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Criptovalute, sempre più persone usano Bitcoin

Secondo un report LocalBitcoins sono sempre di più le persone che utilizzano le criptovaute e, in particolare, Bitcoin, una valuta digitale che sta riscuotendo crescente per il trading – e non solo – in Europa orientale, Africa subsahariana e America Latina.

Il report afferma che c’è stata una crescita costante dei volumi di trading sul mercato peer-to-peer da quando è iniziata la serie storica, nel 2015. Un massiccio aumento dell’utilizzo e un successivo calo ha accompagnato il picco del mercato Bitcoin del 2017, mostrando però che da quel momento il volume globale delle criptovalute ha continuato a crescere in maniera quasi continuativa.

Sotto il profilo territoriale, ci viene ricordato su https:/www.lecriptovalute.org, le regioni che sembrano essere alla guida di questa crescita così dinamica sono l’Africa sub-sahariana, l’America Latina e l’Europa dell’Est. I volumi degli scambi commerciali tra Asia Pacifico, Nord America, Europa occidentale, Australia/Nuova Zelanda e Medio Oriente/Africa settentrionale, sono rimasti costanti dalla metà del 2018.

Ad ogni modo, l’analisi si sofferma anche sulle difficoltà di utilizzo delle valute nazionali per determinare il volume reale di trading e, anche per questo, viene sottolineato come questo primo rilascio di dati sia solamente la prima parte di un progetto molto più ampio, in cui si cercherà di dimostrare che Bitcoin viene utilizzato per la sua utilità nei territori in via di sviluppo.

Stando a quanto gli analisti suggeriscono in questi mesi, il 2020 dovrebbe rappresentare un periodo di crescente interesse da parte degli utilizzatori di Bitcoin e delle altre criptovalute. Un elemento importante, con una domanda sempre più ampia e sempre più profonda che dovrebbe spingere al rialzo i prezzi delle criptovalute: una recente stima ha ad esempio indicato che i prezzi di Bitcoin dovrebbero tornare sui massimi storici (20 mila dollari per token) tra la fine del 2020 e gli inizi del 2021.

Al momento in cui scriviamo, dopo aver perso terreno sotto la resistenza degli 8.500 dollari, Bitcoin sta cercando di correggere le proprie quotazioni contro la valuta statunitense, mostrando tuttavia qualche difficoltà nel tenere il passo e, secondo buona parte degli analisti, avendo l’opportunità di scendere ancora, fino ai supporti di 8.200 – 8.300 dollari.

Ad ogni modo, gli osservatori ritengono che questa oscillazione negativa sia solo di breve termine, e che il trend di lungo termine sarà incoraggiante, con pressioni rialziste che, come abbiamo già rammentato poche righe fa, dovrebbero permettere a Bitcoin di poter tornare sui livelli persi alla fine del 2017, quando la critpovaluta toccò i suoi massimi storici al termine di un rally davvero impressionante.

Bitcoin continuerà inoltre a costituire la principale valuta per capitalizzazione, anche se – tecnicamente – la valuta digitale creata da Nakamoto ha perso da tempo lo scettro di valuta con il maggior volume di trading a favore di Tether, la stablecoin legata al dollaro che viene spesso usata dagli exchange come valuta “simil-fiat” per i propri clienti che vorrebbero tenere liquidità in dollari, ma non possono farlo per le legislazioni locali, come avviene in molti mercati asiatici.

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