Concorsi su Facebook: cosa si può (e non si può) fare in Italia

Concorsi su Facebook: a settembre 2013 erano uscite delle novità elencate dai social media expert come una piccola rivoluzione. Nel dettaglio la parte più significativa è stata l’eliminazione del vincolo che prevedeva le promozioni somministrate solo attraverso applicazioni dedicate sulle fan page. Altro cambio significativo è stata anche la possibilità di far partecipare gli utenti alla promozione attraverso l’utilizzo dei LIKE e dei COMMENTI di un Page Post (qui l’ottimo riassunto di Davide Licordari). A questo punto chi amministra brand su Facebook ha finalmente sorriso: le logiche dell’app dedicata finalmente cancellate in favore di un meccanismo più flessibile e diretto! Ma come molti specialisti si sono accorti, il territorio italiano ha una legislazione molto particolare per quanto riguarda i concorsi a premio, qualcosa che frena l’entusiasmo, visto che ci scontriamo con il fattore tempo: lo svolgimento delle Manifestazioni a premio è disciplinato dal DPR 26/10/2001, n. 430!

Cosa significa?

Brevemente: tutto ciò che riguarda i concorsi a premio su social network è inevitabilmente collegato a una pesante normativa che non è cambiata nel corso degli anni, se non per pochi dettagli. Tradotto: le meccaniche dei contest rimangono influenzate dalla burocrazia italica e non possono sfruttare appieno le logiche offerte da alcune piattaforme. Come Facebook.

Concorsi su Facebook: cosa si può fare in Italia?

Se la rivoluzione annunciata mirava a garantire flessibilità di partecipazione, in Italia rimane tutto pressoché invariato, ovvero: il concorso a premi su Facebook dev’essere garantito da un’applicazione appoggiata su server italiani. Abbiamo chiesto infatti alla “Divisione XIX – Manifestazione a Premio” del Ministero dello Sviluppo Economico alcune delucidazioni e le riportiamo per intero.

Le risposte del Ministero

“In merito all’ipotesi di utilizzare un canale di social network, per veicolare le promozioni organizzate come manifestazioni a premio, la necessità di conciliare le disposizioni normative con le esigenze di mercato, ponendo la massima attenzione alla garanzia dei consumatori e della corretta concorrenza, ha portato il Ministero ad individuare dei margini di realizzazione sulla base di due profili principali.

1. Lo svolgimento dell’iniziativa tramite congegni operanti al di fuori del territorio nazionale.

Il vincolo di territorialità disposto dall’art. 1, comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 2001, n° 430, impone che tutte le attività relative allo svolgimento delle manifestazioni a premio siano effettuate nel territorio dello Stato Italiano, perciò, nella considerazione del fatto che gli strumenti dei social network operano (quasi nella totalità dei casi) da server ubicati all’estero, il loro utilizzo può essere consentito solo nei casi in cui venga abbinato ad essi un sistema “/mirror/”, che replichi, in tempo reale, le partecipazioni – con particolare riguardo alle informazioni dei concorrenti ed agli eventuali elaborati ad essi richiesti – dal server estero ad altro server ubicato in Italia e deputato alla gestione dei dati e delle attività relative a tutte le fasi della manifestazione a premio.

La perizia di cui all’art. 9, comma 1, del citato dPR n. 430/2001, relativa al corretto funzionamento del congegno per l’assegnazione dei premi, dovrà specificare che il sistema /mirror /(o analogo) adottato replica, su un server allocato in Italia, i dati primitivamente inviati al server ubicato in territorio estero.

Nel regolamento dell’iniziativa dev’essere altresì dichiarato che il soggetto promotore è obbligato a fornire alla Pubblica Amministrazione il database relativo alla manifestazione a premio dietro semplice richiesta, anche se fatta al rappresentate fiscale dell’impresa in Italia o al soggetto legittimato ad avere rapporti giudiziari e stragiudiziali con la PA, operante, ad esempio, dall’eventuale sede secondaria stabile in Italia.

[ndr: QUI ABBIAMO UNA PARTE FONDAMENTALE]

Per le medesime motivazioni inerenti il limite di territorialità, i sistemi del tipo “/like/” (“/Mi piace/”), eventualmente impiegati quale condizione di partecipazione, devono essere un applicativo software di proprietà dell’impresa promotrice – e non del social network -, operante sul server allocato in Italia.

