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Pubblicità adesiva sulle cosce? Sì, esiste

La pubblicità paga… se vista. Ogni giorno migliaia di creativi e pubblicitari cercano quindi strategie vincenti per posizionare brand, servizi e prodotti. Poi arriva qualcuno che opta per una soluzione banale, forse un po’ volgare, ma di certo che non passa inosservata: le gambe delle donne. Quanti uomini non guardano una bella donna? In realtà si potrebbe anche pensare al contrario: quante donne non guardano un bell’uomo? Solo che c’è una differenza sostanziale: di solito gli uomini non portano le gonne e un paio di belle gambe possono sempre diventare un “manifesto” pubblicitario. Quante volte abbiamo visto per esempio la cartellonistica di calze o intimo? Modelle con gambe chilometriche che indossano collant di varia natura, per dire. Be’, veniamo al dunque: l’agenzia Japanese PR ha iniziato a offrire ai propri clienti una nuova possibilità per incrementare il loro business, ossia incollare adesivi pubblicitari sulle gambe nude di belle ragazze. Le maggiorenni che accettano hanno un compenso fra i 13 e i 128 dollari al giorno. Idea geniale o da condannare?

Nina Agdal per Carl’s Jr: quando hamburger fa rima con malizia?

Hamburger, fast food e… belle donne? C’è qualcosa che non torna, eppure Hardee’s and Carl’s Jr. – una popolare catena americana – ha puntato alle curve e alla malizia di Nina Agdal, la modella danese di 20 anni resa famosa dall’edizione Swimsuit 2012 di Sports Illustrated. Pare che il mondo della comunicazione stia esaltando lo spot: non c’è che dire, i maschietti non possono che essere felici di vedere questa ragazza in bikini. Il rumore dei morsi al panino, la voluttuosità forzata e la gag con il classico macho da spiaggia rendono il video goliardico, una cosa del tipo “Sappiamo che c’è una donna mezza nuda, ma lo facciamo ridendoci insieme. Ah, venite a mangiare da noi!”. Ci viene da pensare però a un altro target di riferimento, che nei fast food non ci vanno solo gli uomini. E ancora una volta possiamo chiederci se l’immagine della (bella) donna venga in aiuto alla mancanza di (reale) creatività. Che poi… ma che metabolismo avrà questa Nina?

La tv che non funziona genera mostri?

Una tv che non funziona, una birra che cade, un momento di nervosismo… l’apocalisse! Sembrerebbe la trama di un film demenziale, ma in realtà si tratta di un vero e proprio cortometraggio travestito da pubblicità. Saturn, celebre catena di negozi che tratta high tech, propone questo spot davvero “epico” e inquietante, sottolineando come la tecnologia sia fondamentale nella vita quotidiana: basta un televisore che fa le bizze per far scattare una rivolta che mette a ferro e fuoco la città. È ovviamente un messaggio esagerato, ma la pubblicità è stata creata con tutti i crismi di un action movie in stile “Micheal Bay“, regista di Bad Boys e Transformers. Ideato dall’agenzia berlinese Scholz & Friends, il video è già nella programmazione televisiva tedesca, ma probabilmente non uscirà in Italia. Nel frattempo gira su Youtube. Una comunicazione “aggressiva”, forse discutibile, ma che rimane davvero impressa.

La creatività è morta… o è solo soft-porno?

Giovani creativi unitevi: è un lavoro sporco, ma qualcuno dovrà pur farlo. Questo potrebbe essere il messaggio della “Young Creatives Competition” di Eurobest che si terrà a Lisbona (Portogallo) per fine novembre, la competizione internazionale dedicata ai giovani creativi del mondo della pubblicità e della comunicazione. Perfetto… se non fosse per questo spot “creato” per reclamizzare la manifestazione. Tre donne nude in una jacuzzi che giocano tra di loro, la musica soft-porno e il clichè del cliente finale, vestito di tutto punto nella vasca. Forse la FUEL LISBOA, agenzia che ha prodotto il video, voleva davvero divertirsi con gli stereotipi, ma quello che ne salta fuori è effettivamente un messaggio ambiguo, destinato più a un pubblico maschile che femminile… e di donne creative ce ne sono davvero tante! Ci sono dunque due modi per guardare l’annuncio: o si ride oppure ci si schifa, non andiamo tanto per il sottile. In realtà ce ne sarebbe un terzo e cioè chiedersi: “Ma non c’era un modo più creativo per fare lo spot?“.

