… di essere seguiti!

Comunicazione Bologna: Pragmatiko.it media partner di COM.BO!

Martedì 18 settembre 2012 a FARETE di Unindustria Bologna, la vetrina delle imprese felsinee, debutta COM.BO, il primo evento dedicato alle eccellenze della comunicazione bolognese. Pragmatiko.it è media partner dell’evento: non ci perderemo quindi questa giornata all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno dove i maggiori esperti del distretto bolognese – e non solo – della comunicazione si alterneranno in workshop culturali dedicati a tematiche di attualità come: social media, multicanalità, mobilità e apps, strumenti di edutainement, relazioni pubbliche, digital  PR e Pubblicità. L’obiettivo è quello di incrementare il networking tra le imprese del territorio e condividere esperienze. Con gli autorevoli patrocini di tutte le principali associazioni di categoria (Assorel, Ferpi, Assocomunicazione, UPA, Netcomm e Confindustra Intellect), COM.BO si propone di diventare un appuntamento annuale.

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Visibilità su Twitter: le strategie di Badoo e gli altri

Guest post scritto da Berry Cooke per Badoo

Come tutti i visitatori del web avranno ormai potuto comprendere, negli ultimi anni avere un profilo Twitter è diventato davvero indispensabile per chi vuol far conoscere il proprio nome in rete e per chi, invece, non vuole vederlo svanire dai risultati di ricerca Google. È proprio il caso dei grandi Social di dating, quali Badoo, Match.com e Meetic, che già dal 2009 o dal 2010, hanno creato delle pagine Twitter attraenti e stuzzicanti che riescono ad attirare molti seguaci del grande portale. Nonostante Match.com primeggi rispetto agli altri due Social Media, con più di 16.000 follower e 5.000 Tweet, Meetic e Badoo cercano di fare il possibile per ottenere visibilità in uno dei più grandi Social Network del mondo. Ovviamente tutti questi Social Media s’impegnano per comparire sui Social Network per usufruire al meglio di un tipo di pubblicità molto efficace, con un costo molto ridotto. Sui Social Network, infatti, si possono realizzare delle ottime campagne pubblicitarie per far conoscere i propri servizi, con un rapporto qualità-prezzo eccellente. Tuttavia, diversi sono i criteri adottati dai siti di dating per ottenere visibilità su Twitter, vediamone alcuni:

1) La maggior parte delle persone seguite (following) appartiene a un contesto variegato: VIPs, agenzie di stampa e giornali online, psichiatri, sessuologhi nonché esperti di marketing online. Che questi social networks facciano attività di ricerca oltre che di marketing, su twitter?

2) Vengono creati dei sondaggi con temi molto diversi, al fine di suscitare un grande interesse collettivo. I social puntano molto sull’interazione con gli utenti, e invitano a inviare immagini e tweet.

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Brand & Social Media: la Top 20 delle aziende “energia e telco” in Italia

Ecco la classifica italiana delle 20 principali aziende più presenti sui social media: si tratta del quinto report di “Brands & Social Media. Osservatorio su 100 aziende e la comunicazione sui social media in Italia” relativo al settore “Servizi Energetici e Telecomunicazioni”. Frutto della collaborazione tra OssCom, Centro di ricerca sui media e la comunicazione dell’Università Cattolica, e Digital PR, agenzia di consulenza e strategie di comunicazione online, la ricerca ha permesso di stilare una classifica delle aziende selezionate che hanno attivato forme di comunicazione sui social media. Si tratta del settore, fra quelli analizzati, complessivamente più attivo: il 90% delle aziende ha almeno un profilo sui social media. Rispetto all’uso dei social network, al primo posto si colloca YouTube seguito da Twitter e Facebook. Sulle 18 aziende che hanno almeno un profilo sui social network, infatti, 15 aziende hanno un profilo su YouTube, 13 su Twitter e 11 su Facebook. I blog confermano la loro presenza ridotta ma costante con 3 corporate blog analizzati. Si tratta di un settore molto vitale anche per la presenza su altri social network: diverse aziende hanno presenza ufficiali su LinkedIn, Flickr, Foursquare ma anche Google+ e Pinterest.