2. Coinvolgimento a livello di responsabilità organizzative dei social network.

L’utilizzo dei social network nella realizzazione delle manifestazioni a premio, date le caratteristiche che li contraddistinguono, con particolare riguardo alla richiesta di iscrizione necessaria per poter operare su di essi, configura una promozione dei soggetti commerciali che li gestiscono, i quali risultano essere, di fatto, co-promotori dell’iniziativa ed inquadrabili, perciò, ai sensi dell’art. 5, comma 4, del dPR n. 430/2001.

Nel più delle volte, però, tali soggetti declinano ogni loro coinvolgimento nelle responsabilità di svolgimento delle iniziative premiali veicolate attraverso i loro canali. Per tale motivazione è richiesto, al promotore che voglia attuare una manifestazione a premio tramite un social network, di provvedere:

  • ad affiancare, quale ulteriore via di partecipazione, anche un altro canale di svolgimento (altro sito internet, ecc.) di portata paritaria a quella offerta dal social network, e/o
  • a limitare, con specifica clausola regolamentare, la partecipazione ai soli iscritti al social network in periodo antecedente all’inizio della manifestazione a premio, dando idonea indicazione dei mezzi utilizzati per il riscontro di tale condizione (richiesta ai vincitori di dichiarazioni e/o attestazioni, rilevazione diretta, altro).

Qualora non sussistano le condizioni organizzative sopra specificate la manifestazione a premio non si ritiene ammissibile“.

Conclusioni

La risposta del Ministero è molto dettagliata e probabilmente di difficile interpretazione, se non accompagnati da un esperto legale. Pare quindi, come dicevamo all’inizio, che i concorsi su Facebook siano ancora una volta legati a meccaniche diverse da quelle proposte in America, perché dobbiamo fare sempre riferimento alla legislazione italiana. Sempre se operiamo sul target dei cittadini italiani, precisiamo.

È utile ricordare però che per concorsi a premio intendiamo un’iniziativa che ponga in essere un “premio economico” dichiarato. Esempio: vogliamo “premiare” una ricetta attraverso la fan page? Bene, possiamo pubblicare alcune foto dei vari utenti e dire che “la più votata sarà pubblicata interamente sul blog X”. In questo caso il riconoscimento è una pubblicazione, non un prodotto, quindi non abbiamo nessun problema al riguardo: si tratta infatti di una “call-to-action”, non di un vero contest. Quindi, se vogliamo fare un concorso a premi su Facebook dobbiamo seguire tutti gli step relativi alla realizzazione (preventiva comunicazione, regolamento, cauzione, ecc…).

[Photo credits: 1]

Aggiornamento 14/10/2013

Massimo Melica, avvocato specializzato in diritto applicato alle nuove tecnologie e managing partner dello Studio legale Melica | Scandelin | Partners, ha gentilmente commentato l’argomento. Riportiamo per completezza d’informazione il suo pensiero, che può essere utile per tutti:

“Appare chiaro che occorre una forte sinergia tra l’azienda-il marketing-lo studio legale e gli sviluppatori dell’App a cui è affidato il difficile compito di far quadrare tutto. Una raccomandazione: il concorso a premi non può essere organizzato in tutta fretta, normalmente considero per la parte giuridica almeno 45/90 giorni con il limite massimo se si parte da zero. [...] Il regolamento sui concorsi a premio ha due finalità: la prima proteggere il cittadino da truffe e raggiri la seconda è di incassare un minimo di tassa. Ricordiamo che il marketing attraverso un concorso a premi aiuta l’esercizio commerciale ma non risolve la crisi del mercato, magari lo riposiziona come immagine.

Per i tempi, ho fatto questo calcolo:

  • ideazione concorso da parte del marketing;
  • verifica economica da parte dell’azienda;
  • analisi legale sulla fattibilità;
  • sviluppo sito, app (ios & android), fbApp;
  • stesura regolamento concorsi, ToS e Policy Privacy;
  • preparazione campagna pubblicitaria al concorso (radio, tv, giornali, web)
  • test di prova;
  • comunicazione al Ministero per verifica/approvazione

Tempo impiegato: 45 giorni se per l’azienda si tratta di routine, sino a 90 giorni se si tratta di un’azienda grande che deve anche presentare il concorso a livello territoriale (agenti, affiliati, rivenditori indipendenti, ecc…). Chiaramente ho come target le aziende medio-grandi, ma la roadmap descritta credo che funzioni per tutti”.