RedBull Stratos e Felix sono già… Lego!

RedBull Stratos e Felix Baumgartner sono oggi sulla bocca di tutti: l’impresa del volo a caduta libera da 39 mila metri d’altezza non è roba di tutti i giorni, ovviamente. Nel frattempo il mondo del marketing e della pubblicità non aspetta… ed è subito parodia! C’è chi infatti ha già messo online – con risultati virali “devastanti” – lo stesso lancio… con i Lego! Quasi 300 mila visite in meno di 24 ore per il protagonista Lego che ricalca il record di Felix, in scala però 1:350. Il video è assolutamente divertente ed è un tributo a questo volo che ha tenuto con gli occhi al cielo (o allo schermo) milioni di persone. Lo spot riguarda la prossime fiera del modellismo Model Maker Fair di Vienna prevista per il prossimo 25 ottobre. Da guardare assolutamente, soprattutto per gli appassionati Lego: “Stratos jump successful!“.

Spot sul Cimitero: la nuova frontiera della pubblicità?

Un luogo di pace e tranquillità: vi aspettiamo!“: sembra un annuncio per un villaggio vacanze oppure un nuovo quartiere residenziale, vero? La realtà dei fatti invece ha un che di tragicomico: si tratta di un cimitero. Lo spot è andato in onda su qualche emittente locale della Sicilia e ora sta lentamente spopolando su youtube: “Spot Cimitero Piano Gatta Agrigento“, ovvero “Spazi ordinati e accoglienti, igiene e decoro”. È una pubblicità per questa nuova area che “nasce in una collinetta graziosissima, baciata dal sole”, insomma, il non plus ultra del riposo. Musica di sottofondo, speaker perfetto, montaggio con tanto di intervista: un vero annuncio pubblicitario che invita tutti “per discutere, per conoscersi, per visitare il cimitero”. Si tratta insomma del primo caso di – possiamo nominarlo così? – black advertising, uno spot quasi perfetto per un servizio/prodotto che ha un contatto vero con qualcosa che spesso rifuggiamo per tutta la vita. D’altra parte di questi tempi le uniche cose sicure sono le tasse… e la morte!

Hyundai, “Storm” tra donne eccitate e “innovazione” fallita

Donne e motori: binomio che va avanti ormai da parecchio tempo, lo sappiamo tutti. Cosa c’è di nuovo quindi? Niente… ma la Hyundai ha deciso di puntare ancora una volta a questo match. La celebre casa automobilistica ha lanciato un nuovo spot – e payoff – in Olanda, che presto potrebbe arrivare anche in Italia. Si tratta dell’ultima uscita, la Hyundai Santa Fe “Storm Edge”, un SUV con “una linea scultorea così dinamica e fluida da racchiudere tutta la suggestività degli attimi prima di una tempesta“, dicono i suoi progettisti. Ma torniamo al video: donne visibilmente accaldate, gelati che si sciolgono e – nella versione non censurata – generose scollature senza reggiseno e upskirt in primo piano. I riferimenti sessuali sono davvero tanti, senza considerare il fatto che tutte le modelle vengono attirate dal fascino della macchina, guidata da un uomo di una certa età, tra l’altro. Attirate e… pare, soddisfatte. Alla fine di questa pubblicità arriva il payoff: new thinking, new possibilities. Un nuovo modo di pensare? Dove? Nuove possibilità? Be’, se l’effetto della macchina è pari a quello dei celebri adv di Axe, possiamo ipotizzare di quali possibilità stiamo parlando… Appello ai pubblicitari: dove siete finiti tutti? Il regno della creatività sta per essere divorato dal Nulla come ne “La Storia Infinita”?


