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Il successo di COM.BO: si pensa già al prossimo meeting!

Una media di 50 ospiti per workshop a COM.BO, il primo evento dedicato alle eccellenze della comunicazione bolognese. L’edizione, patrocinata da Assorel,Ferpi, Assocomunicazione,UPA, Netcomm e Confindustria Intellect, si è appena conclusa con numeri importanti, con punte di enorme interesse su alcuni  temi specifici dedicati alle nuove tendenze comunicative attraverso l’utilizzo del web. Il successo ha già portato il Gruppo di lavoro, nato all’interno dalla sezione Fiere Marketing e Comunicazione del Terziario Innovativo di Unindustria, capitanato dal Presidente Sara Roversi, a pensare già alla prossima edizione.

Una formula che per la prima volta, oltre a esprimere una guida all’’approccio della materia in termini di business, ha dato chiare spiegazioni sui fattori critici che le attività di comunicazione: se non progettate ed erogate  da esperti di settore, possono avere un impatto decisamente negativo sia sull’impresa stessa, sia sul mercato creando perdite anziché profitti. Il Presidente di Assorel Beppe Facchetti e il delegato Regionale Ferpi Filippo Bertacchini, hanno sottolineato l’importanza di un evento dedicato alla Comunicazione per guidare le Imprese di ogni dimensione verso un processo di apprendimento e di formazione specifica soprattutto dedicata alla nuova cultura “digitale”. Leggi il resto di questo articolo »

Universitari alla ricerca di casa a Bologna? Paolo Cevoli insegna…

Essere studenti e cercare casa a Bologna può risultare un’impresa titanica piena di sorprese poco gradite: è questo il concept che vede protagonista il noto comico Paolo Cevoli nelle vesti di un entusiasta universitario. È così che Camplus, rete di residenze universitarie, ha voluto realizzare per l’apertura del suo ultimo campus a Bologna qualcosa di speciale, in collaborazione con Linkness: un video divertente che racconta in maniera comica ma perfettamente azzeccata l’odissea degli studenti fuori sede nella nuova vita universitaria. Il video, poi, è stato tagliato in tre episodi e il primo rappresenta la difficile ricerca di una stanza e il conseguente triste epilogo dello studente che si ritrova a vivere in un tugurio per la mancanza di case adeguate. La mimica e la divertente interpretazione di Cevoli rendono spassoso uno spaccato di realtà che divertente non è… quanti studenti ancora accetteranno ancora di abitare in stanze-stalle? I video di Camplus vogliono rispecchiare in modo divertente le problematiche degli studenti fuori sede… e fra pochi giorni vedremo il seguito.

L’università? Ora i corsi si acquistano scontati su Groupon

La National Louis University di Chicago è diventata la prima università negli Stati Uniti a offrire un deal con Groupon, nel tentativo di incoraggiare i nuovi studenti a frequentare i corsi. Sì, è una notizia abbastanza strana, ma assolutamente vera. L’università privata ha offerto uno sconto per iscriversi ai corsi post-laurea che di solito valgono 2.232 dollari, ma su Groupon sono stati ribassati all’offerta del giorno pari a $ 950. Curiosità: questa “classe” è stata costituita solo per chi risponderà all’offerta di Groupon. L’accordo sarà ufficialmente attivo dopo almeno 15 studenti sottoscritti all’affare, mentre la prima “campanella” suonerà il 26 settembre e gli studenti si incontreranno per tre ore ogni lunedì sera, fino ai primi di dicembre.

Lip Dub: dalla Corea del Sud al Guatemala, passando dal Pakistan

Ogni Nazione ha le proprie regole, politiche, sociali ed economiche. Spesso alcuni comportamenti o leggi che noi consideriamo normali non lo sono per niente da un’altra parte del globo. E poi c’è lo scoglio della lingua. Insomma, ci sono molte differenze tra regione e regione in Italia, figurarsi nel Mondo. Ma c’è una cosa che pare avvenire in maniera uguale, entusiasmando allo stesso modo le popolazioni: i lip dub! Noi ce ne occupiamo da tanto tempo e un post al riguardo ci scappa sempre. Ma oggi siamo rimasti felicemente sorpresi, trovando tre spettacoli in tre diversi Paesi che poco hanno in comune. E se il lip dub è arrivato pure lì, significa che è diventato un vero e proprio “movimento globale”! E così ecco che i giovani di tre diverse istituzioni scolastiche si sono ritrovati per ballare in sincro: la JeonBuk National University della Corea del Sud, il Nixor College del Pakistan e l’Instituto La Salle de Santa María Visitación, Sololá (Guatemala). E i sorrisi non mancano.