11 Commenti a “Concorsi su Facebook: cosa si può (e non si può) fare in Italia”

  1. [...] Concorsi su Facebook: cosa si può (e non si può) fare in Italia Posted by : awdseoweb On : October 11, 2013 [...]

  2. [...] e precisa disamina sulla normativa italiana per i concorsi su Facebook: non prendiamo tutto alla [...]

  3. [...] NON operano su un target di cittadini italiani! Purtroppo in Italia ci sono regole diverse…… Qui troverete una spiegazione molto dettagliata della normativa [...]

  4. Alex scrive:

    Complimenti per l’articolo che risponde a molti dubbi ogni qualvolta si pensa ai concorsi a premi su Facebook.

    Ma ce n’è ancora uno che mi lascia qualche perplessità.

    L’art. 6 del d.P.R. 26 ottobre 2001, n. 430 parla di Esclusioni, quindi tutti quei casi in cui un’iniziativa premiale non è considerata concorso e/o operazione a premio e dunque libera dai vincoli imposti dal d.P.R.

    Ad esempio il comma 1 lettera d esclude le manifestazioni nelle quali i premi sono costituiti da oggetti di minimo valore. Cosa si intende per minimo valore? C’è un soglia che stabilisce il minimo valore?

    Ad esempio in rete ho trovato questa iniziativa http://www.fondazionemaxxi.it/2013/06/12/galleria-vezzoli-one-day-only/ Secondo voi rispetta le regole imposte dal d.P.R. 430 2001?

  5. admin scrive:

    Ciao Alex e grazie. :)
    Per quanto riguarda le “esclusioni” si intende un valore minimo come possono essere piccoli gadget come bandierine, adesivi, penne, spille e così via. Economicamente non sappiamo a quale soglia di euro corrisponda tale “minimo”, ma crediamo sull’ordine dei 1/2/3 euro.
    Nel caso che riporti, visto che parliamo di un “catalogo”, credo che il premio rispetti le regole imposte. Però se tale catalogo è messo in vendita, che so, a 50 euro, allora potrebbero avere dei problemi.
    Matteo

  6. [...] In Italia ci sono delle regole ben precise da seguire, quindi informati bene prima di fare qualsiasi cosa, leggi questo articolo. [...]

  7. Matteo scrive:

    Salve,
    Nella mia pagina facebook ho pubblicizzato una sorta di concorso fotografico per racimolare un po di likes.
    Il concorso prevede l’invio di una foto personale (accompagnata da liberatoria e privacy) e i primi tre che ricevono più voti (mi piace) vincono dei cesti con dei prodotti di vario genere. Il voto per essere valido deve essere convalidato con il mi piace sulla mia fan page.
    La mia fan page non è di un azienda, ma di un’associazione sportiva a.s.d. senza scopo di lucro, lo scopo era quello di incrementare i likes e portare più utenti a visitare il sito … anch’esso senza scopo di lucro.
    Leggendo diverse problematiche relative ai concorsi realizzati su facebook mi è venuto il dubbio, nonostante non abbia utilizzato nessuna app per mettere su il concorso, volevo capire se quello che ho fatto è legale.

  8. Antonio scrive:

    Salve,
    sto sviluppando per un cliente una app facebook per un concorso fotografico.

    Mi chiedevo se, eseguendo l’applicazione su un web server estero, è legale mantenere solo il database con i dati degli utenti su un server italiano.

  9. [...] Ricordati sempre che un contest deve seguire e rispettare un regolamento ben definito, consultabile qui: Concorsi su facebook in Italia [...]

  10. [...] Evidenziamo, inoltre, quanto previsto nell’articolo 7 del regolamento, alla voce “Partecipazione al voto”, dove le foto saranno votate via Like su Facebook sulla pagina del Comune di Catania. Beh FB ora ha modificato le proprie regole su “concorsi” di questo tipo; ma forse bisogna stare attenti a muoversi nel delicato labirinto delle norme italiane? Ecco qui un riassunto in tema: http://www.pragmatiko.it/2013/10/11/concorsi-su-facebook-in-italia/ [...]

  11. [...] http://sipronunciaaigor.com/2012/03/…eggi-concorso/ http://www.pragmatiko.it/2013/10/11/…ook-in-italia/ Durante le mie ricerche mi sono imbattuto anche in agenzie che fanno una prima consulenza (alcune [...]

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