“Unemployee of the year”: Benetton premia i disoccupati

Quando il lavoro non c’è… lo racconta Benetton. Si chiama “Unemployee of the year“, ovvero il “NON impiegato dell’anno” ed è la nuova campagna di comunicazione della famosa marca di abbigliamento, campagna curata dall’agenzia Fabrica. Della serie #Unhate ne avevamo già parlato l’anno scorso, ma oggi il discorso cambia e l’azienda punta i riflettori sulla (dis)occupazione giovanile, con spot e banner di forte impatto emotivo, dimenticando la vivacità (anche dei colori) delle scorse comunicazioni. Come riporta La Repubblica, la dichiarazione di Alessandro Benetton, presidente di Benetton Group, è semplice quanto il messaggio: “Se si è non occupati, si è indolenti. Se si è non occupati, non ci si è adoperati abbastanza per trovare un lavoro. Se si è non occupati, si è anarchici. Noi riteniamo che non sia così. Queste affermazioni non rispondono a verità” .

Contemporaneamente alla nuova campagna, Benetton punta anche ad aprire un contest dedicato – si legge – “a tutti i giovani del Mondo: Se hai tra i 18 e i 30 anni – e non hai ancora trovato un lavoro fisso – puoi mandare il tuo progetto. I 100 progetti più meritevoli saranno finanziati con € 5000 dalla UNHATE Foundation. A livello strategico, Benetton si riposiziona nuovamente all’interno della provocazione sociale, ma questa volta punta a una delle grosse piaghe sociali, la disoccupazione, aprendo una strada diversa sull’uso del brand: quello della meritocrazia, che oggi pare un termine dimenticato. Staremo a vedere…

Toyota e lo spot con “sorpresa” che farà discutere

Un bel fondoschiena, il rosso acceso e molte inquadrature ad hoc: Toyota sembra scegliere uno spot banale per il lancio di Auris, la berlina che verrà presentata al prossimo Salone dell’Auto di Parigi. Immagini “accattivanti” divise in due brevi spot che riprendono il claim “Not in trend, not casual, not for everyone, not authority, but Auris“. Sembrerebbe la solita pubblicità con la donna affiancata alla macchina… e invece no! A guardare tutto il filmato si scopre che non si tratta di una bionda provocante, ma di un… biondO provocante! Si tratta infatti di Stav Strashko, un modello ucraino di 19 anni. Per Toyota si tratta di un adv davvero fuori dagli schemi e forse azzardato per il pubblico giapponese (dove lo spot è ora in circolazione). L’azienda “si difende” con la volontà di spostare il target da “famiglia” a “giovani”. Vedremo come andranno le vendite, ma di certo questo video farà ancora parlare di sè. Qui potete guardare il primo spot, qui il secondo e qui il backstage.

Universitari alla ricerca di casa a Bologna? Paolo Cevoli insegna…

Essere studenti e cercare casa a Bologna può risultare un’impresa titanica piena di sorprese poco gradite: è questo il concept che vede protagonista il noto comico Paolo Cevoli nelle vesti di un entusiasta universitario. È così che Camplus, rete di residenze universitarie, ha voluto realizzare per l’apertura del suo ultimo campus a Bologna qualcosa di speciale, in collaborazione con Linkness: un video divertente che racconta in maniera comica ma perfettamente azzeccata l’odissea degli studenti fuori sede nella nuova vita universitaria. Il video, poi, è stato tagliato in tre episodi e il primo rappresenta la difficile ricerca di una stanza e il conseguente triste epilogo dello studente che si ritrova a vivere in un tugurio per la mancanza di case adeguate. La mimica e la divertente interpretazione di Cevoli rendono spassoso uno spaccato di realtà che divertente non è… quanti studenti ancora accetteranno ancora di abitare in stanze-stalle? I video di Camplus vogliono rispecchiare in modo divertente le problematiche degli studenti fuori sede… e fra pochi giorni vedremo il seguito.

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