Essere popolari su Twitter è facile: basta studiarne l’algoritmo. E così è successo. Nell’ultimo agosto, i membri di HP Labs (la divisione ricerca di HP) e l’UCLA (University of California, Los Angeles) hanno infatti studiato ed esaminato per una settimana le notizie pubblicate, classificandole in base a quattro criteri: la fonte, la categoria della news, la soggettività nella scrittura e le persone o gli argomenti chiamati in causa. Dopo aver “vivisezionato” la notizia, il passo successivo è stato quello di vedere come il messaggio veniva diffuso su Twitter, valutando il rapporto velocità/diffusione con il punteggio su ciascuno dei quattro criteri e la popolarità su Twitter stesso. L’esperimento ha dimostrato che è possibile stimare, dentro un preciso intervallo, la popolarità che può avere una storia, con un’efficacia di addirittura l’84%, considerando soltanto il contenuto del tweet.
Nella teoria, quindi, è possibile calcolare in anticipo quanto popolari possano essere i nostri messaggi. Il panorama ora diventa più complesso: affinando questo meccanismo, non è così impossibile pensare a un tipo di software – magari come il correttore automatico di Word – che possa correggere e rendere efficace la comunicazione sulla celebre piattaforma cinguettante. Al momento i profili dei brand vengono spesso affidati ai specialisti dei social media – si spera – che, con esperienza e in sinergia con le aziende, rendono stimolante una qualsiasi presenza online. Questo nuovo modo di interpretare le relazioni e i contenuti, attraverso la matematica, potrebbe però aprire nuovi scenari, forse meno umani da una parte, ma più efficaci dall’altra. Oppure tutto si risolverà in una bolla di sapone. Chissà. [Per approfondire]