Leader della classifica è Vodafone Italia i cui profili sono caratterizzati da continuità nelle gestione e differenziazione: Facebook è il luogo della presentazione di prodotti, notizie, eventi; Twitter divulga le notizie provenienti dagli altri canali ma è soprattutto il luogo del customer care; YouTube raccoglie i video, non solo spot pubblicitari ma anche quelli realizzati durante eventi sponsorizzati e manifestazioni. Seguono poi nei primi cinque gradini della classifica TIM, 3Italia, Enel e Wind. Anche queste aziende attuano una strategia multipiattaforma intensiva puntando su un’elevata frequenza di aggiornamento dei profili a cui si accompagna una notevole interazione da parte degli utenti. Per ulteriori dettagli, ecco una bella infografica a proposito… (clicca per ingrandire)

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“Where the Hell is Matt?”: il nuovo video e la storia di Matt

Where the Hell is Matt?” è tornato: per chi non lo conoscesse, si tratta di uno dei tormentoni più famosi del Web, nonchè case history più affermate a livello virale. La storia comincia nel 2003, quando Matt si licenziò e decise di utilizzare i soldi che aveva conservato per girare un po’ il Mondo, fino all’esaurimento di ogni centesimo. Durante il viaggio, un amico gli chiese di fare il suo balletto, una cosa demenziale che si era inventato, in modo che venisse registrato con la videocamera… una di quelle cose idiote che si fanno tra amici in vacanza, insomma. Nessuno in realtà si aspettava quello che in realtà successe dopo: due anni più tardi il video cominciò a girare su youtube e Matt diventò uno dei primi famosi “youtubers”, anche se a sua insaputa. Poi il decollo, letterale: la società Stride Gum lo contattò con una proposta davvero inusuale. “Noi ti paghiamo il viaggio: tu balli e fai il video“. Stiamo parlando di un periodo acerbo per i social media e in particolar modo, per le strategie su tali piattaforme… ma per Matt si trattò di una vera e propria opportunità per divertirsi: chi rinuncerebbe a questa proposta, del resto? E così nel 2006 il ragazzo girò per tutti i continenti, toccando 39 Nazioni in sei mesi. Questo video cominciò a girare parecchio e nel 2008 l’esperimento fu rinnovato, includendo nel ballo le popolazioni locali: “Where the Hell is Matt? 2008” a oggi ha ottenuto quasi 43 milioni di visualizzazioni, una cifra davvero incredibile. La storia arriva fino al 20 giugno 2012: è da ieri infatti che è online il nuovo filmato, con due curiosità: la prima è che finalmente troviamo Roma e Milano, e la seconda è che nel frattempo Matt è diventato uomo, mettendo su famiglia. Senza smettere di ballare… Where the Hell is Matt? 2012

Twitter lancia le “hashtag pages”: la prima prova è con #NASCAR

Twitter lancia le hashtag pages e punta al social media marketing spinto. Il popolare social network, che da ha poco superato la soglia dei 500 milioni di utenti attivi mensili, per il primo spot in tv sceglie Nascar e l’introduzione a una nuova feature che premette probabili buoni investimenti. Giovedì scorso è stato proprio il blog di Twitter a darne l’anticipazione e nelle ultime ore sono andate in onda le pubblicità relative, proprio durante gli attimi concitati delle corse NASCAR. Ed è proprio su questo hashtag che gira la novità: se andate a vedere twitter.com/#NASCAR vedrete come un nuovo profilo, ma con le logiche delle “etichette” made in Twitter. Nell’header centrale ci sono le foto che cliccando vanno direttamente sulle pagine dei tweet pubblicati, mentre nella colonna di sinistra troviamo le “persone più popolari” legate a quel preciso tema di discussione. Già alla fine dell’anno scorso, Twitter aveva annunciato le brand pages dedicate alle aziende: in realtà ora questa nuova caratteristica potrebbe portare in errore l’utente meno esperto… ma questa è solo una considerazione a caldo. A livello di usabilità, invece, secondo quanto riportato anche da Blogosfere, “non sarà più il solito hashtag pieno di cinguettii ma avrà una grande personalizzazione, con tanto di foto e top tweet: a gestirne il flusso, inoltre, non sarà solo il classico algoritmo ma anche persone in carne ed ossa che potranno selezionare i post più rilevanti“. A questo punto si aprono diverse strade, sia a livello di personal branding che a quello di eventi live, ma c’è una domanda da farsi: se il flusso delle informazioni su un preciso hashtag venisse controllato, la bellezza che ancora oggi troviamo nella spontaneità di uno strumento come Twitter… verrà a meno? Chi ci dice, insomma, che un brand, servizio o fatto non incappi in una sorta di censura da parte di uno scrupoloso admin di “hashtag page”? Vedremo… Intanto qui e qui potete vedere gli spot andati in onda.

