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Cosa sono i voucher lavoro e cosa cambia nel 2019.

La Legge di Bilancio ha reintrodotto i cosiddetti voucher lavoro, uno strumento che ha alle spalle una storia piuttosto breve: poco tempo dopo la sua introduzione, infatti, il Governo Gentiloni scelse di abolirlo nel 2017.

I voucher lavoro nascono come soluzione pratica e snella per regolarizzare i lavoratori a cui vengono richieste delle prestazioni di carattere occasionale, dunque come strumento prezioso per contrastare il nero, di conseguenza facendo ricorso ai voucher i lavoratori possono prestare la propria opera venendo regolarmente retribuiti.
Con il medesimo strumento, inoltre, il datore di lavoro ha anche modo di pagare quanto dovuto dal punto di vista fiscale e contributivo.
Con ogni probabilità i voucher lavoro sono stati aboliti perché in troppe occasioni ne è stato fatto un uso distorto, proprio per questo il Decreto Dignità ha scelto di reintrodurli prevedendo diverse novità.

Il singolo voucher, corrispondente a un’ora di lavoro, ha un costo di 12,41 euro a carico del datore di lavoro, il quale di traduce in una retribuzione netta di 9 euro.
Il datore di lavoro non può corrispondere al lavoratore più di 5.000 euro annui in questa modalità e il mancato rispetto di tale soglia implica a suo carico sia sanzioni amministrative che pecuniarie; quest’ultime possono ammontare fino ad un massimo di 2.500 euro.
La Legge di Bilancio ha scelto di distinguere i voucher lavoro in due diverse varianti, ovvero quelli riguardanti le famiglie e quelli riguardanti le imprese, le condizioni sono tuttavia analoghe in entrambi i casi e sono quelle appena descritte.

Laddove il datore di lavoro sia una famiglia, i voucher sono convogliati nel Libretto Famiglia Vaucher Inps: possono essere retribuite in tali modalità prestazioni lavorative riguardanti piccoli lavori domestici, inclusi giardinaggio, pulizia e manutenzione, servizi di assistenza domiciliare dedicati a bambini, persone anziane, diversamente abili o ammalate, e anche prestazioni di insegnamento privato supplementare.
Tali buoni possono essere scaricati dal sito Internet ufficiale dell’Inps dopo aver effettuato registrazione e la comunicazione d’inizio attività spetta sia al lavoratore, il quale è tenuto a compiere quest’operazione almeno un’ora prima rispetto all’inizio del suo lavoro, sia al datore di lavoro, a cui è chiesto di indicare retribuzione, tipologia di attività svolta e dati anagrafici del lavoratore.

Questa novità è molto importante: quando i voucher furono introdotti per la prima volta, infatti, essi potevano essere compilati anche a prestazione lavorativa ultimata, ed è proprio questo uno dei principali aspetti che ha consentito ai datori lavoro disonesti di commettere dei raggiri.

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