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Formula 1, l’aerodinamica delle Ferrari

L’aerodinamica è una particolare scienza utilizzata in diversi settori. Negli ultimi anni, il suo studio e conseguente utilizzo in Formula 1 è stato orientato alla realizzazione della macchina vincente, veloce e prestante.

L’aerodinamica in Formula 1: il caso Ferrari

Di recente la scuderia di Maranello ha apportato interessanti evoluzioni all’aerodinamica della monoposto, nuove strategie mirate a rendere l’auto più veloce nei rettilinei e scattante nelle curve. La prima riguarda l’assetto dell’autovettura: il design della Ferrari è arricchito dell’air scoop, la cui funzione principale è quella di far incanalare l’aria per raffreddare il motore.

Il motore è sottoposto a forte lavoro a livello di accelerazione, deve quindi essere in grado di lavorare facendo il minor sforzo possibile. Sono state poi aggiunte due “orecchie” che – grazie allo sfruttamento dell’assetto aerodinamico – convogliano maggiore aria all’interno, permettendo al motore di lavorare in maniera più efficiente. L’aria fresca entrante viene direzionata anche al radiatore dell’ers: è così possibile ottenere un maggior raffreddamento del radiatore incidendo in maniera positiva sulla performance della Ferrari.

Sempre collegato all’utilizzo dell’aerodinamica è il nuovo scambiatore aria-acqua che possiamo ammirare sull’autovettura. La funzione dello scambiatore è molto particolare e consiste nel far abbassare la temperatura dell’acqua. Il nuovo componente risulta più leggero rispetto a quelli precedenti e occupa una posizione differente, ossia nella parte posteriore della vettura.

Per arrivare a queste modifiche ci sono voluti diversi e numerosi mesi di studio dettagliato sull’aerodinamica ed esperimenti concreti in sede di galleria di vento.

I risultati ottenuti

Il concreto utilizzo di questi nuovi strumenti e le conseguenti modifiche hanno portato dei benefici notevoli. Il motore della Ferrari lavora meglio e permette di avere prestazioni eccellenti. I vari nuovi strumenti posizionati sulla vettura permettono di incrementare l’aria al suo interno e di abbassare il flusso aerodinamico di qualche millimetro. Questo si traduce in una maggiore velocità di punta della Ferrari.

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