Sector Heroes: 15 euro al giorno per girare l’Italia…

Competizione, avventura ed esplorazione dell’Italia: Sector ha lanciato “Sector Heores”, la nuova campagna di comunicazione dedicata ai giovani, ora alla seconda edizione. Quattro team dovranno percorrere l’Italia muniti solo di smartphone, attrezzatura da campeggio e pochi euro in tasca: con un budget di 15€ giornalieri a squadra, vincerà il Team che per primo riuscirà a raggiungere il proprio punto d’arrivo senza mai utilizzare mezzi di trasporto pubblici, come ad esempio treni e autobus. Dal comunicato stampa: “Sector Heroes è una competizione volontaria, un’avventura per persone in grado di mettersi alla prova e di comunicare con gli altri condividendo emozioni, disciplina e successo. Senza l’aiuto di altre persone, consegnato il budget giornaliero a disposizione di ogni partecipante è una vera sfida raggiungere l’obiettivo finale. Lo smartphone (Microsoft è partner tecnico di Sector Heroes) è lo strumento fondamentale per diffondere le informazioni e tenere il pubblico costantemente aggiornato sull’andamento della gara che avverrà direttamente sul sito di Sector Heroes: il percorso di ogni squadra sarà monitorato costantemente sulla pagina Facebook di Sector: www.facebook.com/sectorwatches. Un ruolo importante di Sector Heroes come per lo scorso anno sono i social media, in particolare Facebook, ogni team sulla pagina Sector di Facebook avrà un profilo dedicato dove posterà quotidianamente foto e video delle giornate trascorse. I Sector Heroes dovranno fotografare il più possibile e ogni giorno registrare un video report dove racconteranno emozioni e fatti salienti di quello che hanno vissuto quotidianamente: nei video report ci saranno anche le persone incontrate e conosciute. Visto il budget dei team, ogni squadra dovrà cercare di ottenere più passaggi possibili per raggiungere la vittoria finale offrendo in cambio anche visibilità nei propri video report”. Le iscrizioni sono già aperte e si concluderanno il 6 giugno, dopodichè sarà solo una lunga corsa fino al finale. Pare una bella inziativa… e già il video pubblicato su youtube rende l’idea dell’impresa, strappando un sorriso. In bocca al lupo!

Tastebuds, ovvero: conoscere persone attraverso la (social) musica!

Conoscere persone (vicino a noi) attraverso i gusti musicali: è l’idea di Tastebuds, il social creato da Tim Keeling per mettere in contatto gli utenti della Rete grazie alla musica e ai network più famosi. Tastebuds ottiene infatti le informazioni sia dai likes registrati sull’account di Facebook che con i gusti registrati con il profilo su Last.fm, permettendo infine la creazione di una “biblioteca” in cui inserire tutti i nostri artisti preferiti. Grazie alla ricerca online sulla piattaforma, abbiamo poi un elenco di persone che soddisfano i criteri che ci siamo posti nei filtri nella parte sinistra dell’interfaccia: in seguito possiamo aggiungere gli “amici” ai favoriti, inviare un messaggio privato, nasconderli o accedere ai loro profili personali. C’è anche una sezione per gli eventi, i cui dati sono importati sia da Last.fm che da Songkick, così come è presente una sezione “forum” per organizzare attività, incontri e iniziare conversazioni con gli utenti con un servizio “alla Twitter“. Tastebuds promette quello che forse Myspace non ha mantenuto… un Mondo legato davvero dalla (social) music. Per il momento sta andando forte soprattutto in Spagna, Portogallo e Sud America, ma c’è la possibilità concreta che conquisti molte altre nazioni.

Jobberone, l’innovativo social italiano per chi cerca e offre lavoro

Un social network per trovare, offrire e cambiare lavoro: si chiama Jobberone ed è un’idea – probabilmente vincente – tutta italiana. Nell’ultimo week end è stato presentato a blogger e professionisti del settore “social”, attivando subito l’attenzione su un’impresa nata più da una ricerca di una soluzione che da un business plan. Jobberone si è ufficialmente presentato alla Rete il 24 gennaio scorso, quando il CEO Olliver Mayr (qui a sinistra, in piedi) ha presentato il progetto partendo da dove tutto è cominciato, ovvero dal suo obiettivo: risolvere un problema grave e sentito, colmare cioè l’attuale gap tra domanda e offerta nel mondo del lavoro, facendo in modo che lavoratori e aziende possano incontrarsi direttamente e facilmente senza intermediazioni o costi. In molti hanno provato a portare il business in chiave social, realtà che portano nomi più o meno altosonanti come LinkedIn, Xing, Viadeo, lo spagnolo Parobook e altri portali dalle caratteristiche sempre più “condivise” come Monster o InfoJobs. In molti ci hanno provato, ma nessuno è ancora arrivato a un livello che, se guadagnato, porterebbe davvero un valore aggiunto al mondo dei lavoratori. Questo livello è la missione di Jobberone, ovvero: “Jobberone non nasce come un’idea per fare soldi ma come uno strumento per aiutare la gente a trovare lavoro”.

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