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Chatroulette Love Song. Ossia: da proposta di matrimonio a video virale!

Si conoscono via Chatroulette, si innamorano, lui le scrive una canzone e alla fine, be’… alla fine si sposano. Sembra una favola e in realtà lo è, nel senso che nulla di tutto questo è vero, a parte un video virale che su Youtube sta andando per le 4 milioni di visualizzazioni nel giro di due settimane. In Rete è diventato un fenomeno in poche ore, tra forum, bloggers e utenti dei principali social network che già dibattevano sull’accaduto, chi sulla veridicità del filmato, chi sul lato romantico e chi anche su una canzone che – effettivamente – non è per nulla malaccia. E dire che Chatroulette, il sito di incontri casuali via webcam, non è che stia brillando dopo il successo dell’esordio iniziale! A fare il resto c’è però Youtube!

La canzone del video si chiama Chatroulette Love Song ed è già disponibile su iTunes al prezzo di 0,99 centesimi. A questo punto si dirà che è stata tutta una trovata per una band emergente… no, neanche questa è la verità. Rune Iversen e Jeppe Vejs, 28 e 27 anni, sono i due ragazzi danesi che stanno dietro al backstage e la verità arriva direttamente da loro: non si tratta di un amore nato per caso, nè di una promo o una pubblicità ben realizzata. Interpellati da Barry.com, hanno spiegato come sono andate le cose: l’idea nasce da una tesi di laurea con la quale Rune voleva spiegare i meccanismi dei viral video. “Volevo vedere se riuscivo a fare quello che ho affermato nella mia tesi”, ha spiegato Rune, “mi è venuta l’idea di una storia d’amore tra due sconosciuti su internet e ho contattato il mio amico Jeppe, per poi scrivere la canzone insieme”. Leggi il resto di questo articolo »

Lip Dub, tra musica, internet e università: ecco il fenomeno del momento

E’ il fenomeno del momento: Lip Dub, ossia lip synching e audio dubbing. Un lip dub è un tipo di video musicale in presa diretta che combina sincronizzazione e doppiaggio audio. In parole povere è un playback generale che coinvolge numerosi attori e una vera e propria sceneggiatura: il risultato finale pare di semplice realizzazione, ma ciascun video necessita in realtà di tempo e cura perchè il risultato sia ottimale. Un Lip Dub ben fatto acquista un potere virale che lo fa viaggiare in tutta le rete ottenendo migliaia di visualizzazioni in pochissimo tempo e si può già immaginare che siano la prossima forma di marketing virale che adotteranno numerose aziende.

Il primo Lip Dub realizzato, al contrario di quanto possiamo immaginare, è stato realizzato in Europa. Sarebbe stato gioco facile pensarlo parte di un college totalmente americano, ma in realtà si tratta della Furtwangen University, in Germania, che il 22 giugno 2008 ha registrato 257 Weeks dei Nine Days. Questo primo video ha generato il seguito, una sorta di “guerra” a colpi di musica ed editing tra varie scuole, accademie e università.

Dopo alcuni mesi, infatti, la Francia non si è tirata indietro dalla competizione e ha realizzato il secondo Lip Dub di successo, mettendolo a disposizione il 2 dicembre su Youtube. Il risultato è il LolliDub (tratto dalla canzone Lollipop di Mika) un video prodotto dagli studenti della  HEC Business School di Jouy-en-Josas, vicino a  Parigi. I francesi sono stati i primi a utilizzare strumenti di editing vero e proprio con un risultato impeccabile, quasi a farlo diventare un videoclip che potrebbe tranquillamente spopolare su MTV. La connazionale EMLYON Business School non ha perso tempo per rispondere con Pop the music e un featuring all’insegna di Video Kill the Radio Stars.

Nel settembre 2009 è arrivato il primo vero successo con oltre sette milioni di visualizzazioni globali: a fare da protagonisti sono gli studenti della UQAM, ossia University of Quebec at Montreal’s, che sulle note della famosissima I gotta feeling dei Black Eyed Peas ha coinvolto tutti gli spazi e tutti, ma proprio tutti gli universitari presenti, sfruttando maschere, costumi e balli. Leggi il resto di questo articolo »

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