Una donna nuda, di età compresa tra i 20 e i 60 anni, davanti a due uomini seduti su un divanetto che la giudicano. Potrebbe sembrare l’inizio di una puntata della celebre serie distopica “Black Mirror“, ma in realtà si tratta di un nuovo show danese: si chiama “Blachman” e in rete si parla già dello show più sessista di sempre. Come riporta l’AGI, “l’idea e’ venuta a Thomas Blachman, jazzista e compositore, noto in patria soprattutto per aver fatto da giudice alla versione danese di X Factor”. Testuali parole dell’artista: “Il corpo della donna ha sete delle parole di un uomo”. Forse basta questa frase per creare una solida base di critiche, cosa che sta effettivamente accadendo. Una della firme più famose della pubblicità in Danimarca, Knud Romer, ha già definito il programma come “una specie di claustrofobico strip club che serve solo a cementare i classici concetti di dominio maschile”.
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Blachman: una donna (nuda) e due uomini in TV… perché?
#IoVotoLoStesso: Ceres supporta Erasmus e lavoratori europei
È iniziato il countdown verso le prossime elezioni politiche italiane: il 24 e il 25 febbraio saremo tutti chiamati a dichiarare il voto nei seggi elettorali. Anche il Ministro dell’Interno Cancellieri invita i cittadini al voto… ma davvero possono votare tutti? A quanto pare no. Pare infatti che gli studenti italiani che stanno svolgendo l’Erasmus (ma anche lavoratori precari e ragazzi alla pari) non possano farlo e così si sono organizzati fra di loro. Come si evince, sarà un voto simbolico: con #iovotolostesso “il 23 Febbraio gli studenti costituiranno seggi elettorali nelle piazze, nei centri culturali, nelle università estere, a cui potranno recarsi per esprimere il proprio diritto di voto, anche se non avrà valore legale”. E c’è chi ha deciso di supportare l’iniziativa come azienda: si tratta di Ceres, che si è resa disponibile come partner mediatico di questa piccola impresa, senza tra l’altro cadere nel discorso puramente politico. Un ottimo risultato per la reputazione aziendale, c’è da ammetterlo.
Pingram, Esportgram e Streetgram: tra ingiustizie e segnalazioni
Poco tempo fa abbiamo parlato di 10 modi per utilizzare Instagram e oggi abbiamo deciso di aggiungerne 3 che avevamo perso di vista. Oltre a Instamap, che abbiamo già visto il mese scorso, ci sono stati segnalati Streetgram e gli italianissimi Pingram.me ed Esportgram. Streetgram ricorda molto Instamap, ossia un’applicazione che unisce la geolocalizzazione alla fotografia, ma abbiamo avuto come l’impressione che questa app sia più intuitiva e di semplice utilizzo: visualizzabile direttamente da un qualunque browser, permette di vedere in tempo reale le foto scattate nelle varie località, che sia luogo o tag. Basta un doppio click sulla mappa per aggiornare e sfogliare le immagini, scoprendo così sia luoghi che nuovi utenti. È inoltre possibile condividere le foto attraverso Tumblr, Facebook, Twitter e addirittura Pinterest. Insomma, un’ottima app online con cui interagire e condividere.Per quanto riguarda Esportgram, si tratta di una nuova app che riporta le funzionalità della celebre Followgram: a differenza di questo, oltre a una diversa interfaccia che può essere più o meno gradevole, Esportgram permette di scaricare le foto sul computer e creare propri album da stampare in un secondo momento.
Ci soffermiamo invece qualche secondo in più su Pingram.me, in quanto anche noi siamo stati colpevoli di una piccola svista: come riporta Fanpage.it, “Pingram è un servizio ideato dal napoletano Gennaro Varriale (alias @ironico su Twitter) che unisce due popolari piattaforme, Instagram e Pinterest. Uno dei primi utilizzatori del servizio ne ha realizzato una versione simile che ha trovato ampia risonanza sui media internazionali ed italiani come “idea innovativa” mentre Varriale ha potuto godere solo del supporto della rete, quasi ignorato dalla stampa nostrana”. La “versione simile” di cui si parla è Pintagram che, presentato come idea originale, riceve la pubblicità e la notorietà che a Pingram sono stati negati. Una delle tante ingiustizie del web che tendiamo a dimenticare. Pingram è stato creato in un week end e per ulteriori informazioni basta che vi leggiate l’articolo citato e quello di Pinterest Italy che ha rilanciato l’hashtag #supportpingram.
Pragmatiko.it diventa a impatto zero… e DoveConviene pianta un albero!
Pragmatiko.it sposa il Green e diventa ad impatto zero: proprio oggi, nella giornata del Green Office Day 2012, abbiamo aderito infatti all’iniziativa ambientalista promossa da DoveConviene.it, il sito che aggrega tutti i volantini promozionali e li rende consultabili online, per permettere ad un nuovo albero di vedere la luce in una zona boschiva a rischio di desertificazione. L’idea è molto semplice: per ogni blog che aderisce al progetto, DoveConviene pianta un albero la cui produzione di ossigeno andrà a compensare le emissioni di anidride carbonica prodotte dal sito/blog. Forse non tutti sanno infatti che in media un sito internet si fa carico ogni anno dell’emissione di 3,6 kg di CO2, a fronte di ciò invece un albero è in grado di assorbirne fino a 5 kg all’anno. Il bilancio finale è a favore dell’ossigeno e “tutti ne guadagnano”. In 12 mesi di attività sono stati già piantati più di 1.000 alberi, ma si prevede di piantare altri 1000 alberi entro la fine di agosto: se l’intento riuscirà altri alberi verranno aggiunti al computo totale come premio alla zelanza dei blogger italiani, inserendosi nel macro-progetto di iplantatree.org. DoveConviene, tramite l’attività di distribuzione di volantini in formato elettronico (consultabili tramite pc, iPhone, iPad e Android) e con questa iniziativa, mira alla diminuzione dell’utilizzo e spreco di carta per scopi pubblicitari e non solo. Per maggiori informazioni e anche se volete contribuire, andate doveconviene.it/co2neutral. Qui sotto i piccoli alberi che si stanno piantando!
Allarme Terremoto: la paura del terremoto passa da iTunes
Allarme Terremoto: Probabilmente a causa del forte sisma che ancora oggi scuote l’Emilia (e non solo), questa app è tra le 25 più scaricate sul popolare marketplace digitale di Apple. E chi la scarica paga anche 1,59 euro. Forse non tutti lo sanno, ma allo stato attuale non è possibile prevedere un terremoto: si può soltanto avere una “previsione probabilistica“, basata sullo studio di una certa area (sismicità storica, recente, studio sismotettonico e geologico, ecc.). In questi giorni c’è chi ha risollevato il problema delle previsioni, con studiosi che si dividono tra possibilità teorica e pratica: le speculazioni intellettuali al riguardo però si concludono con un nulla di fatto, perché – come dice Paolo Frediani, responsabile dell’Osservatorio Sismico Apuano – le nostre conoscenze in fatto di terremoti sono molto, molto limitate e, pertanto, non siamo in grado di prevedere nulla“.

PMI e social media… ma non solo. Stando alle ultime ad usare i social è il 77% delle 











